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Cultura
maggio, 2022

Elodie, Madame e la libertà dell’orgasmo: finalmente il sesso in musica non fa più scandalo

Non sono più i tempi di Mina peccatrice. Le nuove generazioni ci insegnano che la censura nelle canzoni è del tutto fuori luogo. Con buona pace degli haters

Il sesso non fa più scandalo. Anzi, nelle nuove canzoni se ne parla con una certa disinvoltura: sesso fluido, non importa di chi con chi, basta non farsi del male, orgasmi femminili più o meno espliciti, giochi fetish, può essere sesso occasionale, perfino disgiunto dal sentimento, si possono sfoggiare lingerie spericolate, pellami bondage e qualsiasi altro armamentario reale o metaforico. Era ora. E lo dobbiamo quasi interamente ai nostri giovani vituperati artisti, sono loro che ci stanno insegnando come si fa, che i pruriginosi istinti censori del Paese bigotto di un tempo sono ormai del tutto fuori luogo. È quasi una rivoluzione, un passaggio epocale di cui non si può che essere contenti. Con qualche eccezione.

 

Se una donna, peraltro bellissima come Elodie, decide di mostrare sfrontatamente il suo corpo per una danza erotica, su una musica che maliziosamente dice: «Uno due tre, alza… il volume nella testa», come per incanto si materializza una pletora di haters scandalizzati contro la “pubblica peccatrice”, definizione usata da L’Osservatore Romano per definire Mina che nel 1963 aveva orgogliosamente rivendicato il suo amore per un uomo sposato, che anzi era separato ma senza legge sul divorzio non poteva regolarizzare la sua posizione. Elodie non fa altro che applicare in Italia il lodo Madonna, ovvero quello che da decenni cantanti come Nicky Minaj, Dua Lipa, Beyoncé fanno in America. Ma nel gioco di Elodie una certa quota di reazioni sgarbate è purtroppo quantomeno prevedibile.

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Ben diversa la naturalezza con la quale in molte canzoni appare il sesso, senza voler dare scandalo, semplicemente parlandone come una componente normale e preziosa dell’esistenza. Senza alcun proclama Madame l’anno scorso ci deliziò con un pezzo intitolato “Marea”, e quella gioiosa inondazione non era altro che l’orgasmo, la giovanissima Ariete canta le sua canzoni d’amore al femminile, da donna a donna, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. Le implicazioni sono enormi e tutte positive, potrebbero indicare l’avvicinarsi dell’agognata meta: poter essere quello che si vuole essere senza dover renderne conto a nessuno.

 

A trainare questa svolta sono soprattutto artiste donne, e allora concedeteci un sorriso. A precorrere i tempi è stata la più insospettabile di tutte, Laura Pausini, che anni fa quando a un concerto in terra latina il vento le scostò la gonna facendo intravedere parti intime, urlò con romagnola spontaneità: «Yo la tengo como todas». E proprio in questi giorni in una diretta Instagram con i fan che si collegavano a turno si è accorta che due di loro erano dentro il letto a fare cose: «Ma state ciullando?», ha esclamato senza scomporsi più di tanto, ricordando al mondo che in fin dei conti fare sesso è la cosa più bella che ci sia. Perché scandalizzarsi?

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