Il verosimile è molto più interessante della realtà e nessuno si stupirebbe troppo se un giorno il pavimento della Chiesa di Santa Maria della Spina a Pisa dovesse saltare per aria: l’artista Gianni Lucchesi (Pisa, 1965) ha anticipato i tempi e questa ferita l’ha creata, vera o finta che sia. Una volta entrati in questa chiesetta gotica sul Lungarno, che per la posizione sembra l’errore urbanistico di un matto o una navicella spaziale parcheggiata male, il pavimento sembra davvero esplodere. C’è una ferita, una faglia: un terremoto? Le acque del fiume che stanno risalendo? Un piccolo esercito di vandali che ha spaccato i marmi? E sebbene all’artista importi fin dal titolo – Signum – evocare una faccenda sacra e pericolosa, la verità è che prima di ogni cosa questa installazione fa ridere.
Si deve avere infatti la pazienza di incontrare i visitatori giusti e a me è successo, nell’ordine: la famiglia sbigottita di turisti che vuole sapere cosa abbia distrutto marmi così antichi e cerca su google “earthquake church pisa”. È appena successo e la notizia sui giornali ancora non la trovate – dico loro - siete i primi a vederlo, non ditelo a nessuno o si scatena il panico. Poi c’è il vicino di casa arrabbiato, che si chiede come sia possibile che abbiano permesso a un artista di vandalizzare quel pavimento: «Ah è finto? Non importa, è comunque irrispettoso in una chiesa!». O ancora il piastrellista, che si stupisce di quanto sia fatta bene quella contro-pavimentazione che sembra marmo e invece è polistirolo. Certo Lucchesi sapeva di queste reazioni, ma pensava di essere estroso come Charlie Chaplin e si è invece ritrovato rigido come Buster Keaton, che faceva ridere anche stando fermo.
Ecco, Lucchesi sta fermo e lascia che siano gli altri a muovere l’opera, pronto però a riprendersi la scena. Infatti il secondo tempo di quel film, o forse il secondo atto di quell’opera lirica, arriva quando si scopre che quella chiesa è consacrata. Cambia tutto. Il sapore diventa amaro e lo squarcio ora sembra minaccioso e paranormale. La fantascienza d’altronde ha molto a che fare con la religione. Lucchesi pugnala la liturgia e quell’impronta sembra un presagio, spaesante come il futuro incerto. Ci vuole coraggio a modificare la morfologia di un simbolo, ma solo così si sollecita lo spirito e si incentiva una sfida a tre, tra essere umano, divino e natura. E tanto più finta è quella lacerazione, tanto più vera adesso ci appare. L’inganno la allarga, l’illusione la accelera. E tutto succede dal basso, come se nei fondamenti della fede potessimo avere finalmente la speranza e la paura di trovare Dio, in una commedia malinconica diretta da un vagabondo mistico ed estenuato. Come Buster Keaton, il mio preferito.
LUCI
Il Ministro della Cultura Sangiuliano e il Sindaco di Napoli Manfredi hanno siglato un’intesa (da 67 milioni) per la rigenerazione del Real Albergo dei Poveri di Palazzo Fuga: una succursale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, una “biblioteca d’avanguardia” e una scuola di specializzazione dell’Università Federico II. Vi teniamo d’occhio.
E OMBRE
L’Assessore di Padova Andrea Colasio fa sapere che i Musei di Padova portano nelle casse del Comune quasi 4 milioni, ma che solo 1,5 milioni vengono restituiti al comparto: «Così non resta più niente per investimenti culturali e questa cosa deve cambiare». Speriamo che il resto della Giunta gli dia retta.