Una partita della nazionale iraniana. E una ragazza a cui è vietato vederla, perché donna. Lei si traveste da maschio, la beccano, la portano via. Ma per il regime arriverà il fischio finale. E' uscito "Offside" del regista Panahi, che ora è in carcere

È stato girato in parte l'8 giugno del 2005, "Offside" (Iran, 2006, 88'). Quel giorno l'Iran contende al Bahrain la qualificazione per la Coppa del mondo del 2006. Fra i 100 mila che riempiono lo stadio di Teheran, le donne sono una minoranza infima, e clandestina. A loro il governo nega il diritto di assistere a una partita di calcio. Il tifo è cosa da maschi, costellata di bestemmie. La fragilità femminile deve esserne preservata. Questo è il motivo del divieto. Che si tratti di un'idiozia - che lo siano il divieto e ancor più la sua giustificazione - rientra nella normalità d'ogni regime. Di questa normalità tragica racconta Jafar Panahi, in carcere dal 20 dicembre 2010 per aver partecipato a movimenti di protesta.

Nelle prime immagini, una giovane donna in abiti maschili si nasconde in mezzo gli uomini diretti allo stadio, sperando di ingannare i soldati messi a guardia degli ingressi, e della moralità. Ma l'occhiuta solerzia di quelli ha la meglio, e la poveretta è portata con altre in un recinto allestito a ridosso degli spalti. Da lì, le prigioniere non intravedono la partita, ma ne intuiscono le sorti attraverso le urla della folla. In attesa d'un furgone della polizia, le vigilano alcuni soldati di leva, giovani come loro, e come loro esclusi dalla gran festa che risuona poco più in là.

Dove stanno le vittime dell'idiozia di regime? Solo nel gruppo delle donne, o anche in quello degli uomini? Certo le loro condizioni sono diverse: questi sorvegliano, quelle sono sorvegliate. Eppure la macchina da presa di Panahi li guarda tutti con una simpatia uguale. Hanno la stessa età, gli stessi entusiasmi, e alla fine la stessa ingenua, felice "trasparenza". Certo, le donne sono vittime evidenti. E gli uomini? Gli uomini lo sono in modo indiretto, ma egualmente tragico. Le catene che legano le ragazze - le loro possibili amiche, le loro ipotetiche compagne - legano anche loro. Li legano da dentro, con la prepotenza d'ogni idea assoluta, religiosa o meno, che voglia farsi legge morale e politica.

D'altra parte, accade talvolta che, insieme, uomini e donne riescano a spezzarle, le catene. A questa liberazione comune rimanda "Offside" nella sequenza finale, con le strade di Teheran invase appunto da uomini e donne in festa per la vittoria della nazionale. E la forza suggestiva di queste immagini va ben oltre l'entusiasmo del tifo, raccontando d'una giovinezza e d'una vita che nessuna violenza e nessuna idiozia può imprigionare per sempre.

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