Un appello per un film che aspetta di essere finito. Lo hanno lanciato in occasione del 44° anniversario dell’attentato mafioso al giudice Cesare Terranova e al maresciallo Lenin Mancuso, i familiari delle vittime. Il film del regista Pasquale Scimeca si intitola “Il giudice T.” e ha come protagonisti proprio il giudice Terranova e il maresciallo Mancuso.
L’appello, lanciato dai nipoti del giudice e dai figli di Lenin Mancuso, è stato firmato anche dai familiari di altre vittime di mafia, che sono intervenute alla commemorazione e a un incontro con gli studenti lunedì scorso. Sono la sorella del vicequestore Ninni Cassarà, la madre del piccolo Claudio Domino, ucciso a 11 anni, il figlio del procuratore Pietro Scaglione e la sorella del poliziotto Agostino Catalano, componente della scorta del giudice Paolo Borsellino.
«Non ci sono vittime di mafia di serie A e vittime di serie B. Tutti meritano lo stesso rispetto e vanno raccontati affinché i nostri cari, che hanno dato la vita per lo Stato, possano diventare un modello di comportamento per le nuove generazioni», ha detto Carmine Mancuso, il figlio di Lenin.
Francesca Terranova, nipote del giudice Cesare ha detto: «I film e le serie tv che hanno come protagonisti i mafiosi e i camorristi, loro malgrado, contribuiscono a creare nei giovani falsi miti che li portano ad ammirarne e talvolta a imitarne gesta e comportamenti. Occorre tornare, come fa Pasquale Scimeca con questo film, al cinema di impegno civile».
Secondo il regista Pasquale Scimeca “non si possono ricordare le vittime della violenza mafiosa solo nelle commemorazioni ufficiali, ma bisogna creare un movimento culturale che li faccia conoscere alle nuove generazioni, come modelli di vita da seguire. Il cinema può svolgere un ruolo importante in questo senso, come è già successo in passato col mio film Placido Rizzotto e quello di di Marco Tullio Giordana I cento passi”.
L’appello, rivolto alle Istituzioni politiche e a quelle culturali, nel giro di poche ore, è stato firmato da migliaia di persone, studenti, professori, sindaci, autorità, rappresentanti della politica e delle istituzioni, semplici cittadini che hanno a cuore la lotta alla mafia.