Perché da New York a Los Angeles la nuova moda negli studi di podiatri e chirurghi estetici è il “foot shortening”, l’accorciamento del piede, che implica il tagliare un pezzo d’osso dalle dita. Il fine non è la correzione di qualche deformità ma evitare che le dita sporgano troppo dai sandali, e poter dunque portare con eleganza tacchi di 12 o anche 15 centimetri. Molte clienti si presentano, pare, con borse colme di modelli di Manolo Blahnik, Jimmy Choo e Christian Louboutin con una richiesta precisa: adattare i piedi alle loro scarpe del cuore, per non dover provare più alcun fastidio. Per ottenere l’obiettivo c’è chi è disposta non solo a farsi accorciare ma anche restringere i piedi, oppure a farsi asportare grasso dall’addome da iniettare nella pianta del piede.
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«Ammetto che all’apparenza è una cosa un po’ superficiale», è il commento di Ali Sadrieh, podiatra alla Evo Advanced Foot Surgery di Beverly Hills, che ha ribattezzato l’accorciamento delle dita “Cinderella procedure” (il riferimento è alle sorellastre di Cenerentola che cercano di ingannare il principe una tagliandosi un dito, l’altra parte del tallone. «Ma capisco che risponde a un bisogno forte di alcune donne. Per loro, le scarpe sono parte della pelle».
Anche Oliver Zong, della NYC Footcare, è abituato a richieste stravaganti. Poche settimane fa ha detto a una paziente che per lei la riduzione del mignolo non era possibile, e la risposta è stata «Allora toglimelo». Zong si è rifiutato