Il consigliere comunale di Brescia Balwinder Singh è finito sotto indagine, insieme alla moglie, con l’accusa di aver perpetrato maltrattamenti a danno delle figlie. Indagato anche il figlio della coppia, il 26enne Lovepreet Singh, arrestato con l'accusa di violenza sessuale sulla più grande delle sorelle e attualmente in carcere a Canton Mombello, dopo la convalida da parte del gip a seguito dell'interrogatorio di garanzia. Su ordinanza cautelare dello stesso giudice Andrea Guerrerio, per i coniugi è stato disposto il braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento alle giovani. Il 49enne di origini indiane, eletto alle ultime amministrative del maggio 2023 nella lista "Fabio Rolfi Sindaco” con il centrodestra, è in città dal 2001, ma non avrebbe mai davvero accettato che la sua famiglia si adattasse allo stile di vita occidentale. Lo riporta il Corriere di Brescia. Per ora, il consigliere non ha rassegnato le dimissioni, ma il suo gruppo è pronto a espellerlo: i colleghi della lista Brescia Civica già sabato (29 marzo) hanno insistito con lui perché lasciasse il suo posto in aula, ma Singh non si è lasciato convincere. Secondo Brescia Oggi, Balwinder Singh vorrebbe andare avanti non più come consigliere di Brescia Civica, ma del Gruppo Misto, di cui sarebbe il capogruppo e unico esponente. Scelta obbligata, perché ieri - 31 marzo - gli altri due consiglieri della lista gli hanno fatto sapere che "è venuto meno il rapporto di fiducia". La replica di Singh è arrivata puntuale: "La vicenda è nelle mani del mio avvocato, con cui mi sono confrontato: deciderà lui il da farsi".
Il centrodestra prende le distanze
Massimiliano Battagliola, capogruppo di Brescia Civica, ha affermato: "La gravità dei fatti che vengono contestati a Singh e il fatto che il gip abbia accolto la richiesta della pubblica accusa di applicare una misura cautelare come quella del braccialetto elettronico a lui e alla moglie, il divieto di avvicinamento alle proprie figlie, la grave contrarietà delle condotte contestate ai nostri valori etici e politici, contrasta con l'impegno politico e i valori del gruppo civico. Aver appreso unicamente dalla stampa quanto stava accadendo a lui e alla sua famiglia ha fatto venir meno quella base di fiducia personale che ritengo indispensabile per la prosecuzione del lavoro in consiglio comunale. Pertanto rinnovo a Balwinder Singh il nostro invito a dimettersi nel più breve tempo possibile". Il consigliere 49enne è stato scaricato dal centrodestra. "I gruppi consiliari di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia – si legge in una nota congiunta – condannano ogni forma di violenza sempre e senza se e senza ma, e non ritengono nel modo più assoluto che l'appartenenza religiosa e le conseguenti consuetudini culturali possano rappresentare una scusante. Prendiamo le distanze dalla figura del consigliere Singh e, ferma la presunzione d'innocenza sino a sentenza definitiva, riteniamo moralmente ed eticamente corretto chiedere le sue dimissioni".
Le accuse
Secondo le indagini, negli ultimi vent’anni Singh e la moglie (47 anni) avrebbero maltrattato le figlie, provocando in loro uno stato di umiliazione e vessazione costante. Non solo a parole, ma anche con la violenza fisica: insultate e picchiate frequentemente, le ragazze sarebbero state anche vittime di minacce di morte da parte dei genitori, che non accettavano il loro desiderio di integrarsi e condurre una quotidianità secondo gli standard occidentali. Inaccettabile l’idea che frequentassero ragazzi italiani: l’unica opzione possibile per loro era il matrimonio combinato con un indiano. Secondo le indagini del Tribunale dei minori (la più piccola delle due ha 17 anni, l’altra 23) e poi della Procura, i maltrattamenti della coppia sarebbero cominciati sin dalla loro giovanissima età. Singh e la moglie avrebbero vestito la figlia maggiore con pochissimi abiti, facendole raramente usare l’acqua per lavarsi. L’avrebbero costretta a rovistare nell’immondizia e ad andare a scuola senza il materiale necessario o la merenda per la ricreazione, disinteressandosi del percorso formativo. Quanto all’aspetto, non potevano depilarsi "ascelle e baffetti soprattutto da adolescenti, quando subivano la derisione dei compagni” o tagliarsi i capelli. Per questo, una delle due ragazze sarebbe stata picchiata.
Le minacce di morte
Il consigliere comunale avrebbe anche espresso di fronte a loro approvazione per l'omicidio di Saman Abbas, la giovane pakistana uccisa nel 2021 dalla sua famiglia in provincia di Reggio Emilia per aver rifiutato un matrimonio forzato, definendolo "un’azione doverosa per preservare la reputazione sociale”. Un grave episodio di violenza sarebbe avvenuto quando la figlia maggiore frequentava la terza media: scoperta a chattare con ragazzi italiani sui social, i genitori l’avrebbero picchiata violentemente e insultata. “Ti uccido se lo fai ancora”, avrebbe minacciato il padre, malmenandola per giorni nel seminterrato insieme alla moglie e puntandole un coltello alla gola, quando seppe che aveva saltato le lezioni. La ragazza più grande è riuscita a scappare di casa per andare a convivere con il fidanzato, grazie anche al supporto di un centro antiviolenza. La più piccola, invece, avrebbe chiesto aiuto confidandosi con un’insegnante nella giornata contro la violenza sulle donne: “Subisco pesanti maltrattamenti da parte di mio padre, non so più come devo fare”, avrebbe scritto sul biglietto consegnato alla docente. E questo ha fatto sì che ci fosse la segnalazione alla Procura e l'apertura delle indagini. Percosse abitudinariamente con un bastone, le ragazze sarebbero state minacciate anche con un martello per non aver vinto un concorso religioso. Ricevuta la notifica di fissazione dell’udienza davanti al Tribunale dei minori, Singh e la moglie avrebbero accusato la sorella maggiore di aver influenzato la minorenne, definendole entrambe “vittime del demonio” e intimando loro di cambiare versione davanti al giudice.