Attualità
5 marzo, 2026Articoli correlati
I telefoni spiati sarebbero quelli dei due attivisti di Mediterranea e del giornalista. Per i pm, "'l'esecuzione di tre attacchi nella stessa notte (14 dicembre 2024) suggerisce che possano essere stati parte di una medesima campagna di infezione'"
Un tassello alla volta, un passo in avanti per provare a capire chi (e soprattutto perché) ha usato lo spyware Paragon contro le sette persone – dal fondatore di Dagospia Roberto D'Agostino ai giornalisti Eva Vlaardingerbroek, Francesco Cancellato e Ciro Pellegrino fino agli attivisti di Mediterranea Saving humans Luca Casarini, Giuseppe Caccia e don Mattia Ferrari – parti lese nell’indagine portata avanti dalle procure di Napoli e Roma.
Questa mattina (5 marzo) è stata depositata la consulenza tecnica sui loro smartphone, affidata alla polizia postale e a un collegio di professori universitari, da cui "è emerso che, tra tutti i telefoni cellulari acquisiti dai numerosi querelanti, tracce di attività riconducibili a un malware sono state riscontrate esclusivamente su tre dispositivi Android, riconducibili" a Caccia, Casarini e Cancellato. "In particolare, i consulenti tecnici hanno rilevato una serie di anomalie nei database WhatsApp di tutti e tre i dispositivi Android, consistenti in interazioni compatibili con quanto riportato nei report Meta con riferimento al funzionamento del software "Graphite" prodotto dalla società Paragon”.
Le due procure, coordinate dagli aggiunt Sergio Colaiocco e Enzo Piscitelli, "procedono, contro ignoti, per i reati di accesso abusivo a sistema informatico e intercettazione illecita di comunicazioni, a seguito delle querele presentate, tra gli altri, da Caccia, Casarini e Cancellato. Le denunce - prosegue la nota - sono state sporte dopo le notifiche ricevute dagli stessi dalla società Meta, con le quali venivano informati della possibile infezione dei rispettivi dispositivi cellulari”.
Ma la consulenza, oltre a individuare i tre telefoni spiati, dice anche altro. E cioè che “il periodo di presumibile compromissione dei dispositivi in uso a Casarini, Caccia e Cancellato risalirebbe alle prime ore del 14 dicembre 2024. I consulenti hanno inoltre evidenziato che "l'esecuzione in serie di tre attacchi nella stessa notte suggerisce che essi possano essere stati parte di una medesima campagna di infezione”.
Gli inquirenti procedono contro ignoti e indagano per una serie di reati tra cui l’accesso abusivo a sistema informatico e quanto previsto all'articolo 617 del codice penale su reati informatici: cognizione, interruzione o impedimento illecito di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche e installazioni abusiva di apparecchiature atte ad intercettare. Nei mesi scorsi sono stati ascoltati come testimoni il direttore dell'Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna (Aise), Giovanni Caravelli e il direttore dell'Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna (Aisi) Bruno Valensise.
"In precedenza dalla relazione del Copasir sull'uso dello spyware Graphite da parte dei Servizi di informazione, approvata il 4 giugno 2025, e da accertamenti effettuati emergeva come l'Agenzia avesse utilizzato, previa autorizzazione nelle forme di legge, il software ‘Graphite’ per attività di esfiltrazione dati e intercettazione nei confronti di Giuseppe Caccia e Luca Casarini”, si legge in un comunicato diffuso dalle due procure.
I pm spiegano che si "è reso pertanto necessario verificare, alla luce degli esiti della consulenza tecnica, se il software in uso all'Aisi fosse stato impiegato anche nei confronti di Francesco Cancellato". L'attività di esibizione e analisi dei dati del server "Graphite" in uso all'Aisi "ha riscontrato le attività poste in essere, la notte del 14 dicembre, nei confronti di Casarini e Caccia, ma non ha consentito di rilevare tracce di operazioni riferibili a Francesco Cancellato, allo stato confermando l'assenza di elementi che riconducano l'attività di indagine ad Aisi. Le indagini proseguono al fine di identificare gli autori del tentativo di accesso abusivo e di intercettazione illecita ai danni di Francesco Cancellato”. A questo punto resta una domanda fondamentale: chi - e perché - ha spiato Cancellato?
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