Il motivo scatenante, la telefonata di un'ascoltatrice («Se bisogna prendere il fucile, lo prendo e sparo») e il timore di essere registrati, sbobinati, bloggati: «La signora fa una metafora, ovviamente, altrimenti gli idioti che ci ascoltano...». A distanza di nemmeno un'ora, replay, con un assist che voleva essere un dai-e-vai: Matteo Salvini: «Sai che c'è Daniele Sensi o Gad Lerner che ci ascolta?»; Alessandro Panza: «Prrrr!»; Salvini: «No, toccava a me!». E poi quell'auspicio, che oramai si ripete ad ogni estate: «Daniele, ma non vai in vacanza?». L'estate scorsa: «Ma Daniele Sensi non va in ferie, magari in qualche posto dove la radio non prende?» (No).
Numero uno della Lega lombarda, vicesegretario federale della Lega Nord, quando non spernacchia, l'eurodeputato Matteo Salvini, che della radio è direttore, si diletta in incursioni telefoniche in Enti e Pubblica amministrazione del Mezzogiorno, spesso accreditandosi come 'Radio Libertà'. Ultima 'vittima', il Comune di Casal di Principe: «Buongiorno, vorremmo sapere se hanno messo i contatori per far pagare la tassa sull'acqua», «Le do il numero del commissario...», «Ma lei ce l'ha il contatore dell'acqua, in casa?», «No... non mi interessa.. », «Ma lei dove vive?», (il centralinista, con squisito accento campano:) «E a te che te ne frega?».
Nei giorni recenti, ennesimo, personale, omaggio anche da Sammy Varin, conduttore del primo programma del mattino, in coda ad un discorso motivazionale: «Ci sono gli ex leghisti, quelli che lo spadone lo avevano bello dritto, grosso e duro, ma l'hanno buttato e adesso se ne stanno tutto il giorno con la mogliettina a fare 'gnigniro gnignero' contro la Lega e lasciano noi a combattere. Tranquilli, noi ci siamo e combattiamo anche per voi che avete mollato lo spadone bello dritto, lungo e duro. Mi piace fare queste similitudini, perché poi Daniele Sensi si eccita e mi mette sui siti antirazzisti, gay e omofobi».
'Gay e omofobi', comprensibile lapsus per chi, a talune telefonate di contestazione («Con che coraggio parlate, dopo che per vent'anni avete tradito tutte le vostre promesse?»), risponde, scimmiottando con la voce un timbro in falsetto: «Grazie caro, grazie per ascoltare la radio degli imbecilli. Siamo qui apposta, per fare gli imbecilli e prendere dei pesci come te, ti abbiamo preso all'amo, piccolino mio... sìii, sono in macchina con te che ti tocco il sederino». E poi: «Gli ho toccato il sederino, spero gli abbia fatto piacere, perché dev'essere amico degli amici di sinistra».
Ahimè, la rubrica 'Padania misteriosa' (che, suo malgrado, molto aveva contribuito ai quattro 'volumi' de 'Anche i padani nel loro piccolo s'incazzano' è stata invece sospesa, forse per le - ingiustificate - ire dell'ex senatore ed europarlamentare Erminio Boso all'indomani delle ultime Amministrative («La Lega sta sparendo anche per colpa di certi conduttori di Radio Padania che sembrano cacciatori di UFO»).
Gustosissime, nel passato, le attenzioni di Alfredo Lissoni, l'ufologo conduttore: «Io me la sto un po’ godendo, perché so che Daniele Sensi poi ci sfotte sul sito, quindi probabilmente stava già pensando: "Adesso li faccio neri, questi di Radio Padania, con questa storia dell’Uomo scimmia", ma poi, chissà, quando ha sentito che era Stalin che finanziava questi esperimenti, gli è rimasto sul gozzo la colomba pasquale».
Lissoni ora conduce uno spazio dedicato 'agli amici a 4 zampe'. Del ciclo 'Comunismo esoterico' che aveva minacciato di mandare in onda come gesto di rivalsa, rimane una sorta di episodio pilota su Youtube: «Il cosmismo russo. Dedicato a Daniele Sensi, con affetto».
Intendiamoci, sfottò e sberleffi ci stanno, fanno in qualche modo parte del 'gioco'. D'altronde, io, il loro gioco, l'ho un po' rotto più di cinque anni fa, quando casualmente mi imbattei nelle frequenze di quella radio, decidendo quindi di aprire un blog per raccontare quanto ascoltavo e guastando così l'atmosfera a chi, fino ad allora, si era forse creduto al riparo da orecchie indiscrete, in una gara, tra non pochi conduttori e ascoltatori, a chi rilanciava la peggiore nefandezza a danno di rom e migranti.
Una macchina del consenso andata in frantumi mano a mano che si faceva famigerata, con speaker e conduttori che hanno dovuto imparare a dissociarsi, a prendere le distanze e, talvolta, a interrompere le telefonate di qualche ascoltatore'. Oggi, nonostante tutto, quella radio non esiste più. E, con la Lega in via di estinzione, capisco che la frustrazione sia tanta. Capisco gli sfottò e capisco gli sberleffi. Ciò che non capisco è la frustrazione che si fa mistificazione deliberata, al limite della calunnia e della diffamazione. Quello che non capisco è la rancorosa scorrettezza di chi, non potendo contestare la veridicità di ciò che scrivo poiché corredato di registrazioni audio (è la stampa online, bellezza), insinua e insulta.
Come Pierluigi Pellegrin, giornalista che su Radio Padania ogni giorno conduce 'Mai più senza società multiculturale', rassegna stampa di crimini commessi da cittadini stranieri nel nord Italia.
Nel giugno dello scorso anno, grazie all'interessamento di una onlus trevigiana, una bimba ucraina, tetraplegica dalla nascita, aveva potuto finalmente acquistare l'uso delle gambe. Pellegrin, commentò così: «Questa bambina, adesso, può andarsene con le proprie gambe a casa sua».
Mesi prima, invece, alla notizia di un programma di copertura vaccinale per bimbi rom nel veronese: «Sarebbe una notizia fantastica, se esistesse il vaccino anti-furto».
Pierluigi Pellegrin respinge ogni accusa di razzismo e spiega che la sua rubrica «non è contro gli immigrati» ma «contro quelli che ci odiano, quelli che vogliono la società multiculturale ad ogni costo come lo schiavetto dell'ingegner De Benedetti, lo sguattero del padron De Benedetti che semina odio contro di noi con una denigrazione continua e truffaldina». Talvolta inveisce, infilando, en passant, un 'chiaramente' che, di chiaro, ha solo un suo rilievo xenofobo: «Un'anziana è stata derubata, chiaramente da un nordafricano. Grazie brutti servi schifosi di padron De Benedetti, mi fate veramente schifo, il vostro è concorso esterno di colpa morale».
"Sguattero", "sguattero del padrone" o "sguattero dell'ingegnere De Benedetti": è così che Pellegrin mi chiama. Talvolta con pesanti illazioni: «Per me lo 'xenofilo' è quello che potrebbe avere un vantaggio dalla libera circolazione degli spacciatori, perché sa benissimo che, se circolano liberamente i marocchini, a lui le canne, se si fa le canne come se le fa per esempio, sicuramente, certi servetti all'ascolto dell'ingegner De Benedetti, costeranno meno. Ecco, chi difende tanto l'immigrazione, io lo sospetto di far uso di droga».
Lo scorso marzo avevo segnalato i primi insulti razzisti di un paio di militanti leghisti su Facebook contro i neoeletti Cécile Kyenge e Khalid Choauk. Non avevo scritto da nessuna parte che quegli insulti provenissero da Radio Padania (li avevo invece letti su alcune pagine dello stesso Facebook). Un senatore del Partito democratico, Stafano Vaccari, rilanciò la vicenda su Twitter, tirando in ballo, per errore, Radio Padania. Il suo tweet venne ripreso da alcuni quotidiani locali, con conseguente immediata indignazione dell’allora ministro Riccardi e del democratico Emanuele Fiano. Citato come fonte, mi affrettai a smentire ogni coinvolgimento di Radio Padania.

Gli mandai una email, indicandogli nuovamente i link di ciò che avevo scritto, in modo che potesse verificare da solo. Rispose per radio, a suo modo: «Finché Fiano e Riccardi non smentiscono, io attribuisco la loro corbelleria all’errore commesso dal famigerato blog tenuto da Daniele Sensi. Avendo tirato in ballo Radio Padania e avendo tirato in ballo indebitamente questa trasmissione, le mie deduzioni sono quelle: hanno sbagliato per colpa di Daniele Sensi». Andò avanti così, per un altro mese.
Convinto che «i Protocolli di Sion anche se sono stati smentiti e smascherati sono pieni di spunti interessanti» («la grande comunicazione fa capo a famiglie di origine semitiche, questo è un dato di fatto»), nei giorni scorsi Pellegrin deve aver scoperto la mia circoncisione (ne avevo scritto da qualche parte, anni fa) traendone, però, conclusioni errate sul mio credo religioso. E l'ha messa in relazione con altri 'circoncisi' (loro sì, ebrei) che, sovente, rilanciano il mio lavoro: «Ho scoperto che quello sguattero del padrone che ci denigra, manipolando... ho capito come mai ha stabilito un ponte con un altro signore, sempre sguattero del padrone ma di un altro padrone.. perché di uno si sa, ma sono entrambi, per usare le parole di Romano Prodi, hanno il taglietto sul pisellino e non si sa per quale motivo, però, hanno trovato questa solidarietà, stanno lavorando in tandem contro di noi. Non so se sia una coincidenza il fatto che entrambi abbiano il taglietto sul pisellino, ma di sicuro questo signore ha il taglietto sul pisellino come il suo padrone».
Su Facebook, invece, dove già a suo tempo ero stato inserito nella black list dei 'servi di Roma', ora è un fiorire di minacce. Un membro del gruppo 'Padani si nasce, cuore leghista', in una discussione di qualche settimana fa, domanda: «Fammi sapere se è di Asti, e magari anche la zona. Lo vado a prendere, te lo giuro».
Nello stesso gruppo, Diego Lorandi, dell'associazione 'Guerrieri padani': «Non aspetto altro che incontrarlo in qualche festa, poi lo mando a casa verde di bastonate sulle gengive». Sempre Diego Lorandi (qui ai microfoni di Radio Padania) nel gruppo di sostegno a Dolores Valandro, la consigliera leghista espulsa dal partito per gli insulti contro il ministro Kyenge: «Lo aspetto per un caffè. Il suo ultimo caffè». «A questo non vedo l'ora di fargli il culo», replica un altro, inaugurando una nuova discussione.
Il timore è che la Lega, dilaniata, in crisi di identità e di leadership, possa ora rischiare di lasciarsi dietro incontrollabili schegge impazzite.