Il mio primo cane si chiamava Full e ha cambiato la mia vita. Un cane che ha dovuto, suo malgrado, subire tutti gli errori tipici di una neofita. Nonostante avessi atteso per anni la possibilità di avere un cane e avessi studiato e ascoltato tanto dagli esperti, quando è arrivato, ho fatto una serie di errori clamorosi.
L’allevatrice mi raccomandò di non lasciarlo libero a correre tutto il giorno in giardino, ma di cercare di dosare le sue forze e gestire il suo spazio, alternando momenti di libertà a momenti di pausa. Mi disse di usare il famoso trasportino (gabbia portatile in plastica, ndr) come cuccia/tana e di creare un recinto in giardino dove confinare la sua euforia, quando mi fossi assentata per diverse ore. Mi piangeva il cuore doverlo “chiudere”, mi sembrava di metterlo in prigione. E quindi lo lasciai libero di correre tutto il giorno lungo la rete a inseguire le macchine.
Il risultato: cane magrissimo, sfinito, unghie delle zampe consumate, sordo a ogni richiamo. Un disastro. Mi resi conto che lo spazio andava gestito e che l’allevatrice aveva ragione. Il benessere del cane passa anche attraverso la gestione dello spazio, come poi ho capito bene nei tanti corsi cinofili che ho seguito. Spazio, cibo e gioco, sono le risorse da gestire per il benessere del cane. Il trasportino è una delle cose più utili per i neoproprietari. Se usato bene, si trasforma in men che non si dica nella tana/cuccia del cane e sarà il posto tranquillo e sicuro dove riposare, viaggiare, mangiare: un punto di riferimento.
C’è chi rifiuta categoricamente di usarlo: «Il mio cane in gabbia, mai!». Non è una prigione, ma una tana dove il cane si rifugia per stare tranquillo. Il nostro compagno a quattro zampe ha bisogno di punti di riferimento per stare bene, questo è il primo che gli va offerto. Se abbiamo un giardino, buona regola sarebbe creare uno spazio delimitato solo per lui, magari con una cuccia e un tetto, in una zona ombreggiata. Un luogo dove il cane possa stare al sicuro senza costrizioni, mentre siamo a lavoro o impegnati altrove. Soprattutto per i cuccioli ci vogliono mille occhi: esplorano il mondo con la bocca e riescono sempre a ingurgitare qualcosa di pericoloso. Quindi è bene avere uno spazio delimitato dove poterlo lasciare quando non possiamo condividere del tempo con lui. La gestione dello spazio, anche se non sempre facile da mettere in pratica, è un primo passo verso il benessere del nostro cane. Quando avrà imparato a gestire la sua irruenza giovanile, il cane sarà pronto a vivere libero anche tutto il giorno. Starà a noi correggere il tiro ogni volta che se ne presenta la necessità. Per loro la routine e le regole sono un fondamento per sentirsi sicuri. Amano la coerenza, più si è coerenti nella gestione della quotidianità, più il nostro cane ci apprezzerà.
CAREZZE E GRAFFI
Quando si interagisce con un cane non pensiamo mai all’orologio. Il tempo, non è mai perso, ma sempre investito. Quello che conta è la qualità delle ore che dedichiamo a costruire una buona relazione con il nostro compagno di vita.
Ansia da separazione. L’attesa del ritorno del padrone a casa non deve mai essere vissuta con angoscia. Evitiamo di salutarlo prima di uscire e di fare feste esagerate al nostro rientro. Per lui dovrà essere normale sapere che ci sono momenti in cui il padrone si assenta.