Con Benedetto XVI gli fu negato il placet vaticano per la nomina ad ambasciatore della Bulgaria presso la S.Sede perchè autore di un romanzo sul mondo dell’immigrazione clandestina in cui, in poche pagine, racconta anche di un rapporto gay a pagamento. Papa Francesco, invece, lo ha ricevuto con tutta la famiglia, quasi come grande gesto di “riconciliazione” per il precedente “sgarbo” che gli era stato riservato dalla Curia pontificia.
Involontario protagonista di questa vicenda – che per più di un anno nel 2012 mise in crisi i rapporti diplomatici tra il Vaticano e il governo bulgaro – è l’avvocato e scrittore Kiril Kirilov Maritchkov, 42 anni, lauree in Giurisprudenza, Scienze politiche e Relazioni Internazionali conseguite in Italia, dove da anni vive e lavora con la sua famiglia.
Autore di vari saggi di geopolitica e romanziere, scrisse nel 2005 Clandestination (Cooper editore), il romanzo in cui racconta la storia, tratta da vicende realmente accadute, di un immigrato dell’Est Europa in cerca di una nuova vita nell’Occidente, che gli è costato l’incarico di ambasciatore in Vaticano.
La notizia, pubblicata da Repubblica nell'agosto del 2012 fece il giro del mondo, ripresa dalla stampa internazionale e da siti di politica estera, provocando numerose critiche alla curia pontificia guidata dall'allora Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, per anni stretto collaboratore di Joseph Ratzinger, sia da cardinale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede che da pontefice. Un sito brasiliano ha inserito Clandestination al decimo posto di una speciale classifica di libri contemporanei censurati dal vaticano, preceduto da testi come il Codice da Vinci e Harry Potter.
Nei giorni scorsi Maritchkov, accompagnato dalla moglie e dai due figli di otto e dieci anni è stato ricevuto dal Papa al termine dell'udienza generale del mercoledì, ammesso alla selezionatissima cerimonia del baciamano (al Pontefice) che Francesco è ormai solito trasformare in un momento in cui scambia piacevolmente qualche abbraccio con i suoi ospiti, stringe mani e si informa brevemente su come “vanno le cose” a chi gli viene presentato.
Cose puntualmente avvenute incontrando Kiril al quale, tra l'altro, ha stretto calorosamente la mano e ha dato la sua benedizione ai figli e a tutta la famiglia. “E' stato un incontro che ci ha molto emozionati – racconta l'avvocato bulgaro – essere ricevuto da papa Francesco con la mia famiglia mi ha dato tanta gioia e ripagato di precedenti amarezze. Un gesto veramente significativo, quello compiuto dal Santo Padre, specialmente in considerazione delle vicende passate nel corso del precedente pontificato”.
Clima del tutto diverso da come lo stesso ambasciatore Kiril era stato trattato dalla gerarchia vaticana negli ultimi mesi del pontificato di papa Ratzinger, quando sul tavolo della Segreteria di Stato della Santa Sede era stata posta all'attenzione del cardinale Bertone una dettagliata e critica relazione sulla persona di Kiril scritta dal nunzio apostolico in Bulgaria, il vescovo Januz Bolonek, nella quale si invitava il Papa a non accettare la nomina dell'avvocato ad ambasciatore bulgaro in Vaticano, malgrado il governo del suo paese avesse più volte ribadito la sua nomina in risposta alla bocciatura della S.Sede.
La “colpa” di Kiril era stata quella di aver raccontato in Clandestination l’episodio in cui il protagonista, disperato e umiliato decide di prostituirsi per procurarsi il denaro per tornare in Patria. Nel dossier, monsignor Bolonek cita espressamente il libro, indicando persino il numero delle pagine incriminate. Da qui, il definitivo no alla nomina di Kiril a rappresentante del governo bulgaro in Vaticano. Solo ad ottobre del 2013 e dopo un cambio di governo a Sofia, al suo posto è stato indicato un altro diplomatico, risultato gradito in Curia, ed i rapporti tra Bulgaria e Santa Sede sono tornati sereni.
Kiril, comunque, è in buona compagnia. Tra i casi che hanno visto negare un gradimento ad un ambasciatore da parte degli alti prelati della Curia durante il pontificato di papa Ratzingher, da Caroline Kennedy, figlia di presidente JFK inviata da Obama e respinta dalla Segreteria di Stato per poi andare a Tokyo, a ben due ambasciatori francesi inviati da Sarkozy, e uno recentemente di Holland. Nessuno di questi mancati ambasciatori presso la Santa Sede in seguito è stato ricevuto in Vaticano. Kiril Maritchkov, invece, è stato il primo ad essere stato ammesso al cospetto di Papa Francesco in segno di pace. Un gesto da cui traspare probabilmente anche una visione nuova e più liberale anche nei rapporti diplomatici del Vaticano.
Maritchkov nel frattempo ha avviato uno studio legale a carattere internazionale e continua a scrivere. Sua ultima fatica letteraria il saggio ambientalista “The Green State Laboratory” e una “Breve storia delle Relazioni tra USA e Russia”.