Attualità
19 dicembre, 2014

Terra dei fuochi, Cantone indaga sugli appalti Fondi a Mediaset per promuovere i prodotti

Dopo l'inchiesta de "l'Espresso" sulle bonifiche delle discariche della camorra, interviene l'anticorruzione. Dalle carte emergono nuovi indizi sui legami tra la società che ha vinto uno degli appalti e Mafia Capitale. E la Regione Campania stanzia 20 milioni di euro per promuovere la zona

L'autorità anticorruzione vuole vederci chiaro sugli appalti della terra dei fuochi. Dopo l'inchiesta de “l'Espresso” che segnalava gli appalti vinti da una società legata alla Mafia Capitale di Massimo Carminati e da altre società coinvolte in inchieste per traffico di rifiuti, il commissario per l'emergenza rifiuti Mario De Biase ha chiesto a Raffaele Cantone, a capo dell'anticorruzione, di studiare gli atti. Tra questi l'affidamento all'azienda TreErre la cui proprietaria è Emilia Fiorani, ex moglie di Carlo Pucci, uno degli indagati nell'inchiesta “Mondo di mezzo” dei carabinieri del Ros e coordinata dalla procura antimafia di Roma. Della stessa azienda hanno fatto parte, fino al 2012, Riccardo Mancini, altro uomo della rete de “er Cecato”, il figlio di quest'ultimo fino al 2013, e Luigi Lausi, anche lui finito nell'indagine. Ora dopo la bufera giudiziaria, che non ha coinvolto TreErre né la Fiorani, il Cda dell'impresa è stato azzerato. In attesa delle nuove nomine.

Dopo il nostro articolo l'imprenditrice ha scritto a “l'Espresso” precisando che i Mancini non fanno più parte dell'assetto societario e che la TreErre non è assolutamente vicina a Mafia Capitale. Intanto però dagli atti depositati dai pm emergono nuovi particolari sul rapporto tra la TreErre e i Carminati boys. Sono numerose le telefonate intercorse tra il 2012 e il 2013 tra Emilia Fiorani e Carlo Pucci. Telefonate in cui si parla di questioni di lavoro.
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È l'undici febbraio di due anni fa. Pucci è in macchina con “er Cecato”. Chiamano Fiorani: l'ex marito le dice che «il loro amico sta andando a Bologna a parlare con i bolognesi» e chiede a Emilia se deve dirgli di andare avanti o fermarsi "di quello che mi hai detto ieri sera". L'imprenditrice risponde che deve proseguire con «la seconda ipotesi quella più in ritardo». A questo punto però i militari dell'Arma sentono una voce che si intromette: è quella di Massimo Carminati che le chiede di vedersi nel fine settimana.

Ma non c'è solo questo nei documenti inviati in procura dai detective del Ros. C'è pure una foto del dicembre 2012. Un incontro tra Pucci, Carminati e Fiorani. “Er Cecato” «saluta affettuosamente Emilia Fiorani». Dopo qualche minuto tutti e tre salgono sull'auto di Carminati e si dirigono verso il centro città. Nei rapporti investigativi ci sono pure i contatti della titolare della TreErre con il braccio imprenditoriale di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative sociali. «Sai che credo che invece sia urgente ... tu non ce la fai a venire qua adesso, no?», chiede Fiorani a Buzzi, che esclude di farcela per quell'ora in quanto ha un appuntamento con Alemanno. Così decidono di incontrarsi verso le 19 dalla Fiorani. La telefonata si conclude con l'imprenditrice che spiega a Buzzi l'urgenza di vederlo: «Va be', ok, confermato perché ho paura che non si faccia in tempo, già stiamo troppo stretti con i tempi». Il riferimento è a un affare in comune relativo al trasporto dei rifiuti campani all'estero. Buzzi in una delle telefonate della Fiorani dirà «è mia socia».

Insomma dai brogliacci emerge che anche la TreErre, che la Fiorani sostiene essere lontana anni luce da Mafia Capitale, si interfaccia con i personaggi principali del romanzo Capitale. Ora tutti questi faldoni saranno studiati da Raffaele Cantone che dovrà valutare se revocare o meno l'appalto alla società romana. Nel frattempo nella Terra dei fuochi è tutto fermo.

I lavori infatti non partono e l'area vasta di Napoli nord, concentrato di discariche e veleni, aspetta la messa in sicurezza e poi le bonifiche. Intanto però la regione Campania è pronta a far partire una campagna di promozione dei prodotti campani, travolti dalla sindrome Terra dei fuochi. Tutti i frutti della terra sono stati, ingiustamente, etichettati come avvelenati con un grave danno per l'economia campana. SviluppoCampania, la società in house della Regione, è pronta a sigliare un accordo con le tv di Silvio Berlusconi per rilanciare pomodoro, olio e mozzarella campana. Sarà Mediaset, già a partire dalla diretta del concerto di fine anno con Gigi D'Alessio, a sensibilizzare sul tema e a trasmettere gli spot, almeno una settantina, per una spesa intorno ai 500 mila euro.
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Già, proprio il cantante napoletano che, da quanto emerge della informative, si è incontrato con il boss Giovanni De Carlo, arrestato con Carminati, dopo il furto della sua collezione di Rolex da 4 milioni di euro. Anche se D'Alessio sostiene di non averlo mai conosciuto. Da palazzo Santa Lucia fanno sapere che nei 500 mila euro sono comprese anche la spesa per le tv locali. L'accordo con Mediaset è in via di definizione, si attende una proposta finale da parte del gruppo Berlusconi. Nel Pac, piano azione e coesione, sono previsti 20 milioni di euro, che saranno destinati al rilancio, attraverso spot e campagne promozionali, anche all'estero, del made in Campania. I soldi a Mediaset saranno prelevati da questo stanziamento. Altri 33 milioni andranno ad aiutare le aziende agricole. In tutto quindi oltre 50 milioni di euro. Molto di più di quanto previsto per la bonifica della Resit.

Dunque, una cosa è certa: partiranno prima gli spot e dopo le bonifiche delle aree contaminate per le quali sono stati stanziati.

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