Qualunque sia l'origine etimologica, le bufale esistono da sempre. In alcuni casi sono state talmente eclatanti e talmente verosimili da cambiare il corso della Storia: è il caso della Donazione di Costantino, un testo composto durante l'Alto Medioevo allo scopo di giustificare il potere temporale del papato agli occhi dei regni occidentali, che venne “smascherato" dall'umanista Lorenzo Valla nel XV secolo.
Le leggende metropolitane tradizionalmente si tramandano grazie al passaparola ma nell'era del web 2.0 esse trovano infiniti canali per propagarsi. Anche grazie ai social network, le possibilità per chiunque di entrare in contatto con notizie “fake” salgono esponenzialmente.
Anche nel 2015 sono circolate numerose notizie false, in alcuni casi in maniera evidente. È il caso, per esempio, della fandonia dipanatasi su Facebook secondo la quale i terroristi dell'Isis avrebbero identificato tutti gli utenti che dopo i fatti di Parigi avevano coperto la propria immagine profilo con la bandiera francese, per giustiziarli a tempo debito.
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Sempre legato al clima di panico seguito agli attentati parigini è il caso del messaggio su Wathsapp registrato da una madre romana che si inventa di aver ricevuto notizie certe di imminenti attentati nella Capitale per impedire alla figlia di uscire.
Il problema sorge soprattutto quando queste false notizie vengono rilanciate da alcuni media tradizionali, che per negligenza e velocità fanno un danno doppio: ai propri lettori e soprattutto a loro stessi. Per esempio, è risultata essere priva di fondamento la notizia – uscita in Inghilterra su Mail Online e ripresa anche in Italia da RaiNews, Il Mattino, Leggo – secondo la quale i terroristi avrebbero usato per le loro comunicazioni la chat della Playstation 4.
Un altro caso, clamoroso, legato ai fatti di Parigi, è il selfie del presunto jihadista con il Corano in mano. Rilanciato da numerosi media internazionali, si è scoperto essere un fotomontaggio di un ragazzo americano di religione Sikh che si era fotografato con in mano l'iPad prima di uscire per un appuntamento con una ragazza.

Non è un caso se molte bufale sono nate in seguito a fatti tragici o drammatici: le situazioni di massima tensione mettono a dura prova i nervi della popolazione e sfoderano un magnetismo incredibile nei confronti delle bufale. Chi è disperato o in preda al panico è disposto a credere a qualunque cosa e i truffatori questo lo sanno fin troppo bene.
Un altro grande classico delle bufale online sono le morti eccellenti. Se è vero che il falso annuncio di una morte allunga la vita, allora sono molte le celebrities che devono ringraziare i troll dei social: nel 2015 è stata annunciata la (falsa) morte di Angela Lansbury – la celebre protagonista della serie tv “La signora in giallo” – e quella di Daniel Radcliffe – il volto che impersonifica Harry Potter nei film tratti dai libri del maghetto.
Molte “fake news” circolate quest'anno sono semplici fotografie abilmente ritoccate con alcuni programmi per il computer. Il sito Gizmodo ne ha raccolte alcune, che vanno dai gestacci di Lady Diana e Martin Luther King alla troupe di National Geographic in fuga dall'orso grizzly, passando per John Lennon in skateboard.
Notizie false, inventate di sana pianta, che si gonfiano con i giorni resistendo magari mesi o anni. E rispuntando a volte con aspetti minimamente diversi, in versioni adattate al contesto ma pur sempre e indissolubilmente tarocche. Il problema delle bufale è serio.
Fortunatamente esistono numerose persone che si dedicano a sfatare i miti. In Italia si distinguono il sito Bufalopedia, gestito dal giornalista e debunker Paolo Attivissimo; il blog sulle bufale che riguardano la medicina MedBunker del medico chirurgo Salvo Di Grazia; Pagella Politica, interamente dedicato al fact-checking delle dichiarazioni dei politici italiani; il sito del CICAP, un'organizzazione che promuove un'indagine scientifica e critica sul paranormale e le pseudoscienze, e infine il sito di Dario Bressanini che si occupa – tra le altre cose – di sfatare i miti nel campo dell'agroalimentare.