Attualità
15 gennaio, 2026II settimanale, da venerdì 16 gennaio, è disponibile in edicola e in app
Rosso il volto, rosse le lacrime: sul viso di una manifestante i colori della bandiera e un richiamo al bagno di sangue in corso a Teheran e nel resto del Paese. “Polveriera Iran” è il titolo della copertina del nuovo numero de L’Espresso: se esplodesse, le prime vittime sarebbero giovani come lei. Daniele Mastrogiacomo fa il punto sulla crisi, Federica Bianchi racconta le conseguenze per l’Europa, mentre il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale invita a non lasciare soli i protagonisti delle proteste.
Dagli Usa intanto Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni fanno il punto sul fronte interno, dove Trump è impegnato in una guerra contro gli immigrati che, come ha dimostrato l’omicidio di Renee Good, non rispetta più nemmeno i cittadini americani. E mentre Carlo Cottarelli sottolinea che il ruolo mondiale degli Usa è già stato eroso dalla crescita economica e politica della Cina, Diletta Bellotti sottolinea il valore politico dei gesti dei manifestanti che in tutto il mondo bruciano bandiere o foto di Khomeini.
Tornando in Italia, Carlo Tecce racconta le strategie del fronte del sì in vista del referendum sulla riforma della giustizia, mentre Marco Campora intervista Raffaele Piccirillo, magistrato di Cassazione, sulle ragioni del no: e Sebastiano Messina invita a un confronto ragionevole tra i sostenitori dei due fronti. Giuliano Torlontano denuncia l’eclissi delle lotte per i diritti civili, Marco Antonellis rivela che Matteo Salvini torna a brigare per diventare ministro degli Interni e Sergio Rizzo indaga sulle strategie dei politici italiani per farsi ricevere da Papa Leone.
Gianfrancesco Turano racconta i progetti di un polo logistico che cementificherebbe un bel tratto di Valdichiana e Angiola Codacci-Pisanelli scrive una nuova puntata della triste storia della superstrada del Gargano, che dovrebbe tagliarsi un passaggio nella zona più preziosa del Parco nazionale. Enrico Bellavia ricorda come il reportage di Oliviero Toscani sui giovani di Corelone trent’anni fa cambiato l’immagine del paese siciliano, che in quegli anni per il lettore italiano era sinonimo di mafia.
Torniamo all’estero con un reportage di Sabato Angieri dall’Ucraina e una denuncia di Alae Al Said sull’occupazione della Palestina, che dopo la tregua a Gaza si è inasprita sempre di più anche in Cisgiordania. Bianchi fa il punto sulla futura firma del trattato Mercosur, Eugenio Occorsio spiega perché l’Occidente continua a fare ponti d’oro al dittatoriale Mohammad Bin Salman e alla sua Arabia Saudita, Elena Basso fa il punto sulla situazione in Venezuela, dove i fedelissimi di Maduro sono pronti a combattere (mentre in Italia, commenta Massimiliano Panarari, il blitz di Trump spacca il fronte della destra). L’album curato da Tiziana Faraoni torna al 1951, quando l’inaugurazione del Palazzo di Vetro, quartier generale delle Nazioni Unite, segnava il sogno di un’era di discussioni pacifiche tra tutti i Paesi del mondo.
Nelle pagine di Economia, Gloria Riva fa il punto sulla corsa all’oro dei risparmiatori che solo in Italia sono ostacolati dalle tasse, e Marco Roberti racconta la startup di cucina inclusiva e tecnologica Pit’sa, premiata da L’Espresso. Dal mondo del web, Alessandro Longo fa un punto su sorveglianza e libertà, mentre Marco Montemagno racconta le novità dallo Show di Las Vegas, la più grande fiera del settore.
E L’Espresso chiude con una visita di Sabina Minardi al Gem, il nuovo museo archeologico del Cairo, e un’intervista di Emanuele Coen a Giovanni Lindo Ferretti, storico frontman del Cccp che torna in tournée con uno spettacolo tutto suo. Francesco Musolino presenta i nuovi scrittori per bambini, Maurizio Di Fazio firma un ritratto della filosofa brasiliana Djamila Ribeiro, Sebastiano Diamante festeggia Gibellina capitale dell’arte contemporanea per il 2026 e Claudia Catalli dialoga con Stellan Skarsgård, fresco di vittoria ai Golden Globe.
E mentre Francesca Barra invita a unire le forze per riuscire a combattere i siti sessisti, e Stefania Rossini dialoga con un lettore sulla sensazione di essere sull’orlo del baratro, Loredana Lipperini medita su come, un passo alla volta, la società occidentale sia arrivata all’assuefazione alla violenza che ha portato all’omicidio, a sangue freddo e in pubblico, di Renee Goode.
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Polveriera Iran - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
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