La frode fiscale questa volta viaggiava a bordo del jet prIvato. Piper e monomotori, modelli rigorosamente al top prenotati negli Stati Uniti, comprati e importati nel nostro Paese senza pagarci sopra l'Iva grazie a quello che, per Guardia di Finanza e procura, si configura come un illecito escamotage fiscale: un passaggio fittizio in Danimarca, dove il regime dell'imposta sul valore aggiunto era estremamente favorevole all'epoca in cui aerei vennero acquistati.
Così una decina di velivoli di lusso fabbricati dalla Cirrus Aircraft, costruttore di piccoli aerei del Minnesota, sarebbero stati comprati da una corposa lista di imprenditori quasi tutti del Nord Italia. Tra loro spiccano anche nomi importanti come quello di Raffaello Cortina, raffinato editore milanese che dal 1980 pubblica saggistica di qualità, dai classici del pensiero psicoanalitico alle opere di Sartre, Derrida e Foucault.
Insieme ad altre dieci persone, è stato denunciato per evasione di Iva all'importazione, nell'ambito di un'indagine della Procura della Repubblica di Cagliari che ha beneficiato della stretta collaborazione da parte delle autorità statunitensi. Un'indagine che portato a operazioni in varie città italiane tra cui Padova, Palermo, Rimini, Terni, Torino, Bergamo e Modena. La Sezione Aerea di Manovra della Guardia di Finanza di Elmas, in provincia di Cagliari, ha posto sotto sequestro preventivo nove aerei di proprietà degli imprenditori denunciati. Le ganasce ai jet erano scattate qualche giorno fa, mentre l'altro ieri è arrIvata la convalida del gip di Cagliari.
L'inchiesta è nata e proseguita in Sardegna dagli accertamenti fiscali di routine su numerosi aerei prIvati che hanno fatto scalo nell'aeroporto di Elmas e in altre città sarde. Una galleria di pezzi pregiati, esemplari il cui prezzo oscilla tra i 400 e i 500 mila euro: oltre a un Piper P46, un executive turboelica capace di trasportare 5 passeggeri oltre ai due piloti, la maggior parte dei velivoli sequestrati è costituita da monomotori SR22, fabbricati da un marchio doc nella produzione aeronautica degli Stati Uniti come la Cirrus: si tratta di modelli tra i più apprezzati dal mercato nella loro categoria. Durante i "blitz" negli aeroporti della Sardegna, i finanzieri si sono accorti che un'alta percentuale dei jet controllati avevano matricola extracomunitaria "november". Da qui sono partite le verifiche per capire se fossero stati assolti o meno gli obblighi doganali.
Proprio dagli USA è venuto un contributo determinante all'inchiesta, spiegano gli stessi inquirenti, grazie alla collaborazione della Federal Aviation Administrazion Americana. Gli americani hanno fornito tutti i dati presenti nei loro archivi, in particolare quelli relativi ai trust costituiti negli Stati Uniti e a cui gli aerei risultano intestati. La cessione dei velivoli ai trust è normale negli USA e viene applicata ogni qualvolta un cittadino straniero debba acquistare un aereo.
Secondo quanto emerso nel corso dell'inchiesta durata circa un anno gli imprenditori, reali acquirenti ed utilizzatori dei velivoli, avrebbero però fatto figurare l'importazione ed il successivo acquisto del proprio jet in Danimarca, paese a regime Iva favorevole e come tale, all'epoca degli acquisti, soggetto all'applicazione dell'imposta agevolata. Fino al 31 dicembre 2009, in effetti, in Danimarca l'Iva sugli aerei da turismo era pari a zero.
In realtà gli aeromobili, fin dalla partenza dagli Stati Uniti, erano destinati ad essere immessi in consumo in Italia e dunque avrebbero dovuto essere assoggettati al regime fiscale italiano. In alcuni casi i contratti assicurativi sono stati fatti prima ancora che la proprietà dell'aereo transitasse attraverso la Danimarca.
Il tutto, segnala la Guardia di Finanza, sarebbe avvenuto con la complicità di un intermediario italiano. Si tratta di un cittadino del nord, la cui società ha però sede legale all'estero. Proprio questa società si sarebbe occupata di gestire l'acquisto dei jet direttamente negli Stati Uniti.
Il valore totale dei jet che sono stati sottoposti a sequestro è di 4.500.000 euro, mentre l'Iva all'importazione evasa è pari a 900.000 euro. Ciascun imprenditore, in media, avrebbe ottenuto un risparmio indebito di circa 100.000 euro grazie al mancato versamento dell'imposta sul valore aggiunto al fisco italiano. Dalla lista di nomi dei denunciati, emerge quello di Antonello Morina, cinquantaseienne di Rimini, dinamico fondatore della ESA Software che dopo il declino dell'azienda di informatica ha spaziato dal ramo immobiliare a in quello della green economy. Oppure quello di Giordano Emendatori, sessantaduenne originario di Morciano di Romagna, un'epopea imprenditoriale alle spalle: ha fatto fortuna nel settore dei semilavorati per pasticcerie e gelatai con la sua Mec3, dopo aver cominciato come cameriere.
Il loro coinvolgimento nelle indagini era filtrato già qualche giorno fa, insieme alla notizia del sequestro preventivo dei rispettivi jet a Rimini. Gli imprenditori hanno già contestato, per mezzo degli avvocati, sia la competenza territoriale della procura di Cagliari che la presunta illegalità del "tragitto fiscale" seguito dagli aerei acquistati negli Stati Uniti e transitati in Danimarca: si tratterebbe, hanno spiegato, di una pratica legale e ampiamente diffusa.
Anche l'ingegnere padovano Stefano Cestarelli è nella rosa degli imprenditori denunciati: è il fondatore e direttore generale della struttura italiana di Cirrus Aircraft, grandissimo appassionato di tecnologia e di aeronautica, pilota in prima persona. Insieme a lui figurano, tra gli altri, anche il proprietario di un'importante azienda di conceria di Bassano del Grappa e l'amministratore delegato di una multinazionale veneta attIva nel settore fotovoltaico.
E' un vizio, quello delle frodi sull'Iva, che a prescindere dalla consistenza delle accuse nei confronti degli imprenditori - aviatori è difficile da sradicare nel nostro Paese: nel solo 2012, secondo l'ultimo rapporto annuale della Guardia di Finanza, sono state scoperte frodi sull'imposta non versata per un valore complessivo di 4.783 milioni di euro.