Attualità
29 gennaio, 2026L'emergenza non è ancora finita: "La frana arretra verso il centro cittadino". E Musumeci annuncia l'istituzione di una commissione d'indagine "per capire cosa è accaduto dopo il 1997"
C’è un dato, fornito dal capo dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano, che dà bene il senso e la misura della tragedia che sta colpendo Niscemi, dove una frana ha costretto all’evacuazione di 1.500 persone. "In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont”, ha detto Ciciliano.
Sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi - 29 gennaio - ci sarà un decreto ad hoc di assegnazione delle risorse necessarie alle regioni colpite dal maltempo e per le quali è stato dichiarato lo stato d’emergenza. "C'è una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione. Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori - ha spiegato a Sky Tg 24 il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, che il prossimo 4 febbraio riferirà in Parlamento -. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri”.
"Oggi firmo il decreto per istituire una commissione di studio per capire dal punto di vista amministrativo che cosa è accaduto dopo il 1997, perché allora non si è proceduto a tentare di mettere in sicurezza quel versante che comunque sarebbe andato a valle, ma con interventi opportuni questo processo sarebbe stato spostato di qualche anno", ha aggiunto Musumeci.
L’emergenza, a Niscemi, non è ancora rientrata. "La frana è ancora attiva ed è proprio per questo che la fascia di rispetto dei 150 metri, a mano a mano che il fronte di frana continua a cadere, arretra verso il centro cittadino. Questa fascia di rispetto di carattere precauzionale arretra ogni qual volta il coronamento della frana entra dentro la città”, ha spiegato Ciciliano, assicurando i cittadini fuori dalla zona rossa che non dovranno lasciare le proprie case: "Il centro di Niscemi, anche se costruito sulla piana, è assolutamente in zona sicura. Quello che si sta facendo adesso è il ripristino della distribuzione del gas che per motivi di sicurezza era stata interrotta”.
Di fronte a un’emergenza che non sembra ancora finire, il segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro, ha annunciato che firmerà un decreto con cui si estenderà “a circa 25 chilometri quadrati” l’area di rischio a tutela della popolazione di Niscemi.
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