Politica
3 giugno, 2013

La piddina che ha perso la grinta

Fino allo scorso anno Donatella Ferranti  attaccava il centrodestra per ogni legge-vergogna proposta. Adesso l'ex magistrato, da quando si è insediato il governo delle larghe intese, sembra aver perso la parola e si fa zittire persino da Nitto Palma

Cara Donatella Ferranti,

prima di tutto molti auguri, visto che oggi, 3 giugno, è il suo compleanno. Mi attengo alle vecchissime regole del bon ton e non dirò, di una signora, l'età, anche se il suo curriculum è pubblico. Anzi, lei si è meritoriamente segnalata proprio fra quei politici che hanno aderito alla campagna per la trasparenza, pubblicando in rete prima delle elezioni il curriculum (compreso l'anno di nascita), una dichiarazione in fede di non avere conflitti di interesse né contenziosi giudiziari passati presenti o in giudicato, e la propria situazione reddituale e patrimoniale.

Bene. Come si dice, una deputata che parte con il piede giusto.

Poi però l'ho vista in alcune apparizioni televisive, in particolare una sera a confronto con il suo omologo Nitto Francesco Palma, lui presidente della Commissione Giustizia del Senato, lei presidente della stessa Commissione alla Camera.

Le scrivo molto preoccupato.

Lui sapeva tutte le risposte, perfino quando bluffava spudoratamente, lei non ne sapeva nemmeno una.

Lei, balbettava.

Eppure, solo un anno fa, il 14 aprile 2012, lei gliele cantava proprio a Nitto Palma sulla norma-Severino, che per Palma era addirittura "contra personam" (Berlusconi), mentre lei parlava di «pene non adeguate, prescrizione bassa, interdizione dai pubblici uffici per troppo pochi reati», eccetera. E il 4 settembre 2012 ancora durissima contro Nitto Palma sulla "riforma" delle intercettazioni. E solo l'anno prima, 2011, 2 agosto, "perentoria", scrivono di lei i giornali, che chiedeva: «Stop al codice antimafia, a quel testo unico voluto, sottoscritto, presentato da Alfano». «Il neo ministro Nitto Palma lo riscriva», tuonava. Quindici giorni dopo, 17 agosto, a proposito delle nuove pene per gli "omicidi stradali": «È grave che Maroni e Nitto Palma uniscano le loro forze per dare fiato alla propaganda».

Cosa le è successo? In un paio d'anni neanche, in pochi mesi?

Lei, davanti a Nitto Palma, balbettava. Non aveva un solo argomento, neanche sulle materie più facili.

Ho cercato disconferme sul suo sito ufficiale, non si sa mai. Invece.

Pochi giorni fa, sulla sua home page, trionfava questo pregnante commento: «La chiusura della vertenza per eccessivo deficit a nostro carico è un segnale positivo ed incoraggiante». Ma guarda. Si poteva pensare fosse una tegola sulla nostra economia, per fortuna lei ci ha chiarito che invece la favorirà.

Mi aspetto che di fronte a una tovaglia rossa lei commenti: «Questa tovaglia è rossa», o di fronte a una porta bianca lei ci rassicuri che «siamo di fronte a una porta bianca».

Onorevole Ferranti - governo del Grande Inciucio o no - ritrovi, la prego, la grinta. O almeno la favella. Ci dica qualcosa che non sappiamo già.

Lei balbetta, accipicchia, anche sul suo sito, non solo in diretta o in differita tv, sul suo sito dove un po' di tempo in più per pensare in genere c'è e magari anche farsi aiutare da collaboratori svegli.

Ma lei scrive frasi di questo tipo: «I primi anni dell'infanzia e parte dell'adolescenza li ho vissuti a Tuscania, una deliziosa cittadina in provincia di Viterbo, dove ho frequentato la scuola elementare e la scuola media inferiore. Un ricordo particolarmente intenso hanno per me quegli anni: la vita semplice, libera, carica di relazioni umane del paese; una forte impronta volta al rispetto dei diritti, all'uguaglianza, alla protezione dei più deboli, che mi è stata trasmessa non solo dalla famiglia ma dalle mie professoresse di lettere Bruna Conticiani e Alice Ventura, che ricordo sempre con affetto».

Deliziosa cittadina, la vita semplice… non si può proprio leggere, lo sa? E le professoresse di lettere da ricordare con affetto, accidenti, con tutto il rispetto, no. Quelle professoresse - deduciamo - che non avrebbero dovuto fermarsi a farle leggere Carducci, o un Pascoli annacquato. Non dico arrivare addirittura a Ferlinghetti, ma almeno Montale, Saba, Luzi…

No no no. Lei non può scrivere così. Se scrive così, poi è chiaro che in tv fa la figura che fa. Torni ad avvalersi del ghostwriter di un anno fa, di due anni fa.

Se la mangiano, lo sa? Lei, ex-magistrato, lei che ha lavorato anni presso il Consiglio Superiore della Magistratura, se la mangiano se non si riprende, lo sa? Su, non ci faccia rimpiangere le scuole di partito.

Buon compleanno, dunque, ma con l'augurio di ritrovarla almeno come il 3 giugno del 2012. Lei non è la casalinga di Voghera.

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