Pubblicità
Cultura
gennaio, 2024

I Subsonica sono rinati. E "Realtà aumentata" è il disco di cui abbiamo bisogno

Dopo anni di percorsi separati, ora Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio tornano con un nuovo lavoro. E con la vecchia capacità di raccontare il mondo

È come se i Subsonica avessero percepito la necessità di esserci, di raccogliere forze e idee per un disco necessario. Un radar da sintonizzare. Il nuovo album “Realtà aumentata” sembra in primo luogo la risposta a un richiamo. La storia della band è quella di una famiglia musicale, con tutte le dinamiche, i contrasti, le pause, le crisi interne e le folgorazioni affettive di una famiglia complessa, composta da cinque personalità di rilievo, ognuna capace di sviluppare progetti autonomi, quindi un collettivo dinamico, e negli ultimi anni sembrava che le necessità individuali avessero dilapidato inesorabilmente il patrimonio di gruppo.

 

Insomma sembrava che la storia fosse destinata a esaurirsi e invece da quelle che potevano sembrare le macerie dei Subsonica è rinato il desiderio di ritrovarsi, decidendo di passare del tempo insieme, in modo metodico, una settimana al mese, isolati dal mondo, appartati, a ragionare, a confrontarsi per buona parte del 2023. 

 

Quello che ne è uscito fuori è un disco che parla del tempo che stiamo vivendo. Ovvio, si potrebbe dire, ma non lo è. Capita che cose normali in certi periodi sembrino eccezionali, insolite. Le undici canzoni di “Realtà aumentata” sono impregnate di “realtà”, c’è del furore, c’è del trasporto passionale, ci sono i riverberi degli orrori del mondo, i missili e i droni, gli universi possibili, le utopie dismesse, le confusioni tra falsità e verità in uno scenario sempre più ambiguo, ci sono i suoni tipici della band tra elettronica e acustica riconsiderati alla luce di necessità espressive assolutamente contemporanee. 

 

C’è di nuovo lo sguardo Subsonica fatto di verità acide e senza sconti. Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio sono tornati, hanno ripreso il cammino nell’unico modo che gli era consentito: riscoprire il senso della libertà d’artista, senza scopi, obiettivi immediati, solo in nome di quello che è giusto fare.

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità