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Attualità
gennaio, 2016

Contro i boss in ordine sparso

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Gli ultimi fatti di cronaca hanno spezzato il fronte dell'Antimafia. Ecco cosa è accaduto

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L’antimafia nell’ultimo anno si è disgregata facendo emergere azioni di facciata operate da esponenti della politica, dell’imprenditoria, della magistratura e della società civile. Alla vigilia di Natale il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha fatto appello «al mondo dell’antimafia» sottolineando che «si vedono crepe troppo profonde» e per questo ha voluto lanciare «un grido di dolore» per «una profonda riflessione al proprio interno» per evitare «di prestare il fianco a chi cerca di cavalcare i singoli scandali per delegittimare una lunga storia di riscatto sociale e morale che va invece difesa con orgoglio».

Il presidente degli industriali siciliani Antonello Montante, delegato nazionale di Confindustria per la legalità, è stato indagato per fatti di mafia. I pm, in base alle dichiarazioni di pentiti, lo accusano di aver intrattenuto relazioni con esponenti di Cosa nostra negli anni precedenti alla sua azione di legalità intrapresa con Confindustria Sicilia.

Montante si ?è dichiarato estraneo ai fatti contestati: «Mai avrei pensato di dovermi trovare un giorno in una situazione simile dopo anni trascorsi in trincea, insieme a tanti altri imprenditori, sempre ?al fianco delle istituzioni». La notizia deflagra nell’antimafia e come le tessere del domino fa cadere altri “paladini” della legalità.

?Il giudice Silvana Saguto, presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, viene indagata per corruzione nella gestione dei beni sequestrati. Suscita clamore a Napoli ?il coinvolgimento nell’inchiesta sui casalesi dell’ex senatore Ds Lorenzo Diana, ex componente della Commissione antimafia: avrebbe fatto ottenere appalti in cambio di favori personali.

Pochi giorni fa il pm di Napoli Maresca ha accusato Libera e don Ciotti. ?In precedenza c’era stato dentro Libera un polemico addio ?di Franco La Torre, il figlio del parlamentare ucciso a Palermo, liquidato da don Ciotti via sms dopo le critiche mosse durante ?un incontro pubblico. Maresca accusa Libera di albergare «persone senza scrupoli» e di aver acquisito «interessi di natura economica». ?Ciotti ha risposto con la querela: «Quando viene distrutta la dignità ?di migliaia di giovani è dovere ripristinare verità e chiarezza».

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