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Francia, la sinistra a Macron: "Jean-Luc Mélenchon deve essere il nuovo premier"

di Simone Alliva   9 luglio 2024

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Meloni oggi al vertice per il 75° anniversario della Nato. Maxi attacco russo in Ucraina. I parlamentari ispanici esprimono sostegno a Biden. Le notizie da conoscere

Ucraina: la strage russa a Kiev
La Russia lunedì ha lanciato un attacco diurno su diverse città ucraine, colpendo anche la capitale Kiev dove è stato danneggiato il maggiore ospedale pediatrico del Paee, l'Ohmatdyt. Unanime la condanna della comunità internazionale per un gesto che Kiev ha bollato come "terrorismo" e l'Italia non ha stentato a definire "crimine contro l'umanità". Il numero preciso delle vittime del massiccio attacco (38 missili in tutto, di cui 30 intercettati dalla contraerea ucraina) continua a oscillare, ma finora si parla di almeno 31 morti, di cui 17 solo a Kiev, e di oltre 125 feriti. Al momento è difficile dire se i danni all'ospedale, che dalle immagini risulta parzialmente distrutto, siano stati causati da frammenti di un missile intercettato o da un colpo diretto e mirato. In ogni caso, l'impatto risulta enorme e sarà necessaria un'indagine approfondita. Secondo le autorità ucraine, l'Ohmatdyt è stato colpito deliberatamente da un missile da crociera delle forze di Mosca. Queste accuse "sono assolutamente false", ha ribattuto il ministero della Difesa russo, sostenendo di aver preso di mira solo obiettivi militari. La versione di Mosca è che l'edificio sia stato colpito dai detriti di un missile intercettato dal sistema antiaereo ucraino. "Il regime di Kiev è da anni che scoppia in crisi isteriche alla vigilia di un incontro dei suoi sostenitori della Nato per garantire il prolungamento della guerra fino all'ultimo ucraino", ha denunciato Mosca.

 

Giorgia Meloni a Washington: "La Nato dia messaggio di unità"
Da una prima analisi del voto in Francia agli equilibri tra le famiglie politiche in Europa che si vanno ridefinendo. Ma, prima di tutto, la ferma condanna per l'attacco russo sull'ospedale pediatrico di Kiev. È una riflessione a tutto campo quella che Giorgia Meloni ha svolto con i giornalisti al suo arrivo a Washington, quando era notte in Italia, per un vertice dell'Alleanza Atlantica dal quale si attende, spiega, "che la Nato mandi un messaggio di unità e sulla capacità di adattarsi a mondo che sta cambiando". "L'Italia porta l'attenzione necessaria sul fronte Sud e credo sia una dimostrazione di come l'Alleanza sappia immaginare il suo ruolo in un sistema complesso", aggiunge la presidente del Consiglio. "Chiaramente il sostegno all'Ucraina sicuramente non mancherà", aggiunge Meloni che si dice "soddisfatta dal lavoro fatto finora".

Intanto davanti agli occhi del mondo ci sono quelle immagini "di bambini malati oncologici per strada a seguito del bombardamento dell'ospedale a Kiev", immagini "spaventose", dice ancora la presidente del Consiglio. "Penso che offrano una dimensione della reale volontà rispetto a una certa propaganda russa di cercare una soluzione pacifica", avverte. "Quando si aggredisce la popolazione civile con questa veemenza e ci si accanisce sui bambini, decisamente i segnali che arrivano sono altri", ribadisce. Si torna alle questioni legate alle dinamiche politiche in Europa, a cominciare dal voto in Francia. "La lettura della sconfitta del Rassemblement national mi sembra semplicistica: nessuno può cantare vittoria", ragiona la premier. "C'erano - prosegue - tre schieramenti, nessuno dei quali è in grado di governare da solo. E all'interno di alcuni di questi schieramenti ci sono differenze molto evidenti. Quindi vedremo che cosa accadrà". "Il risultato del ballottaggio è che nessuno ha vinto le elezioni", segnala ancora la presidente del Consiglio che prevede un percorso "non facile" per la formazione del nuovo governo. "Per esperienza personale - annota - dico che è più facile governare quando si condividono delle idee piuttosto che quando si condivide un nemico". Capitolo alleanze in Europa, allora. Vedere i 'Patrioti' di Orban come un gruppo putiniano "mi sembra una definizione da osservatori", manda a dire Meloni.

 

Usa: anche i parlamentari ispanici esprimono sostegno a Biden
Dopo aver incassato il sostegno dei membri del Black Caucus, gruppo che riunisce i parlamentari afroamericani del Partito democratico, Biden ha ottenuto ieri sera anche l'appoggio dell'Hispanic Caucus, cui aderiscono i deputati di origine ispanica del partito. La leader del gruppo parlamentare, Nanette Barrraga'n, della California, e il suo vice, Adriano Espaillat, deputato di New York, hanno diffuso un comunicato congiunto in serata riaffermando il loro sostegno a Biden e alla sua vice, Kamala Harris. "Nel corso dell'ultimo anno e mezzo, l'amministrazione Biden-Harris ha collaborato con il Congressional Hispanic Caucus per dar forza alle comunità latine in tutto il Paese", afferma il comunicato, che riconosce all'amministrazione in carica "investimenti storici" per le comunità latinoamericane statunitensi.

 

Francia: 'Insoumis' sicuri, 'Mélenchon possibile premier'
Manuel Bompard, coordinatore de La France Insoumise (LFI), insiste nell'invocare l'incarico di formare un governo al suo partito e la poltrona di primo ministro per Jean-Luc Mélenchon. "Fa parte delle opzioni possibili - ha detto stamane Bompard su Europe 1 - che il presidente della Repubblica possa aver detto sul nostro programma qualsiasi assurdità è un dato di fatto. Ma deve imparare qualcosa: e cioè che è costretto dal suffragio degli elettori a prendere decisioni che non gli piacciono". "Quale altra opzione c'è oggi sul tavolo? La logica istituzionale vuole che la formazione politica che ottiene più seggi all'Assemblée Nationale formi un governo. Il presidente non deve violare questa consuetudine".

Bompard ha confermato che se sarà formato un governo di sinistra, verrà applicato il programma del Nuovo Fronte Popolare ed ha rifiutato di escludere Mélenchon dalla lista dei pretendenti alla poltrona di primo ministro: "Ha un'esperienza di governo: certo che fa parte delle opzioni possibili per essere premier". A Bompard, ha fatto eco la capogruppo all'Assemblée Nationale uscente di LFI, Mathilde Panot, che alla tv BFM ha chiesto a Macron di "rispettare il voto di domenica": "Stiamo lavorando per proporre un primo ministro e una squadra di governo e lui deve rispettare questa scelta", ha detto. La Panot è poi passata a criticare la proroga di Gabriel Attal come primo ministro: "I macronisti sono stati battuti, i francesi chiedono una svolta rispetto al panorama negativo di Emmanuel Macron. Quindi, Gabriel Attal se ne deve andare. Il presidente della Repubblica avrebbe dovuto accettare le dimissioni". Anche lei ha confermato che Mélenchon è "una delle possiblità" per succedere ad Attal, aggiungendo che il futuro premier deve "rispettare strettamente il programma sul quale siamo stati eletti, quindi applicare il programma di svolta con l'aumento del salario minimo, il blocco dei prezzi, la scuola realmente gratuita".

 

L'annuncio di Toti, 'non mi ricandido alle Regionali'
Il presidente della Liguria Giovanni Toti, agli arresti domiciliari dal 7 maggio, non si "candiderà alle prossime elezioni del 2025". Una rassicurazione che il suo legale Stefano Savi ha dato ai giudici del Riesame davanti ai quali ha chiesto la revoca della misura o, quantomeno, una sua attenuazione. In un'ora e mezzo il governatore, tramite l'avvocato, ha spiegato perché dopo due mesi non c'è più un rischio di inquinamento delle prove e, tantomeno, di reiterazione del reato. La difesa ha anche chiesto un parere al giurista e giudice emerito della Corte costituzionale Sabino Cassese - secondo il quale i giudici del Riesame devono bilanciare gli interessi di giustizia e il buon andamento della pubblica amministrazione - per spiegare perché vadano revocati gli arresti o perché possano andare bene anche l'obbligo di dimora a Ameglia, dove Tori risiede, o il divieto di stare a Genova.

"Ciascuna di queste misure - spiega Savi - con modalità diverse, appare tale da riequilibrare, almeno parzialmente, le esigenze di inchiesta a quelle di agibilità politica e istituzionale del governatore. Un equilibrio che anche la Consulta ritiene indispensabile e non valutato adeguatamente nel caso di specie".

Il divieto di dimora a Genova "manterrebbe, per la legge Severino, - dice ancora Savi - la sospensione dall'incarico istituzionale di presidente (come per Pitella in Basilicata). Con l'obbligo di dimora ad Ameglia "pur annullando la sospensione della carica istituzionale... ne sottoporrebbe l'esercizio ad un fattivo controllo del giudice, autorizzante ogni spostamento (come per Oliverio in Regione Calabria)". Non la pensano però così i pubblici ministeri Federico Manotti e Luca Monteverde, che hanno ribadito che Toti deve rimanere ai domiciliari. "C'è ancora il rischio di inquinamento delle prove, visto che bisogna anche individuare altri testimoni da sentire e potrebbe reiterare il reato". 

 

Bonaccini: "Riformisti e progressisti uniti battono la destra"
"Se le forze riformiste e progressiste sono capaci di unirsi, sono la maggioranza e battono la destra". È la lettura che il presidente uscente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini dà del voto in Francia, in un'intervista al Corriere della Sera. "Il Pd continui lungo la strada che ha imboccato in questi mesi e che ha portato a una crescita di consensi, a partire dall'ottimo risultato delle Europee e alle vittorie in tantissimi capoluoghi e comuni al voto", spiega Bonaccini. Per il futuro eurodeputato, "un conto è essere contro la destra, un altro alternativi alla destra, questa è la vera sfida per il Pd e per una coalizione di centrosinistra che abbia una idea di Paese e voglia di presentarsi la prossima volta agli elettori come affidabile, dunque vincente".

Secondo Bonaccini "in Italia, numeri alla mano, l'alternativa al centrodestra va costruita sulla base di un programma chiaro di tutte le forze alternative a questo governo, che fa molti annunci e poco altro, oltre a occupare tutti gli spazi istituzionali con una logica di potere". Rispetto a una eventuale candidatura del ministro Raffaele Fitto a commissario europeo, per Bonaccini "il problema non è Fitto, un ministro con cui abbiamo collaborato in modo proficuo pur da posizioni diverse, ma l'isolamento al quale Giorgia Meloni sta condannando l'Italia: aveva chiesto il voto degli italiani, dicendo che avremmo contato di più in Europa, ma la realtà è che non stiamo toccando palla nelle decisioni più importanti".