Attualità
21 gennaio, 2026Più di 1.650 interventi dei Vigili del fuoco in tre giorni. Difficile la conta dei danni
Si chiama Harry il ciclone che da lunedì 19 gennaio sta devastando Sardegna, Sicilia e Calabria. Più di 1.650 gli interventi dei Vigili del fuoco registrati nelle ultime ore. Tra evacuazioni, salvataggi e ancoraggi di imbarcazioni che rischiavano di essere trascinate al largo, per ora la conta precisa dei danni è ancora un miraggio.
Risuona come un monito l’ultimo appello di Legambiente che in merito ai recenti eventi climatici estremi ha ricordato quanto non si tratti di semplice maltempo, ma piuttosto di crisi climatica. “Il futuro sta arrivando e la crisi climatica rischia di dimostrare sempre più la sua intensità e la sua capacità di impatto distruttivo sui territori: è arrivato, inevitabilmente, il momento della serietà" ha commentato Anna Parretta, presidente regionale di Legambiente in Calabria.
gli allagamenti in sicilia
A Palermo, Catania e Messina sono state evacuate alcune famiglie dalle abitazioni vicine al mare. Secondo il presidente della Regione Renato Schifani i danni sull’Isola sarebbero “già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro”. Mentre a Santa Teresa di Riva, sempre nel Messinese, il maltempo avrebbe causato il danneggiamento di alcuni tubi e la conseguente mancanza di acqua in alcuni punti della città. Quella di Taormina è stata un’altra delle aree più colpite, con strade del centro letteralmente invase dal mare. A Giardini Naxos le mareggiate hanno rovinato il muretto della passeggiata pedonale del lungomare.
Frane e smottamenti hanno colpito diverse strade nel Siracusano, nell’Ennese e nel Messinese, causando chiusure e deviazioni del traffico. In provincia di Siracusa i disagi interessano varie provinciali, mentre nell’Ennese è stato chiuso un tratto della statale 288 ad Aidone, con deviazioni sulle provinciali e il parziale isolamento del centro. Nel Messinese è interdetta anche la statale 185 a Novara di Sicilia. Su molte tratte dell’Isola continua lo stop ai treni.
Le piogge in Sardegna
In Sardegna in due giorni è caduta la stessa quantità di pioggia che normalmente cade in quattro mesi. Raffiche oltre i 120 km/h hanno sferzato l’isola, provocando danni alle case, alle auto e alle infrastrutture. A Cagliari il quartiere del Poetto è stato invaso dal mare, le onde hanno raggiunto e distrutto alcuni chioschi e ristoranti. Dopo tre giorni di allerta meteo rossa, in gran parte del territorio - da Cagliari alla Gallura - il codice è stato declassato a giallo per la giornata di domani, giovedì 22 gennaio, restando arancione (criticità moderata) per rischio idraulico nella parte orientale dll’Isola. Per domani, dunque, è prevista la riapertura delle scuole a Cagliari e negli altri Comuni.
Giuseppe Meloni, vice della presidente della Sardegna Alessandra Todde, ha spiegato come, per un calcolo preciso dei danni occorreranno “almeno 3 settimane”. “Non si possono fare stime superficiali”.
in calabria strade invase da detriti e fango
Emergenza anche nella zona marittima di Catanzaro. La pioggia e il forte vento hanno provocato mareggiate e allagamenti, con onde altissime che hanno invaso con detriti e fango le strade della zona marina e rendendo impraticabile il litorale. Molte le macchine sommerse dall'acqua e le attività commerciali completamente allagate. Per le imprese delle tre regioni colpite da maltempo Confesercenti ha "deciso di attivare con effetto immediato un plafond complessivo di 2,5 milioni di euro, tramite le nostre strutture finanziarie”, ha fatto sapere il presidente Nino Gronchi. Si tratta di un finanziamento a tasso fisso e agevolato fino a 25.000 euro. Nelle prossime ore il maltempo dovrebbe continuare a sferzare la Calabria ionica con onde di 7-8 metri e piogge oltre i 70 millimetri.
Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha parlato di “momenti di grande apprensione”. “Il governo regionale è in costante contatto con il governo nazionale. - ha detto - Proprio stamane ho ricevuto una chiamata dal ministro Matteo Salvini, che con il Mit sta seguendo l'evolversi della situazione”. E ha sottolineato: “Secondo le previsioni il peggio dovrebbe essere ormai alle spalle”. Dal canto suo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso vicinanza alle popolazioni delle tre regioni durante il question time alla Camera.
Il monito di Legambiente
E mentre tutti e tre i presidenti delle Regioni coinvolte chiedono a gran voce lo stato di emergenza, Legambiente - sempre tramite la voce della presidente Parretta - avverte: “Si sta rispondendo con le consuete logiche emergenziali” ma “rispetto alla gravità della crisi climatica servono azioni puntuali e sistematiche per adattare i territori, mitigare gli effetti della crisi, prevenire le problematiche e rispondere in modo efficace”.
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