Enrico Rossi: "Sugli aeroporti faccio solo gli interessi della Toscana"

Il governatore della Toscana risponde alle critiche di chi lo accusa di parteggiare troppo per lo sviluppo dello scalo di Firenze a scapito di quello di Pisa. "In questa vicenda non abbiamo nulla da nascondere. Per me gli interessi della regione vengono prima di tutto il resto"

Vendere la quota della Regione nella società di gestione a Pisa rompe un patto di sindacato con gli altri enti locali. Pensa che la decisione politica possa passare sopra alle regole di governance?
«Se e quando venderemo lo faremo in massima sicurezza. In presenza, per esempio, di un Opa obbligatoria, ad un prezzo congruo e solo in parte».

Perché non ha reso pubblico il documento del consulente Kpmg sui valori della fusione? Che cosa contiene di imbarazzante?
«In questa vicenda non abbiamo nulla da nascondere, né niente di imbarazzante. C’è solo il fatto che il lavoro dell’advisor non è ancora stato completato. Abbiamo informato gli interessati che lo stato dell’arte può essere verificato ed anche consultato presso i nostri uffici, ma non possiamo inviare all’estero un lavoro ancora da completare».

Come mai la delibera di vendita non viene sottoposta all'assemblea regionale? Cosa ha cambiato il percorso decisionale?
«Questa è una decisione che ha preso in piena autonomia il consiglio regionale. La giunta aveva inviato una delibera all’attenzione proprio del consiglio, il quale ha stabilito che la competenza spetta alla giunta regionale dopo il via libera della commissione».

Il cambio di strategia sul futuro di Firenze e Pisa vede crescere Firenze a danno di Pisa. E si basa su una fetta significativa di finanziamento pubblico. Chi lo metterà?
«Contrasterò sempre decisioni che possano penalizzare Pisa a favore di Firenze o viceversa. Lo ripeto: per me gli interessi della Toscana stanno un filo sopra sia a Firenze che a Pisa. Il mio obiettivo è costruire un sistema regionale degli aeroporti, che faccia crescere sia Firenze (che passerà dagli attuali 2 milioni di passeggeri ai 4,5), che Pisa (che crescerà dai circa 5 milioni a 7). Gli investimenti saranno finanziati a in gran parte dal privato e in parte anche da risorse pubbliche nazionali, come già accade per tutti gli aeroporti di prima categoria».  

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