Nell'evoluzione della cucina, del suo spazio e delle sue articolazioni, non si specchia solo l'ascesa tecnologica del quotidiano, che offre proprio tra fornelli e pianilavoro declinazioni brillanti e piccole, meravigliose invenzioni. Il continuo ripensamento del cuore conviviale della casa cammina insieme a mutazioni sociali ed economiche, e a nuovi assetti familiari.
Da luogo di servizio meno presentabile degli altri ambienti, spesso relegato in seminterrati e zone separate della casa, la cucina si è trasformata, a cavallo tra XIX e XX secolo, nello spazio privilegiato del pensiero moderno in ambito domestico. Da fucina malsana di vapori a raffinato crocevia di sperimentazioni e soluzioni: nuovi materiali, design d'avanguardia, razionalizzazione dello spazio, igiene in primo piano, efficienza. Tutti elementi intorno ai quali si sono andati definendo il ruolo delle donne nella casa, la relazione con il cibo, il peso del consumismo e persino gli equilibri della vita familiare e il pensiero politico che la attraversa.
E' questo il panorama che offre e indaga Counter Space: Design and the Modern Kitchen, la mostra da poco inaugurata al Museo d'Arte Moderna di New York, in programma fino al 14 marzo 2011. Al centro dell'esposizione una recente acquisizione del museo: un esempio completo della celebre Frankfurt Kitchen, disegnata tra il 1926 e il 1927 da Grete Schutte-Lihotzky, un modello prodotto in migliaia di esemplari per l'edilizia popolare nell'area di Francoforte come parte di un programma di modernizzazione della città e della società. A più di 80 anni di vita la cucina disegnata dalla Schutte-Lihotzky, con la sua rigorosa razionalità e lo stile pulito di sapore industriale, non sfigurerebbe, con qualche upgrade, in una casa del XXI secolo: apparecchi, superfici di lavoro, contenitori, tutto è pensato per migliorare la vita domestica delle classi lavoratrici.
E' opera di un'altra tedesca, la designer Lilly Reich, l'appartamento per single dove l'angolo cottura è organizzato in una sorta di moderno spazio armadio. Il luogo del lavoro ergonomico con il passare del tempo diventa anche regno del consumismo domestico, l'indicatore di benessere e lo spazio per il tempo libero, come racconta in modo inequivocabile lo still life di Tom Wesselmann del 1963: la cucina come teatro pop, smagliante e laccato, del consumo moderno. Insieme a estetica e socialità, gli anni Sessanta portano altri elementi nella cucina moderna: confusione, nevrosi, frustrazioni si riflettono nello spazio topico della casa e a testimoniarle nell'allestimento del MoMA sono foto, stampe e installazioni.
Secondo polo di attrazione della mostra è l'unità modulare realizzata nel 1968 dall'azienda italiana Snaidero, altra cucina completa in esposizione: un cubo snodabile che si apre per offrire spazi e articolazioni. Intorno alla cucina di Francoforte e alla Cucina mobile, Counter Space raccoglie un significativo catalogo di oggetti di design: dal bollitore del 1907 disegnato da Peter Behrens per AEG ai bicchieri impilabili di Earl S. Tupper, creatore dei celebri contenitori in polietilene Tupperware, capostipiti di generazioni di oggetti in plastica da cucina. Ma ci sono anche progetti di architettura, poster, foto d'archivio, filmati rari, immagini dai film hollywoodiani e una selezione di opere d'arte dalla collezione del museo, con pezzi di Cindy Sherman, William Eggleston, Andy Warhol e Claes Oldenburg.
Le donne sono protagoniste della mostra: sono le prime utilizzatrici della cucina, ma sono anche le architette, designer e artiste che si sono occupate nel tempo della cultura e del mito di questo spazio. La mostra è accompagnata dalla pubblicazione del volume 'Modern Women: Women Artists at The Museum of Modern Art', raccolta trasversale dei diversi lavori di artiste donne acquisiti nel tempo dal museo.