Condannata dal tribunale di Parigi, Marine Le Pen non potrà ricandidarsi per le presidenziali del 2027: qual è il futuro del Rassemblement National?

Data per favorita alle prossime elezioni presidenziali, è stata dichiarata ineleggibile nel processo "degli assistenti parlamentari". Adesso il partito dovrà indicare un sostituto: il favorito è Bardella

Nessun commento, né prima né dopo il processo che l’ha vista colpevole: Marine Le Pen, la leader del partito di estrema destra francese Rassemblement National, esce dal tribunale di Parigi a testa bassa. Parlerà stasera al telegiornale delle 20h, probabilmente dopo aver definito una nuova strategia con i suoi avvocati e il suo partito, che è stato stravolto dalla decisione dei giudici. Lunedì 31 marzo, infatti, il tribunale della capitale francese ha dichiarato Le Pen e altri 8 eurodeputati del Rassemblement National (ex Front National) colpevoli di appropriazione indebita di fondi pubblici. Il processo, apertosi il 30 settembre, è chiamato “degli assistenti parlamentari”: diversi esponenti del RN sono colpevoli di aver preso i fondi che il Parlamento Europeo destina agli assistenti degli europarlamentari e di averli usati all’interno del partito stesso entro il 2004 e il 2016. La condanna per la leader è di quattro anni, di cui due senza condizionale con possibilità di braccialetto elettronico, il pagamento di una multa di 100.000 euro e l’ineleggibilità.

Il futuro del Rassemblement National

Ad oggi il futuro del Rassemblement National sembra quindi abbastanza chiaro. Le Pen non si candiderà alle prossime presidenziali (a cui, è bene ricordarlo, neanche Macron - già al secondo mandato - potrà partecipare). Il partito dovrà quindi presentare un sostituto, probabilmente il delfino della leader, l’attuale presidente del RN, Jordan Bardella. Davanti a questa ipotetica candidatura, gli esperti politici esitano. Nonostante Bardella goda di un’ottima popolarità sui social, si stia creando un profilo internazionale e abbia alle spalle una brillante carriera politica, viene considerato, a soli 29 anni, come ancora troppo giovane per diventare il futuro presidente della Francia. Inoltre, a differenza di Le Pen, il delfino non gode di una forte popolarità a livello regionale, elemento che potrebbe fare la differenza ad un eventuale secondo turno delle presidenziali.

I tempi dell'appello

Prima di Le Pen e dei suoi colleghi, altri partiti francesi sono stati condannati per la stessa ragione: nel 2024, MoDem (partito dell’attuale premier François Bayrou) è stato condannato a pagare una multa di 300.000 euro per aver utilizzato fondi destinati ai deputati per finanziare il partito. Nonostante ciò, la decisione del 31 marzo viene definita come “storica” dai giornali francesi. È in effetti la prima volta che in Francia una politica viene dichiarata ineleggibile a così pochi mesi dalle presidenziali. Ad oggi i sondaggi definiscono Marine Le Pen come la super favorita per le presidenziali del 2027: “Le Journal du Dimanche” la dà in testa con più del 34% delle preferenze. Dopo due presidenziali perse contro Emmanuel Macron, il 2027 sembrava quindi essere l’anno di Le Pen che, per il momento, non sfida nessun candidato abbastanza forte o popolare da batterla. La decisione del tribunale di Parigi cambia tutte le carte in tavola: condannata all'ineleggibilità, infatti, sarà praticamente impossibile che Le Pen riesca a correre per le presidenziali. L’ineleggibilità a cui è stata condannata la leader RN è “con effetto immediato”: ciò significa che, nonostante la decisione dei giudici corrisponda a un primo grado di giudizio, Le Pen sarà comunque ineleggibile fino a nuova sentenza (anche se dovesse decidere di fare ricorso in appello, come ha già dichiarato). A ciò bisogna aggiungere che, solitamente, il tempo per fare ricorso in appello in Francia si aggira intorno ai due anni, un lasso di tempo troppo lungo per le presidenziali che si terranno ad aprile 2027. È comunque possibile che il tribunale si sia riservato uno spazio “per ogni evenienza”, in modo che il caso possa essere riesaminato senza troppi ritardi: questa è la migliore speranza di Le Pen per poter correre alle presidenziali.

La solidarietà a Le Pen

La proclamazione della sentenza ha dato vita a diverse dichiarazioni politiche, sia a destra che a sinistra. I membri del Rassemblement National hanno denunciato il giudizio del tribunale, primo fra tutti Jordan Bardella che su X scrive: “oggi non è solo Marine Le Pen a essere condannata ingiustamente: è la democrazia francese a essere giustiziata”. E lancia l'hashtag “jesoustiensMarine”, letteralmente “io sostengo Marine”. Le sue dichiarazioni sono state seguite da quelle della destra sovranista europea: anche il premier ungherese Viktor Orbán e Matteo Salvini si sono espressi a sostegno di Marine Le Pen. Diverse sono le dichiarazioni a sinistra, dove più politici si sono felicitati della decisione dei giudici. Manuel Bompard, coordinatore del gruppo operativo nazionale de La France Insoumise, non esclude il ricorso di Le Pen in appello, ma dichiara che “noi lo batteremo (il Rassemblement National) domani nelle urne, chiunque sia il suo candidato". 

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