Fanghi, rifiuti ospedalieri scaricati e mischiati insieme ad altro materiale, fusti di dubbia provenienza. Le foto scattate negli anni Novanta nella ex discarica Di.fra.bi e che vi mostriamo in esclusiva sono il fermo immagine di una terra - Pianura, periferia di Napoli - tra le più martoriate dal traffico dei rifiuti.
A consegnarcele un residente che all'epoca, insospettito dai materiali e dalle modalità di sversamento, annotò persino la targa di uno dei camion. E che solo oggi ha deciso di divulgarle spinto dal riaccendersi dei riflettori sullo smaltimento illegale di rifiuti in Campania, anche in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti della camorra.
[[ge:rep-locali:espresso:285109748]]
Attiva dagli anni Cinquanta la discarica, detta anche dei Pisani, era la più grande della Campania fino alla chiusura nel 1996 a seguito delle proteste dei cittadini esasperati per le esalazioni. A ridosso del maxi-sversatoio intere famiglie si sono ammalate di tumore. Il linfoma di Hodgkin, tra i più rari - nel mondo si contano circa 8mila casi all'anno - qui ha colpito 60 persone, come censito anche da alcune inchieste aperte dalla magistratura. Per quasi 50 anni sono stati versati rifiuti dell'industria chimica, fanghi industriali, polveri d'amianto, rifiuti tossici provenienti per la maggior parte dal Nord Italia.
Tra cui come si legge negli atti ufficiali della Provincia di Napoli: 16 tonnellate di scarti di collante acrilico e 50 tonnellate di morchie di verniciatura della ditta Sicaf di Cuzzagna di Premosello (Novara), 21 tonnellate di fanghi di depurazione e 552 tonnellate di fanghi di verniciatura della Ferolmet di San Giuliano Milanese (Milano), 22 tonnellate di morchie di verniciatura, resine e fanghi dalla provincia di Padova, 25 tonnellate di rifiuti speciali cosmetici scaduti da Tocco Magico di Roma, 79 tonnellate di rifiuti industriali e 113 tonnellate di polveri di amianto bricchettate dal Centro Stoccaggio Ferrara di Robassomero (Torino), 1106 tonnellate di scorie e ceneri di alluminio dalla Fonderie di Riva di Parabiago (Milano) e 800.000 tonnellate dei rifiuti derivanti dalla bonifica dell’area dell’ACNA di Cengio in Piemonte.
L'ingegnere Ennio Italico Armando Noviello, primo ricercatore dell’Istituto di metodologie chimiche del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) definì - nella sua perizia per l'indagine aperta dalla magistratura nel 2009 - l'aria di Pianura "incompatibile con la vita umana a causa della grande quantità di idrocarburi dispersi e della cattiva qualità dell’ossigeno".