Attualità
19 febbraio, 2026Ad altri 12 è stato notificato l'obbligo di firma. I fatti contestati riguardano le manifestazioni degli scorsi mesi, compresi l'assalto a La Stampa e alle Ogr. I collettivi: "La procura continua a costruire il proprio castello di carte. Il movimento di settembre e ottobre ha fatto paura"
All’alba di questa mattina (19 febbraio) la Digos di Torino ha eseguito 18 misure cautelari nei confronti di attivisti di collettivi, tra i quali cinque agli arresti domiciliari e 12 con obbligo di firma, mentre la procura aveva chiesto gli arresti per tutti e 18. Ad annunciarlo sono gli stessi collettivi vicini al centro sociale Askatasuna: "Dai cortei oceanici che assediarono Leonardo all'ingresso dentro le ogr fino al blitz a città metropolitana e La Stampa, la procura di Torino continua a costruire il proprio castello di carte", scrivono.
"Fra i tanti reati imputati ci sono i blocchi stradali e ferroviari, indice della volontà sia di colpire una pratica messa in atto da migliaia e migliaia di persone in tutta Italia, sia del fatto che il movimento di settembre e ottobre ha fatto veramente paura", aggiungono gli autonomi. "A Torino da mesi si stanno susseguendo operazioni di polizia quasi settimanali contro le lotte, in un attacco che non accenna a fermarsi, ma anche le lotte non si fermano, saremo già da questo weekend a Livorno per il convegno 'Per realizzare un sogno comune' organizzato dalla rete infoaut. Sarà un momento di condivisione e di analisi di come organizzarci insieme all'altezza della fase e del periodo che stiamo attraversando", concludono.
Ai 18 attivisti vengono contestati episodi di violenza e blocchi stradali e ferroviari avvenuti durante le manifestazioni pro Palestina dello scorso autunno e non riguardano gli scontri negli ultimi cortei contro lo sgombero dell’Askatasuna. Gli episodi erano avvenuti tra settembre e novembre scorsi nel capoluogo piemontese e riguardavano la manifestazione del 24 settembre scorso in sostegno alla Global Sumud Flotilla, quando vennero bloccati i binari della stazione ferroviaria di Porta Susa. Ulteriori contestazioni per la giornata del 2 ottobre, quando erano state tagliate la recinzione perimetrale dell'aeroporto Sandro Pertini di Caselle. Nella stessa serata c'erano stati danneggiamenti alle Ogr, dove il giorno successivo era in programma l'evento Italian Tech Week. Il 3 ottobre poi c'erano stati scontri nei pressi sempre delle Ogr e all'esterno dell'azienda Leonardo. Tra gli episodi anche le irruzioni nella sede della Città Metropolitana di Torino del 14 novembre e nella sede del quotidiano La Stampa il 28 novembre.
"La gravità delle condotte poste in essere dagli indagati durante le manifestazioni di protesta rende concreto, serio e quantomai attuale il pericolo che simili azioni violente sfocino in eventi ancor più gravi, con esiti infausti”, scrive la gip Valentina Rattazzo.
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