Attualità
23 marzo, 2026Il gruppo editoriale di Exor venduto al 100%: l'annuncio nel momento in cui arrivavano i risultati del referendum. La cessione riguarda anche Radio deejay, Radio capital, HuffPost Italia e Limes (e non La Stampa). Orfeo resta direttore del quotidiano fondato da Scalfari, d'Arsero nuova Ceo
Mentre era in corso lo spoglio dei voti del referendum sulla Giustizia, con tutti i giornalisti impegnati a registrare e raccontare a vittoria del “No”, Gedi perfezionava la vendita di Repubblica ai greci di Antenna. "Oggi è stata perfezionata la cessione del 100% del capitale di Gedi al gruppo greco Antenna. Il cambio di proprietà, che è già efficace, segue un processo di lunga negoziazione - ha scritto Paolo Ceretti, presidente della società ai dipendenti -. Vi ringrazio quindi per l'impegno di questi mesi e il lavoro svolto, in aggiunta alla quotidiana conduzione delle attività. Riteniamo che il passaggio della società al gruppo Antenna apra nuove prospettive per Gedi e per chi è impegnato nelle sue diverse attività”.
L’acquisizione del 100% di Gedi, gruppo editoriale di Exor (la holding guidata dalla famiglia Agnelli), oltre a Repubblica comprende anche HuffPost Italia, National geographic Italia, Limes, Radio deejay, Radio capital, ma anche la concessionaria pubblicitaria Manzoni. Si chiude così un capitolo durato mesi, fatto di trattative e agitazioni da parte del giornalisti.
In questo perimetro non c’è invece La Stampa, per cui a inizio marzo Gedi ha firmato un contratto preliminare di cessione al gruppo Sae di Alberto Leonardis. “Come già annunciato, in esecuzione agli accordi recentemente sottoscritti, nei prossimi mesi La Stampa uscirà dal perimetro di Gedi per entrare a far parte del Gruppo Sae, una realtà italiana in crescita, determinata a valorizzare la storia unica della testata, rafforzando il legame identitario con i suoi lettori e con il suo territorio, anche attraverso l'auspicato ingresso nel capitale, con quote di minoranza, di istituzioni e aziende del Nord-Ovest, aggiunge Ceretti.
In una nota, il gruppo Antenna della famiglia Kyriakou prova a rassicurare sul futuro occupazionale ed editoriale di Repubblica & Co. “Con l'acquisizione di Gedi, Antenna rafforzerà una realtà indipendente di primo piano nel settore dell'informazione e dell'intrattenimento con base in Italia, con una solida presenza a livello internazionale e un appeal globale”, afferma K Group, proprietaria di Antenna Group. Antenna prevede di investire "nuove e significative risorse per ampliare la diffusione de la Repubblica e valorizzare il lavoro, più volte premiato, dei suoi numerosi e talentuosi giornalisti”, si legge ancora nel comunicato.
La nuova amministratrice delegata del gruppo Gedi è Mirja Cartia d’Asero, che ha inviato un messaggio ai dipendenti difendendo l’operazione che “rappresenta un'opportunità strategica per rafforzare e internazionalizzare la nostra proposta editoriale, portando l'eccellenza dell'informazione italiana verso una dimensione sempre più globale”.
"Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor comunica la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group proprio nelle ore in cui i giornalisti sono impegnati nel lavoro per raccontare la vittoria del No al referendum, momento assai importante per l'Italia intera e per il nostro giornale. Scegliere un giorno del genere è la finale mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia dell'ormai ex editore di Repubblica. Non sentiremo la sua mancanza - scrive in un comunicato il Cdr di Repubblica -. Dopo aver smembrato e venduto pezzo a pezzo uno storico gruppo editoriale, l'addio di John Elkann a Gedi avviene quindi nel peggiore dei modi, senza tenere in alcun conto nel contratto di compravendita le richieste di garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, di perimetro e di rispetto dell'indipendenza e della collocazione del giornale per cui la redazione di Repubblica continuerà a battersi ricorrendo a qualsiasi strumento di lotta. Una richiesta di garanzie che adesso riproporremo per intero al nuovo editore augurandoci che le belle intenzioni di sviluppo del gruppo Gedi ribadite nella prima nota stampa trovino realizzazione nel pieno rispetto dei livelli occupazionali, delle realtà delle redazioni locali, della storia di questo giornale. La nostra battaglia non è finita, ma continua”.
Per la Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), ”in nove anni si è compiuta la parabola del gruppo Gedi. Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo ha trasformato nella più grande cessione di testate che si sia mai vista in Italia. Con il passaggio dell'azionariato al greco Kyriakou e la cessione della Stampa a Sae il gruppo non esiste più. Restano le macerie e molti interrogativi sul perché dell'operazione cominciata nell'aprile 2017 - dice Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi -. La Federazione nazionale della Stampa italiana - prosegue - prende atto del passaggio di proprietà e si schiera al fianco dei colleghi di Repubblica cosi' come e' accanto a quelli della Stampa. In attesa di capire meglio, e oltre i pochi concetti espressi nelle comunicazioni societarie, come il nuovo editore intende il concetto di pluralismo dell'informazione e come vuole sviluppare la sua attività conformemente alle leggi italiane, la Fnsi osserva che ancora una volta Elkann ed Exor hanno scelto la strategia della distrazione di massa, comunicando la cessione nel pomeriggio del referendum, quando tutto l'interesse della politica e della società italiana e' rivolto ai risultati della consultazione". "A cessione avvenuta - conclude - restano i temi della tutela del prodotto - a cominciare dal quotidiano cartaceo fino all'online e alle radio - del perimetro occupazionale e dei diritti dei giornalisti, sui quali la Fnsi non farà sconti all'editore che si affaccia adesso sul mercato italiano”.
Per l’Associazione stampa subalpina, “la storia di Repubblica” è stata “umiliata in una di quelle giornate che per ogni quotidiano, ma ancora di più per il giornale fondato da Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo che ha fatto del racconto della politica il suo cuore, sono fondamentali, cioè quelle dove si tratta si raccontare un risultato elettorale”.
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