Il cinema sul tavolo operatorio dell'arte Rä di Martino apre 'Ai confini dell'immagine'

La rassegna promossa dalla Cineteca Nazionale dal 29 aprile si inaugura con un omaggio alla regista di "The show mas go on", il video/documentario presentato all'ultimo festival di Venezia. Proiezioni, commenti e testimonianze per indagare la macchina dei sogni e gli artisti a confronto con le immagini in movimento

Ci sono artisti che a volte girano video. Altri che lavorano solamente con le immagini in movimento. Alcuni che saltano il fosso e diventano registi. E  quelli invece che hanno deciso di affrontare il “cinema” e tutta la sua potenza visiva come materia della loro ricerca. Ed ecco il cinema sul tavolo operatorio dell'arte: indagato come linguaggio; generatore di immaginario contemporaneo; sistema di produzione; macchina di comunicazione; santificazione del divismo; fabbrica di sogni e desideri.

A questi artisti impavidi che combattono con mezzi culturali sofisticati ma ben più poveri di quelli in mano ai cineasti, è dedicata una rassegna promossa dalla Cineteca Nazionale: “Art/Trevi ai confini dell'immagine” a cura di Alessandra Mammì (Cinema Trevi, Roma). Rassegna che parte il 29 aprile con una serata in omaggio a Rä di Martino, nata a Roma  nel 1975 ma di formazione internazionale che attraverso video, film, fotografia, installazione   affronta l'“universo cinema”. Ovvero le sue  icone, i suoi luoghi, i suoi miti come patrimonio della memoria collettiva, terra di un immaginario comune.
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Il titolo “The show mas go on e altre storie” cita il mediometraggio che è stato selezionato all'ultimo Festival di Venezia nelle “Giornate degli autori”. Un film che parte dal popolare magazzino romano Mas per affrontare in un percorso tra il surreale e il grottesco mescolando i generi del cinema di ieri e di oggi: dalla fantascienza in bianco e nero anni Cinquanta al musical, dal documentario al reportage.
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Le “altre storie”  invece  rimandano a una una scelta di lavori che Rä di Martino, ha prodotto nel corso di questi ultimi anni spaziando dallo scenario marocchino dove i set abbandonati di produzioni kolossal come “Guerre stellari” o “Kundun”  appaiono nella sabbia del deserto come rovine di antiche città o miraggi e allucinazioni  alle messe in scena chedrimandano a vecchi western o romantici film in costume. A interpretare le “storie di Ra”  sono spesso  attori professionisti come Filippo Timi o Maya Sansa e  Sandra Ceccarelli (che saranno presenti in sala al  Trevi) a cui lei impone una recitazione straniata e lunare da teatro dell'assurdo.
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Alternando proiezioni, commenti e testimonianze  questo come tutti gli incontri della rassegna si svolgono in una forma di lecture visiva che vedrà protagonisti dopo Rä di Martino, Gianfranco Baruchello (17 giugno) e nel corso dell'autunno Francesco Vezzoli (30 settembre), Yuri Ancarani e altri, nonché la presentazione di materiali rari e inediti, restaurati e digitalizzati dalla Cineteca Nazionale.

Per informazioni: http://www.fondazionecsc.it

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