Secondo il regolamento OSP (occupazione del suolo pubblico), delibera 39 del 2014, la possibilità di occupazione può essere concessa soltanto ai titolari di esercizi di somministrazione: era stata adottata per contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive.
Alle formali richieste di concessione, i proprietari della attività non hanno mai ricevuto alcuna risposta: “L’unica cosa che non è mai mancata sono state le multe: 4-5”, racconta Alessandro Alessandroni.
Non avrebbe in nessun modo potuto ottenere questa concessione, un reale paradosso che ormai si protrae da anni: nel 2009 la libreria che si trovava nello stesso immobile venne chiusa per gli stessi motivi poi regolamentati dalla delibera.
Recentemente a Firenze e Milano questo cavillo burocratico è stato modificato permettendo così a “fiori e piante” e “libri e stampe” di occupare il suolo pubblico.
Luoghi di cultura e aggregazione come le librerie andrebbero tutelate e non ostacolate, soprattutto quelle indipendenti che lottano ogni giorno per rimanere in piedi. Soltanto negli ultimi anni sono più di 60 le librerie che hanno chiuso i battenti a Roma.
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Intanto, domenica 16 settembre dalle 17:00 si terrà un sit-in davanti la libreria Otherwise: “Vogliamo fare in modo che qualcosa cambi e che qualcuno si adoperi per far si che in questa città anche una libreria possa ottenere questa concessione”.