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Inchieste
marzo, 2024

Milioni di euro per i cavalli: lo scandalo all'Università di Messina continua

L’ex numero uno dell'ateneo siciliano avrebbe fatto spendere un milione nel settore della sua grande passione: gli sport equestri. E a questi vanno aggiunti i due milioni già incassati

Le inchieste della magistratura, a quanto pare, non fermano Salvatore Cuzzocrea, l’ex rettore dell’Università di Messina che si è dimesso lo scorso 9 ottobre in seguito alla bufera che lo ha travolto. Il motivo? I 2.217.844 euro incassati negli ultimi quattro anni da Cuzzocrea e i 122.300 euro ricevuti in soli nove mesi dalla Divaga srl, una società agricola di proprietà sua e della moglie Valentina Malvagni e amministrata dalla madre Eugenia Maria Salvo, con sede a Viagrande, nel Catanese, in cui si trova anche il maneggio dell’Asd La Cuadra, associazione sportiva che vede proprio Cuzzocrea tra i cavalieri di punta. La Procura della Repubblica di Messina, intanto, ha aperto due fascicoli d’inchiesta sull’Università: uno sui rimborsi incassati dall’ex rettore e uno sulla gestione di appalti e affidamenti durante la pandemia.

 

Lo scorso 28 novembre, nel frattempo, è stata eletta la nuova rettrice: si tratta di Giovanna Spatari, ordinaria di Medicina del Lavoro, sostenuta dall’ex numero 1 dell’ateneo siciliano. E l’ombra di Cuzzocrea che dal 15 dicembre del 2022 al giorno delle sue dimissioni è stato anche presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane, sembra incombere sull’Università di Messina. In particolare, tra le mura di Scienze chimiche, biologiche, farmaceutiche e ambientali dove Cuzzocrea è ancora professore di Farmacologia. Un dipartimento già sotto i riflettori a causa dei rimborsi milionari ricevuti dall’ex rettore e che durante il Consiglio dello scorso 29 gennaio ha ratificato numerosi decreti di spesa del 2023, tra cui i pagamenti alla Divaga. Si tratta di ratifiche di decreti per il finanziamento di spese fatte tra il 24 gennaio e l’11 ottobre del 2023: affidamenti di servizi e forniture, manutenzione, acquisti di attrezzature, materiali e prodotti, l’organizzazione di un evento e la fornitura di elementi complementari per un maneggio coperto. Il tutto, nell’ambito di diversi progetti di ricerca, per molti dei quali (42 su 61) lo stesso Cuzzocrea risultava essere responsabile scientifico fino allo scorso 11 ottobre.

 

 

A convocare la seduta del Consiglio di dipartimento è stata la nuova direttrice di ChiBioFarAm, Nunziacarla Spanò, ex delegata di Cuzzocrea per le iniziative scientifiche a tutela dell’ambiente e del patrimonio marino, da poco eletta e che ha preso il posto di Sebastiano Campagna, dimessosi nei mesi caldi dello scandalo dei rimborsi a Cuzzocrea da parte del suo stesso dipartimento. I decreti ratificati nella seduta del 29 gennaio riguardano somme in gran parte riconosciute a ditte specializzate, che sembrerebbero però avere ben poco a che fare con le ricerche di farmacologia e molto più con gli sport equestri. Per esempio, su proposta della direttrice Spanò, sono stati ratificati diversi decreti di spesa, per un ammontare complessivo di circa 120.000 euro, a favore di Arena Equisport, ditta specializzata «nella costruzione, sistemazione, manutenzione e gestione di ippodromi e centri ippici di svernamento, allenamento e allevamento di cavalli, per attività equestri, con tutti i servizi a essi connessi, senza limitazioni o eccezioni». Altro esempio? I pagamenti, per un totale di circa 113.000 euro, riconosciuti alla ditta Cabel-Impianti Ippici, che nasce «con l’obiettivo di creare un habitat a misura del cavallo, spazi dedicati al suo comfort e a quello del cavaliere». E ancora, i decreti di spesa, per un totale di circa 79.000 euro, ratificati a favore di Minerali Industriali, una ditta di prodotti innovativi per sport e tempo libero, nota per «la produzione della migliore sabbia per equitazione, elemento essenziale per la realizzazione del corretto fondo per il maneggio dei cavalli». Degni di nota, inoltre, alcuni decreti di spesa, proposti dalla professoressa Spanò, per la ratifica a favore della ditta individuale Pappalardo Giuseppe, con sede nel Catanese, che avrebbe ricevuto pagamenti per la manutenzione degli impianti e delle gabbie dello stabulario, per un totale di circa 418.000 euro. E poi gli acquisti a favore della ditta Textil Europe, specialista in «coperture per lo sport, con particolare riguardo all’equitazione», per un valore complessivo di circa 103.000 euro. I decreti di spesa a favore di una stessa ditta sono diversi e quasi tutti sopra la soglia dei 10.000 euro, cifra che comporta la ratifica del consiglio di dipartimento. E appena sotto la soglia dei 40.000 euro, che determinerebbe il passaggio al cda dell’ateneo. Di questo tipo di spese, sostenute dai decreti portati a ratifica dalla direttrice Spanò e approvati dal Consiglio di dipartimento, ce ne sono diverse, così da raggiungere la cifra complessiva di oltre 900.000 euro. Somma che cresce nel 2023. Fino alla cifra di circa 1.500.000 euro, qualora si sommassero i pagamenti riconosciuti a queste stesse ditte, oltre a quelli risultanti dai decreti portati a ratifica dalla professoressa Spanò.

 

La rettrice Giovanna Spatari, adesso, vuole vederci chiaro. E sarebbe pronta a valutare anche la revoca della delibera di dipartimento, chiudendo le porte con il passato. E non finisce qui. Il professore Salvatore Cuzzocrea, infatti, rappresenterà il Policlinico universitario di Messina, come responsabile scientifico, in un progetto del ministero della Salute finanziato con i fondi europei. La delibera dell’ex commissario straordinario del Policlinico Giampiero Bonaccorsi è stata firmata lo stesso giorno in cui la Regione Siciliana ha nominato i nuovi commissari, con Giulio Santonocito (in quota Lega, ma in passato vicino al Pd, quando Nicola Zingaretti lo nominò direttore della Asl Roma 5 di Tivoli e su cui ancora aleggiano le ombre di una serie di vicende giudiziarie) che ha preso il posto dello stesso Bonaccorsi. Il finanziamento complessivo riconosciuto dal ministero della Salute per questo nuovo progetto che vedrà protagonista Cuzzocrea è pari a 800.000 euro, di cui 320.000 euro destinati al Policlinico di Messina. Nonostante le inchieste della magistratura Salvatore Cuzzocrea sarà “principal research collaborator” (responsabile scientifico) di questo nuovo e ricchissimo progetto che coinvolgerà il Policlinico universitario di Messina.

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