Chiude Liberi tutti di Bianca Guaccero, non decolla "Boomerissima" di Alessia Marcuzzi: eppure si continua con ostinazione a creare programmi dove regna l'euforia a tutti i costi

Il 16 settembre 1999 andò in onda in Olanda la prima puntata del Grande Fratello, il format destinato a rivoluzionare, almeno per qualcuno, l’idea della televisione: un gruppo di persone chiuse in una casa il cui obiettivo era quello di restare lì, col tetto sulla testa per mettersi in tasca la vittoria. Nel 2023 al direttore dell’intrattenimento Rai Marcello Ciannamea viene in mente di creare l’esatto contrario: entrare in una stanza e provare a uscirne il prima possibile. Ma in questo caso l’unica cosa che si è rivoluzionata è stata la velocità con cui è stata spenta la tv per scappare lontano.

 

Infatti, forte di 400mila spettatori, praticamente i vicini di casa degli ispettori di studio, ha resistito solo tre puntate l'esperimento d'euforia forzata “Liberi tutti”, condotto da Bianca Guaccero, dopodiché la decisione fatale di viale Mazzini di chiudere il programma colpevole di aver mancato i risultati attesi. Strano, viene da dire, che di fronte all'ennesimo tentativo di far ridere a tutti i costi sia arrivata la decisione estrema. 

 

Ma ancor più strana è proprio la missione a cui si sente inspiegabilmente chiamato il servizio pubblico, quella di intrattenere il prossimo con lo spirito ostinato degli animatori da sabato pomeriggio. Una sequenza implacabile di programmini tutti uguali, dai risultati dubbi, con personaggi famosi costretti per l'occasione a giocare in qualche modo mostrando i denti sbiancati. 

 

 

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La stagione era cominciata con “Fake show”, in cui imitatori che definire improvvisati è dire poco si fronteggiavano a suon di musica, sorrisi e gridolini d'entusiasmo col vocione, rigorosamente allegro, di Max Giusti. Stefano De Martino se la deve vedere col piano inclinato in cui si ride cercando di non cadere, stesso luna park col ritorno di “Boomerissima”, sempre Rai Due, sempre costellato da momenti di inesauribile felicità, con Alessia Marcuzzi che per motivi oscuri balla sempre, si esalta e gioca ma senza smettere di ballare. 

 

Ridono e cantano invece Simona Ventura e Paola Perego, in “Citofonare Rai Due”, stonano e ridono, cantano e stonano, e mentre ridono fanno quasi rimpiangere Marcuzzi che balla. Infine la povera Guaccero, a cui va una solidarietà diffusa per essere stata l’unica vittima sacrificale di questa deriva da studenti monelli in eterna ricreazione. Insomma, in questi tempi bui abbiamo bisogno di liberare la mente, dice qualcuno. Ma le malelingue dietro l’angolo sospettano che il vuoto creativo stia avanzando con sfrontatezza e che si cerchi solo di mascherarlo sghignazzando sul nulla. Che poi cosa ci sarà mai da ridere a un certo punto qualcuno dovrà pur spiegarlo.

 

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DA GUARDARE A fare commedie romantiche sono capaci tutti. Creare una miniserie in cui per far trionfare l’amore e prendere a calci il cinismo si usa una scrittura come Dio comanda e degli interpreti di pregio invece non è una cosa comune. Ed è quel che accade in “Lovers”, sei episodi (Sky) sotto il cielo di Belfast.

 

MA ANCHE NO
La partecipazione particolare del ministro Crosetto al doc di Rai Cultura “Enrico Mattei ribelle per amore”: «Quando ci muoviamo nel mondo ci aprono le porte con un sorriso, mai con un sospetto. Poi questi rapporti trovano difficoltà di comunicazione con una chiusura burocratica italiana, ma miglioreremo».

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