Televisione

Tutti parlano dei flop della Rai ma anche Mediaset non se la passa tanto bene

La stagione langue. Dal Grande Fratello ripulito alla versione D'Urso di Myrta Merlino la nuova linea editoriale di Pier Silvio Berlusconi non dà i suoi frutti. E tranne Maria De Filippi, è la Caporetto dello share

di Beatrice Dondi   8 novembre 2023

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Pier Silvio Berlusconi

Ha fatto appena in tempo a dire basta trash in televisione che la scena simbolo di Canale 5 è diventata Andrea Giambruno che con una mano si tocca e con l’altra (almeno questo) tocca il capo della collega in studio dissertando sui toni del blu. Praticamente una puntata riuscita di “Scherzi a parte”. 

 

Alla presentazione dei palinsesti di giugno Pier Silvio Berlusconi aveva mosso le sue pedine per ripulire i suoi piccoli schermi di Mediaset: un caro saluto a Barbara D’Urso, via Belen, cambio passo per il Grande Fratello, informazione potenziata, avanti Myrta Merlino e così via. Ma, fatta eccezione per Bianca Berlinguer che su Rete 4 accenna a bilanciare le escandescenze populiste degli altri talk show, a conti fatti, in questo autunno bollente di mosse azzeccate l’erede del Cavaliere sembra averne portate a casa pochine. Perché è vero che si fa un gran parlare a buon diritto del disastro Rai ma nel confronto diretto delle tre reti viale Mazzini vince con agio. Poi certo, Mediaset è un gruppo che conta una quantità notevole di canali tutti commerciali e qui il discorso è più complesso. Ma andiamo per ordine.

 

È flop per Augusto Minzolini, non funziona il raddoppio di Porro che viene battuto dall’ottimo Iacona di “Presa Diretta” e Italia 1, in origine il canale della sperimentazione, ha perso la Gialappa’s per motivi ignoti ai più, e a parte “Le Iene” punta tutto sulla programmazione periodica della saga di Harry Potter.

 

Su Canale 5 invece regna sovrana Maria De Filippi, il caterpillar che della nuova linea editoriale se ne infischia. Tre programmi in video sempre uguali a sé stessi, “Amici”, quasi quattromila puntate, “Uomini e donne”, il principale bacino dal cui trono attingono i reality tutti e la corazzata “Tu si que vales”, rinforzata da Luciana Littizzetto e dalla presenza di Sabrina Ferilli che si presta in maniera incomprensibile al circo vincente del sabato sera. Per il resto, gli ascolti generali non decollano e Mediaset aspetta solo il debutto del falò di “Temptation Island” versione invernale e del dolore un tanto al chilo di “C’è posta per te” per tirare un po’ di respiro.

 

Alfonso Signorini

 

Ma andiamo con ordine. Il caso principe è quello del reality di Alfonso Signorini. Dopo un’edizione all’insegna di bullismo, bestemmie e scatti d’ira, il conduttore è chiamato a intervenire per una sgridata in stile maestrino ai concorrenti cosiddetti vip. Così quest’anno il “Grande Fratello” viene messo in lavatrice. 

 

«Abbiamo accolto i preziosi suggerimenti dell’editore», dice Signorini nel salotto di Silvia Toffanin, peraltro moglie dell’editore suddetto e col capo cosparso a forza di cenere si scusa per la deriva oltremodo trash, promettendo il trionfo dei buoni sentimenti. Il risultato di otto ore alla settimana di messa in onda però non è dei migliori. Più o meno siamo intorno al 17 per cento di share, con una media a spanne di 2.323.000 spettatori che significa circa un milione di spettatori in meno rispetto allo scorso anno. E oltre il danno la beffa, perché i concorrenti in cattività tirano comunque fuori i consueti lati peggiori. In pratica, l’agognata rivoluzione gentile per una televisione «allegra e spensierata» non ha rivoluzionato un bel niente, Berlusconi anziché rottamare un reality ormai esausto gli ha dato solo una flebile smacchiata, un colpo al cerchio e uno alla botte, quasi a dar ragione ad Antonio Ricci che nell’intervista al Corriere l’ha praticamente fotografato: «Pier Silvio è come il padre. Vuole piacere a tutti».

 

Basti pensare che il programma più visto della rete ammiraglia di Cologno Monzese è la soap opera turca “Terra amara”. Le complicate avventure amorose di Zuleyha e Yılmaz in onda ogni giorno alle 14 sono seguite dalla cifra monstre di tre milioni di spettatori e forte di questo risultato la telenovela d’importazione sarà addirittura la carta con cui la domenica sera Canale 5 proverà a contrastare la concorrenza, visto che il gioco delle botole di Gerry Scotti “Caduta libera – i migliori” è stato battuto non solo dalla fiction “Cuori” su Rai Uno ma anche da “Report” su Rai Tre. Scotti quindi, dopo il flop del preserale contro “Reazione a catena” di Marco Liorni, trasloca al mercoledì, con il ritorno dieci anni dopo di “Io canto generation”, ennesimo talent musicale di giovani promesse che saranno giudicate dall’ex suor Cristina. Cosa potrebbe andare storto? Parecchio ancora, a dire il vero. 

 

Non se la passa bene Myrta Merlino, sbarcata su Canale 5 per sostituire il pomeriggio freak di Barbara D’Urso. Dopo un esordio più o meno brillante la giornalista volto storico di La7 si è ritrovata un pubblico freddino e nonostante il suo approfondimento parta subito dopo la telenovela (anche qui) “La promessa” che gli lascia una bella esca del 20,6% di share, in poco meno di un’ora dimezza le cifre e crolla a fine trasmissione intorno al 10 per cento, praticamente la metà di quello che realizza puntualmente Alberto Matano con la sua “Vita in diretta” su Rai Uno. A cambiar volto Pier Silvio Berlusconi non ci pensa neppure, D’Urso volata a Londra andata e ritorno sembra pratica archiviata, però Merlino al cuore di Barbara è costretta in qualche modo a dare un occhio. Così, suo malgrado, abbandona a tratti la cronaca ultra-nera e si concede le baruffe sull’eredità di Gina Lollobrigida, le visioni della Madonna di Trevignano che tanto hanno dato ai pomeriggi passati e inserisce persino i collegamenti coi protagonisti dei reality. Di cui a fatica ricorda i nomi. Ma come dimostrano i risultati, il tentativo di "dursizzazione" porta a poco e nonostante i continui elogi soddisfatti di Piersilvio viene battuta persino da Geo su Rai Tre.

 

Infine c’è il tema caldo “Striscia la notizia”. Il tg satirico di Antonio Ricci, che da 35 anni regala Tapiri e Veline, ha perso in soli 12 mesi circa 400 mila spettatori. Accorciato di 15 minuti per volere dell’editore e schiacciato dai pacchi d’azzardo di Amadeus su Rai Uno, “Striscia” spara il colpo del secolo con i fuori onda dell’ex first gentleman. Ma se la notizia ha praticamente oscurato nei telegiornali il disastro in Medio Oriente agli ascolti non ha fatto neanche un baffo. Tre milioni di spettatori con il 14,8 per cento, contro i quasi 5 milioni di “Affari tuoi”. E tornano alla mente le parole di Giambruno che nell’intervista su Chi dal cuore gitano aveva detto: «C’è un’invidia in giro, ragazzi… Incredibile. Il mio ciuffo aumenterà con gli ascolti!». E dopo solo sette giorni, anziché tornare in onda è andato dal barbiere.

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