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12 marzo, 2026Articoli correlati
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Inizia la terza settimana di una guerra che non conviene a nessuno se non al circo magico di Donald Trump: “Chi paga il conto?”, si chiede la copertina del nuovo numero de L’Espresso, dove un uomo disegnato da Ivan Canu è schiacciato dal peso di una enorme cambiale. Mentre migliaia di civili muoiono sotto gli attacchi di Stati Uniti e Israele, la risposta iraniana scatena aumento di prezzi, inflazione, disoccupazione, rischi di recessione. Una crisi ricostruita dalle inchieste di Eugenio Occorsio e di Gianfrancesco Turano, dal focus sulle conseguenze del blocco di Hormuz (di Antonia Matarrese) e dai dubbi degli iraniani in esilio in Italia (di Antonio Fico) e negli Usa (di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni).
Daniele Mastrogiacomo ricostruisce il mistero dell’uranio iraniano scomparso e Federica Urzo spiega come i pasdaran stiano conducendo la “guerra dei reel”, mentre Marco Montemagno affronta il dilemma etico dell’Intelligenza artificiale usata per uccidere: Alan David Scifo invece lancia l’allarme per Niscemi, che dopo la frana rischia rappresaglie perché ospita una base americana. L’album a cura di Tiziana Faraoni accosta immagini di bombe e di vittime dei bombardamenti, e il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale conclude sottolineando che, come sempre e più che mai, anche in questa guerra il prezzo più caro lo pagano i comuni cittadini.
Il referendum sulla riforma della magistratura si avvicina: se ne occupano Sebastiano Messina e Marco Antonellis, mentre Marco Campora intervista il giudice Fabrizio Vanorio e Carlo Tecce rivela che la destra sta pagando la campagna con soldi pubblici che avrebbero altri scopi. Si parla anche di due forme di impegno sociale che sono nel mirino del governo: i centri sociali (ne scrive Maurizio Di Fazio) e le ong (Alice Dominese intervista l'ammiraglio Michele Alessandro): Diletta Bellotti invece denuncia la stretta legale contro le lotte femministe, a partire da quella per la tutela del diritto all’aborto. E mentre Sergio Rizzo denuncia l’omertà sui guadagni dirigenti pubblici, Enrico Bellavia si concentra sullo scandalo della sanità siciliana controllata dalla mafia, che lucra cinicamente sulla salute dei cittadini.
Gli esteri aprono con l’anniversario della morte di Berta Cáceres, l’ambientalista honduregna uccisa da killer pagati da banche e governo (di Orsetta Bellani). Wikipedia compie 25 anni e Alessandro Longo intervista il fondatore Jimmy Wales. Il chirurgo Pierpaolo Sileri presenta la settimana della prevenzione dei tumori al colon, Giusy Franzese annuncia la fine del paradosso burocratico che riempie le strade di auto abbandonate, e Marco Roberti presenta un’altra delle startup selezionate da L’Espresso: Myra Lab facilita ai non vedenti l’accesso alla lettura in Braille. Carlo Cottarelli invece evidenzia che calo demografico e crisi delle pensioni rendono sempre più necessaria una vera apertura del mondo del lavoro alle donne, che metta finalmente fine al vergognoso gender gap che penalizza il nostro Paese.
E L’Espresso chiude con un lungo omaggio a Dario Fo e Franca Rame, per i cento anni dalla nascita del Premio Nobel. Francesca De Sanctis ricorda vita e opere del geniale “giullare” mentre Luciano Cerasa riscopre una lunga e generosa intervista inedita del 1982, e Beatrice Dondi spiega quanto sia stato importante il lunghissimo legame con la moglie, indimenticabile attrice e femminista. Sara Zuccari intervista Eleonora Abbagnato, Fabiola Fiorentino presenta il “Manifesto per il Gusto della Longevità”, e Francesca Barra firma un ritratto di Beccamorta, che è riuscita a portare sui social il fascino dei cimiteri. Il meglio del passato è in vendita alla Fiera dell’antiquariato di Maastricht (di Nicola Zanella), per leggere il futuro non restano che i tarocchi (Giuseppe Fantasia recensisce la mostra in corso a Bergamo), per salvare gli ospedali calabresi ci serve ancora l’aiuto di Cuba (ne scrive un lettore a Stefania Rossini). E Loredana Lipperini si chiede e chiede ai lettori: ma perché Giorgia Meloni insiste così tanto, ancora e sempre, sulla sua immagine di mamma?
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