Attualità
26 febbraio, 2026Il ministro dei Trasporti enfatizza sugli attentati degli antagonisti durante le Olimpiadi per giustificare la scarsa puntualità dei treni, ma sono gli stessi report della sicurezza nazionale a ridimensionare gli allarmi sul ruolo di questi gruppi in riferimento ai binari. A impegnare sono soprattutto furti di rame. Ecco tutti i numeri
L’ultimo “anarchico” è un ragazzo di vent’anni che, una decina di giorni fa nelle campagne bolognesi di Castel San Pietro, ha allineato sui binari prima un sasso, sbriciolato da un treno regionale, e poi altri ventinove. All’interrogatorio di garanzia il giovane incensurato, finito agli arresti domiciliari, ha ammesso le sue colpe, ma ha negato qualsiasi connessione politica: «Non è eversione. Volevo avere attenzione dopo una delusione d’amore». Il movente (da verificare) non riduce la gravità del gesto, certamente pericoloso e delinquenziale, però l’anarchico innamorato smonta le narrazioni, quelle sì politiche, che da qualche settimana dettano l’agenda ai giornalisti facilmente suggestionabili. Funziona così: il partito e il ministro, per esempio la Lega e Matteo Salvini, enfatizzano i fatti di cronaca, li storcono, li mescolano finché non sono adoperabili per la propaganda. Il senatore Massimiliano Romeo, capogruppo leghista a Palazzo Madama, ha sciorinato la dichiarazione perfetta per illustrare il teorema: «I continui sabotaggi sulle linee dei treni, che stiamo vedendo in questi giorni, attuati solo per dare un’immagine negativa dell’Italia e del ministro Salvini, mettono solo in difficoltà milioni di cittadini. Ci aspettiamo che anche la sinistra prenda le distanze da simili gesti e non confonda la gestione dei treni con vili atti che rimandano agli anni Settanta». Che vuol dire il senatore Romeo? I treni sono in ritardo perché i terroristi di sinistra, non fermamente condannati dai partiti di sinistra, fanno i dispetti a Salvini ministro dei Trasporti. Romeo si riferiva ai sabotaggi avvenuti a ridosso e durante le Olimpiadi di Milano-Cortina lungo le tratte Roma-Firenze, Roma-Napoli, Ancona-Rimini, Lecco-Tirano che porta alle stazioni sciistiche di Bormio e di Livigno. Il ministro Matteo Piantedosi (Interno) ha evocato la «regia unica». Il riferimento generale è ai gruppi di antagonisti, in particolare agli anarchici insurrezionalisti che hanno rivendicato gli attacchi per protestare contro le Olimpiadi e non contro Salvini.
Le “azioni dirette” degli anarchici sono un fattore di rischio concreto per l’Italia e lo ha spiegato nei dettagli la «relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine, della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata» che lo scorso autunno il ministro Piantedosi ha consegnato ai parlamentari: «L’area anarco insurrezionalista, evoluzione radicale del più ampio movimento libertario, costituisce ormai da tempo la fonte di minaccia più rilevante sul fronte del terrorismo endogeno. La componente con maggiori profili di pericolosità fa capo alla “Federazione Anarchica Informale”, che propugna una progettualità ad ampio respiro tesa alla internazionalizzazione della lotta. In Italia l’ultimo attentato riconducibile a tale cartello eversivo risale al 21 febbraio 2023, allorquando, nei pressi di un ingresso secondario del Tribunale di Pisa, è stato rinvenuto un ordigno rudimentale composto da una bottiglia di plastica ripiena di liquido infiammabile, un petardo e una bomboletta di gas da campeggio».
Salvini non ha la stessa premura di una relazione ufficiale del Viminale, non discerne ipotesi e verità, e infatti un giorno di febbraio, con una intervista ai telegiornali e con un comunicato ministeriale, si è esibito due volte sul medesimo argomento: «Gli episodi di sabotaggio alle linee ferroviarie sono quasi uno a settimana. Spiace che una certa sinistra abbia sottostimato questi danni gravissimi. Stiamo lavorando per individuare i responsabili e far risarcire i danni alle migliaia di viaggiatori che sono danneggiati da questi atti di criminalità organizzata». Ancora Salvini: «I dati del Viminale sui sabotaggi alle linee ferroviarie sono inquietanti e confermano le preoccupazioni già manifestate nei mesi scorsi. Oltre al carcere chiederemo risarcimenti milionari a tutela dei passeggeri danneggiati». A quali dati alludeva Salvini? Il ministero dell’Interno ha diffuso tramite le agenzie di stampa una recente analisi in «merito agli attentati alle infrastrutture dei trasporti e più specificatamente alle linee delle Ferrovie dello Stato: nel 2025 si sono registrati ben 49 casi, in forte aumento rispetto ai 9 del 2024 mentre nel 2023 erano zero». Il Viminale non ha citato mai gli anarchici come unici sabotatori. A Salvini bastava fare una verifica. Come ha fatto L’Espresso. I 49 casi del 2025 riguardano, precisa il Viminale, le fattispecie previste dall’articolo 432 del Codice penale (“attentati alla sicurezza dei trasporti”). Anche i furti di rame ne fanno parte, seppur in maniera residuale, quando provocano effetti sulla sicurezza dei trasporti. Proprio i furti di rame, non associabili agli anarchici, impegnano assiduamente la polizia, come riportato nella relazione del Viminale: «Nel corso dell’anno in esame (2024, ndr) è stato realizzato un articolato dispositivo di prevenzione e contrasto con 2.567 controlli presso i centri di recupero metalli. Tale diversificata attività ha consentito di trarre in arresto o di indagare in stato di libertà 110 persone, nonché di recuperare oltre 7 tonnellate di rame di provenienza illecita».
Le indagini aperte ovunque in Italia, da Milano a Bologna, da Roma a Lecco, stabiliranno con esattezza la matrice criminale dei sabotaggi di febbraio. Sul passato, nulla ancora s’è saputo sull’esposto-denuncia di Ferrovie dello Stato con il supporto del Ministero dei Trasporti, depositato in Procura lo scorso anno, per segnalare una serie di “incidenti anomali” e “guasti sospetti sulla rete”.
Per non farsi sorpassare a destra, i senatori Maurizio Gasparri e Pierantonio Zanettin di Forza Italia hanno presentato una proposta di legge per inasprire i reati compiuti ai sistemi di trasporto con «finalità di terrorismo». Al centrodestra fa comodo speculare su questi fatti di cronaca, ma documenti istituzionali smentiscono che ci sia un accanimento esclusivo degli anarchici sulla rete ferroviere, anzi i settori più sensibili sono quelli legati alla Difesa secondo il resoconto annuale dei Servizi Segreti: «All’indomani dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la propaganda antagonista ha progressivamente radicalizzato i toni della protesta, in un crescendo di contestazioni che in varie occasioni hanno fatto registrare episodi di vandalismo e di scontri violenti con le Forze dell’ordine. Il contesto ha offerto spazi di manovra anche alle iniziative più oltranziste, come quelle dei circuiti anarco-insurrezionalisti, che oltre a infiltrarsi nelle proteste per innalzare il livello di conflittualità, hanno continuato ad attivarsi con “azioni dirette” clandestine – come danneggiamenti e azioni incendiarie – soprattutto contro il comparto della Difesa e alcuni istituti di credito, “accusati” di avere rapporti con Israele». Dunque non c’è una evidente corrispondenza fra gli anarchici stimati in circa 100/150 e i frequenti ritardi dei treni. È una invenzione di Salvini.
A gennaio Europa Radicale ha lanciato uno studio sull’alta velocità: su 90.425 treni monitorati, 59.501 hanno accumulato ritardi pari al 66 per cento del totale. Il gestore Rfi ha contestato lo studio di Europa Radicale affermando che il 77 per cento dell’alta velocità (incluso Italo) è puntuale. La metodologia è diversa: Europa Radicale considera ritardo anche l’arrivo con un minuto in più, Rfi considera ritardo l’arrivo da dieci minuti in su e nelle percentuali «tiene conto» di cause esterne non imputabili alla rete ferroviaria: incidenti, maltempo, sciopero. Al di là della disputa statistica, Europa Radicale fa un’osservazione globale dei disagi: «L’assenza di variazioni significative tra un giorno e l’altro indica che i ritardi non sono concentrati in specifiche giornate critiche, ma rappresentano una condizione ordinaria del servizio nel ciclo settimanale». Sufficiente a farsi una idea. Oltre a ladri di rame, sabotatori e terroristi, il problema è uno e assorbe tutti: la vigilanza sui circa 17.000 km di binari che possono diventare comoda occasione di “azioni dirette” per i gruppi antagonisti come per l’anarchico innamorato. Su questo punto Fs investirà di più con 1.350 operatori, nuovi droni per monitoraggio, intelligenza artificiale, videosorveglianza anche mobile: «Un piano tecnologico da oltre 20 miliardi di euro fino al 2034 che rappresenta una delle principali leve della trasformazione in atto». Ci vuole tempo per fare le cose per bene. A Salvini, invece, piace trasformarsi in fretta. Capotreno senza stazione.
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