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Cultura
dicembre, 2021

Sednaoui: «La mia fondazione per le nove intelligenze che rendono uguali i bambini del mondo»

Musica e movimento, matematica ed empatia. Un libro della collana Quid+ con la consulenza della modella e attrice italo-egiziana guida genitori e figli verso una crescita armoniosa. Dalla newsletter de L’Espresso sulla galassia culturale arabo-islamica

Una scimmia curiosa, una bussola magica, tanti nuovi amici capaci di fare le cose più diverse: il libro si intitola “Le mie 9 intelligenze” (edizioni Gribaudo) ma non è un manuale per allevare “multiformi ingegni”. Il vero scopo lo spiega il sottotitolo: “Allenare autostima, ingegno e life skills”. Lo firmano Barbara Franco e Fondazione Funtasia: la prima è ingegnere, autrice (questo è il settantesimo volume della sua collana Quid+) e manager dell’editoria.

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Dietro alla fondazione invece c’è Elisa Sednaoui, modella, attrice e filantropa, piemontese cresciuta in Egitto e con radici siriane. «Nessuno capiva perché con una carriera cinematografica nascente mi mettessi a dirigere un documentario in Egitto», racconta la madrina della Mostra di Venezia 2015. «Proprio da quel documentario però è nata la prima idea di Funtasia, l’azienda del terzo settore che ho fondato e che oggi lavora in Italia, Usa, Egitto e Messico. Migliorare l’educazione dei bambini, anche dei più poveri, è la mia vera vocazione. Però sono felice di continuare a lavorare come modella: è un lavoro che mi permette di investire tempo e fondi in questo progetto che a sua volta dà senso a tutto quello che faccio». Anche i proventi di questo libro contribuiranno a finanziare le attività di Funtasia nelle scuole.

Arabopolis45_Barbara Franco ideatrice e autrice QUID+

Nel volume, personaggi ispirati a Muhammad Ali, Frida Kahlo, Maria Montessori o Ray Charles (li ha disegnati Anita Barghigiani) raccontano ai piccoli lettori come trovare la soluzione giusta per problemi piccoli e grandi. «La base è la teoria di Howard Gardner», spiega Franco. «Dall’idea dell’intelligenza unica e misurabile con il QI, che in alcuni paesi determinava anche se potevi iscriverti a un corso di studi o no, si è passati a riconoscere che ognuno è dotato di nove intelligenze diverse, che soprattutto per influenza dell’ambiente in cui cresciamo si sviluppano di più o di meno, finendo per creare il mix unico che è ogni individuo». Secondo Gardner, intelligenze diverse guidano lo sviluppo musicale o matematico, spaziale o linguistico, corporeo o naturalistico, ma anche interpersonale, intrapersonale (la capacità di riflettere su sé stessi) o esistenziale (pensare ai grandi temi).

Non si tratta di generici talenti, ma di capacità che vengono controllate da precise aree del cervello: per questo può capitare che chi subisce un danno cerebrale possa smettere di parlare pur continuando a fare calcoli. «È un principio di profonda uguaglianza», continua Franco. «Siamo tutti uguali: si dice che chi nasce in India sia più portato per la matematica ma questo non significa che abbia geni diversi: è perché cresce circondato da una cultura che allena particolarmente questo ambito intellettivo. Così come Elisa e i suoi figli, cresciuti parlando due o più lingue diverse, sviluppano più di altri l’intelligenza linguistica».

Arabopolis45_elisa sednaoui Scuola Italia 2019 (2)

La seconda parte del volume, dedicata ai genitori, contiene alcune attività suggerite dal team di Funtasia, che ha alle spalle anni di esperienze di arricchimento dell’educazione scolastica, per rafforzare talenti e “life skills” di ogni bambino. «Le “competenze di vita», spiega Sednaoui, «sono l’ascolto profondo, la gestione dei conflitti, l’empatia, la resilienza, la sicurezza di sé, il lavoro di squadra. Sono competenze fondamentali, che devono integrare l’educazione formale (storia, geografia, matematica…). Se io mi conosco meglio e ho più strumenti per gestire la mia vita con gli altri avrò una vita più serena». «E questo», conclude Franco, «è lo scopo di noi genitori, ed è quello che i libri di Quid+ cercano di realizzare».

«I capitoli dedicati ai genitori», continua Sednaoui, «non servono a spiegare all’adulto come risolvere i problemi del figlio, ma lo aiutano a supportare il bambino dandogli gli strumenti perché lui stesso possa affrontare i problemi, in modo che per esempio non sia sempre il bullo a vincere». Per guidare i figli su questo cammino sono utili giochi mirati: mascherarsi insegna a mettersi nei panni di un’altra persona, soffiare le candeline fa controllare il respiro… «Ho sperimentato tutte le attività con i miei figli», assicura Sednaoui. «E hanno funzionato. Anzi, una volta che un’attività non li aveva ispirati, il giorno dopo è stato mio figlio di quattro anni a chiedermi “mamma, rifacciamo quel gioco di cui parlavi ieri?”. Sono contenta di essermi costruita un lavoro che è anche collegato a questo momento che sto vivendo, quello di genitore di bambini piccoli».

Anche se la teoria delle nove intelligenze è americana, Sednaoui è particolarmente fiera «che questo libro nasca in italiano, frutto di un editore specializzato in testi educativi per bambini e di una fondazione che collabora da anni con le scuole pubbliche italiane». Il lavoro nelle classi è un punto di osservazione privilegiato per vedere i cambiamenti della società: «Prendiamo il mio nome, Sednaoui: è scritto alla francese ma si pronuncia con l’accento sulla a, come si fa in arabo e in italiano. Quando andavo a scuola però gli insegnanti non hanno mai fatto la fatica di impararlo: quando all’appello arrivavano a me dicevano solo “Sed… ci sei, no?”. E io non ho mai protestato. Invece adesso, quando faccio un workshop con Save the Children, se sbaglio la pronuncia di un cognome straniero il bambino non si fa problemi a correggermi. È un piccolo segnale di un’Italia più accogliente».

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