Per parafrasare i noti versi del (terrificante) pezzo di Marco Ferradini, prendi una serie, trattala male, lascia che ti aspetti per anni. Un tormentone degli anni Ottanta che richiama il sadismo che la tv generalista tutta, ma la Rai con un accanimento tutto suo, adotta nei confronti di quello spaurito e sparuto popolo che si ostina ad amare le produzioni seriali senza magari i superpoteri del satellite o dei servizi di streaming. Così accade, un esempio tra tanti, che l’Abc produca in quel del 2018 “A million little things”, gioiellino delicato e commovente in odor di “This is Us”.
La Rai ne acquista i diritti, ma come il pallone del bambino molesto se lo tiene sotto il braccio al grido di: «È mio e decido io quando giocare». Si fa il 2021 e mentre gli Usa mettono in cantiere la quarta stagione, pare che la rete ammiraglia sia pronta per la messa in onda della prima, con la traduzione letterale di “Un milione di piccole cose”. Invece no, come non detto, meglio Rai Due. D’altronde sono passati solo tre anni, mica si può pretendere una decisione affrettata.
Poi qualche mente sopraffina pensa all’orario in palinsesto e decide che il momento più giusto per seguire con attenzione una commedia umana strappalacrime e ironica al tempo stesso sui sentimenti collettivi, piena di colpi di scena emotivi, sottili legami col cuore in mano e scambi di sguardi da cui dipendono vite intere appese a un filo, sia le 18,50.
Praticamente quando i genitori hanno i neonati immersi nella schiuma, le cene stanno prendendo forma e il resto del mondo sta faticosamente tornando a casa dal lavoro. Ma l’appassionato di serie tv non lascia che questi intoppi quotidiani possano sgonfiare il suo entusiasmo. E finalmente arriva il lunedì dell’atteso debutto ma il debutto non c’è per far spazio agli europei di pallavolo. Il venerdì seguente l’episodio salta perché la Nazionale Under 21 deve incontrare il Belgio.
In attesa delle prossime dirette dal Parlamento, qualche fondamentale incontro di sudoku e chissà quante altre diavolerie moderne. E mentre i sottili intrecci si snodano in una famiglia allargata chiamata amicizia, i malcapitati che si sono persi qualche battuta possono recuperarla su Rai Play ma col cuore in gola perché i diritti scadono e gli episodi in streaming durano solo pochi giorni. Insomma, viste tutte queste premesse si prevedono nelle prossime settimane considerevoli impennate di ascolti. Perché tornando al poeta, prendi uno spettatore, trattalo male, lascia che ti aspetti per ore. E allora sì vedrai che se ne andrà.