Pubblicità
Economia
gennaio, 2019

"Il sistema dei navigator darà risultati significativi già in due o tre anni"

Parla Mimmo Parisi, il nuovo presidente Anpal voluto da Luigi Di Maio: "In Mississipi abbiamo raggiunto livelli minimi di disoccupazione"

È originario di Ostuni, ma ha vissuto negli Stati Uniti per oltre trent'anni Mimmo Parisi, il prossimo presidente di Anpal, l'agenzia che dovrà trovare lavoro ai cinque milioni che riceveranno il reddito di cittadinanza. In base al decreto legge entrato in vigore settimana scorsa ciascun dipendente dei Centri per l'Impiego, che fanno capo ad Anpal, dovrebbero trovare quattro proposte di lavoro al giorno. Parisi promette una rivoluzione per realizzare questo sogno.

Il professore in Mississippi ha una cattedra di Demografia al dipartimento di Sociologia della Mississippi State University. Si trasferirà in Italia per il suo nuovo incarico alla guida di Anpal? E ha intenzione di lasciare la cattedra all'università del Mississippi o farà il pendolare?  
Sarò certamente presente in Italia e mi dedicherò totalmente a creare tutto quanto necessario per sostenere iniziative per promuovere l'occupazione nel paese. Continuerò a essere docente della Mississippi State University ma non insegnerò. Nel mio lavoro in Italia farò affidamento sull'esperienza e sulla competenza dei miei colleghi negli Stati Uniti, ma anche sull’esperienza di molti colleghi italiani con cui ho rapporti da lungo tempo. Il mio obiettivo è creare un team scientifico e tecnico in diverse aree fondamentali. Questo team costituirà un vero e proprio think-tank in grado di sviluppare nuove idee e innovazioni nel campo delle politiche del lavoro. Anpal ha già una divisione scientifica e tecnica che mi supporterà in tutte le attività operative, e faremo crescere ulteriormente le competenze delle pubbliche amministrazioni.

Sfruttando l'algoritmo e il software che ha ideato per affrontare il problema della disoccupazione in Mississippi, quante persone crede potrebbero trovare lavoro?
L'obiettivo generale è quello di semplificare e aumentare l'efficienza con la quale possiamo connettere le persone con il mondo del lavoro. Il framework che svilupperemo in Italia, in linea con quanto avvenuto negli Stati Uniti, sarà incentrato su tre obiettivi principali: preparare, connettere e sostenere. L'idea è di allineare l’istruzione e la formazione professionale con l’attuale domanda di lavoro espressa dal mercato. Successivamente, dobbiamo assicurarci che una volta che una persona è pronta per un lavoro, sia adeguatamente connessa con esso. Ci sono due dimensioni su cui intervenire: da un lato, è necessario facilitare l'impegno dei datori di lavoro nelle politiche di sviluppo della forza lavoro, dall’altro bisogna sostenere le persone e il loro lavoro impegnandosi in attività di formazione continua. Il sistema che verrà introdotto in Italia è totalmente progettato al fine di creare opportunità economiche per tutti. Questo sistema consentirà di vedere nei prossimi due o tre anni risultati significativi, come è avvenuto qui in Mississippi dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli minimi storici all’incirca al 4%.

C'è un po' di confusione sull'assunzione dei navigator. Si ritiene che se ne possano assumere non più di quattromila, ma altre fonti parlano di diecimila persone. Non è chiaro neppure il metodo di reclutamento e dove sia possibile presentare una candidatura. Restano dubbi anche sul soggetto che se ne farà carico, alcuni sostengono Anpal Servizi, altri le Regioni. A tal proposito, ci si domanda se esista già un accordo di programma fra Stato e Regioni per l'assunzione di queste persone. Potrebbe aiutarci a fare chiarezza?
Come è stato detto più volte, l'obiettivo è di assumere 10.000 navigator. Lavoreremo di concerto con le Regioni e ci muoveremo nei tempi più rapidi possibili.

Si stima che il 30 per cento degli aventi diritto al Reddito di Cittadinanza non siano persone immediatamente attivabili al lavoro. Ha previsto anche un sistema per sostenere i servizi sociali dei comuni?
Sì, il sistema permetterà di identificare i beneficiari pronti per il lavoro e coloro che avranno bisogno di un percorso di inclusione sociale prima di essere integrati nel mercato del lavoro. Nel primo caso si parlerà di Patto per il Lavoro, nel secondo, si parlerà di Patto per l'Inclusione sociale.

Crede davvero che la tecnologia sarà sufficiente per affrontare la drammatica situazione italiana, dove quattro giovani su dieci non lavorano?
La tecnologia può essere efficace solo quando la struttura organizzativa supporta il suo utilizzo. Il mio obiettivo è sviluppare una solida struttura che consenta alla tecnologia di funzionare al meglio, e l’insieme degli incentivi progettati per il reddito di cittadinanza fornisce a tutti coloro che ne hanno bisogno una nuova opportunità per ricostruire il proprio futuro. L’incontro fra una struttura efficiente, dotata di tecnologie all’avanguardia, e percorsi formativi adeguati, sarà una vera e propria rivoluzione per tutto il Paese e in particolare per i giovani.

Gli economisti italiani ritengono che il sistema non funzionerà per via dell'arretratezza e della burocratizzazione del sistema italiano. Ma dai suoi primi annunci pare di aver capito che il suo progetto è quello di non sfruttare alcuna infrastruttura pre-esistente, ma di crearne una totalmente nuova, snella e veloce. Più che una riqualifica dei centri per l'impiego, il progetto sembra più quello di creare un sistema nuovo e parallelo. Mi conferma? Se si, ha un'idea di quanto potrebbe costare questa infrastruttura?
Sono fiducioso che troveremo il modo per gestire gli ostacoli e riusciremo nel nostro intento. In Italia, sono stati effettuati investimenti finalizzati ad agevolare le politiche del lavoro per più di 20 anni, ma attraverso le nuove tecnologie vogliamo integrare le risorse che abbiamo a disposizione attraverso pratiche di gestione più efficienti ed efficaci. La tecnologia può davvero facilitare l'integrazione delle risorse e migliorare l’erogazione dei servizi, cambiando radicalmente l’approccio alle politiche del lavoro. Questa è l’esperienza chiave del sistema americano, all’interno del quale ho creato uno dei programmi di data science più avanzati per migliorare l'efficienza del settore pubblico al servizio delle persone. Nel 2019 tutto questo sarà possibile anche in Italia, e sarà una grande opportunità per tutti.

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità