Richiami contro la corruzione. Critiche alla scarsa moralità dei politici. Anatemi sulla legge elettorale. La svolta radicale dell'emittente. Per quanto ancora?

Severi richiami contro la "corruzione in Italia" e il crollo della moralità tra i politici. Ripetute condanne per l'attuale legge elettorale. Ma anche vibranti appelli in difesa delle istituzioni e a favore del presidente della Repubblica Napolitano. Spira aria di nuovo corso alla Radio Vaticana, colpita da una sorprendente metamorfosi politica nel suo canale di massimo ascolto, 105 Fm, con una trasmissione ripresa anche dal Radiogiornale, da far invidia a "Famiglia Cristiana", il settimanale in prima linea nel denunciare leggi ad personam, attacchi alla Costituzione, politiche anti immigrati, corruzione.

L'emittente papale non è stata da meno tra luglio ed agosto, quando, mettendo da parte tradizionali diplomazie e antiche prudenze, ha rilanciato analoghe critiche con cinque puntate ad hoc ("benedette" dal direttore e portavoce papale, padre Federico Lombardi) dedicate alle Settimane Sociali della Cei in programma a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre. Ne è emersa una spietata analisi politica, fin dalla prima puntata trasmessa sull'onda delle polemiche sugli appalti del G8, col professore focolarino Antonio Maria Baggio (in precedenza già alla stessa Radio aveva criticato il ddl intercettazioni) che ha parlato di "pesante ed intollerabile corruzione in corso nel Paese", di "risorse umane che remano contro la nazione anziché aiutarla", di fronte a "un eccesso di lusso moralmente e socialmente intollerabile" e a "gente che non rispetta le regole". Mali legati anche al mancato ricambio della classe politica per una legge elettorale voluta da "un intero ceto politico debole, che non vuole essere scelto e pensa di scegliersi da solo", creando "al posto della democrazia delle oligarchie, gruppi di potere che si perpetuano per cooptazione". Norme elettorali bipartisan votate, ha detto il ciellino Giorgio Vittadini, per una "presunta ondata moralistica" che però ha portato "nani e ballerine al Parlamento o peggio ancora a posti di governo".

Richiami pure per i politici cattolici giudicati da Sergio Marelli della Focsiv "poco brillanti" ed incapaci di opporsi a crollo morale e corruzione. E ancora attacchi a una classe politica "indifferente" al volontariato, poco "responsabile" e non in grado di "dar conto delle proprie azioni agli altri" (Paola Dal Toso della Cei). Sferzante, infine, Edoardo Patriarca, segretario delle Settimane sociali: "L'Italia è un Paese senza classe dirigente", mentre i parlamentari sono scelti "con un sistema elettorale strampalato, molto facilmente corruttibili, alla mercé di interessi di parte" e che "non rispondono ai propri elettori, ma al principe che li ha nominati". Non poco per essere giudizi trasmessi dall'emittente del papa. Resta solo il dubbio se la Curia vaticana autorizzerà altre analoghe trasmissioni.

L'edicola

Voglia di nucleare - Cosa c'è nel nuovo numero dell'Espresso

Il settimanale, da venerdì 28 marzo, è disponibile in edicola e in app