Dai varietà in bianco e nero al diario di Che tempo che fa: l'eleganza e l'ironia di una grande donna che ha regalato al piccolo schermo momenti di inesauribile felicità

C’erano l’Aquila di Ligonchio, la Tigre di Cremona, la Pantera di Goro. E Ornella Vanoni. Ad accostarla per la prima volta alle fiere del mondo animale è stata la televisione, quando Francesca Fagnani ha fatto de L’Appuntamento la morbida sigla del graffio delle “Belve”. Ma dal piccolo schermo la meravigliosa cantante milanese sino all’ultimo riccio della sua acconciatura immota è entrata e uscita tante volte, regalando sorprese e sprazzi di modernità, ben prima della illuminante presenza nello studio di Fabio Fazio. Gli sceneggiati in bianco e nero, il varietà del sabato sera, Antonello Falqui, “Studio Uno”, Pino Caruso, Vanoni con quella voce inconfondibile che è stata il paradiso per le imitatrici di ogni tempo, stringe la bocca e guarda avanti, nella sua gestualità unica, capace di essere elegante persino nell’ironia. 

Prima donna a vincere il Premio Tenco, nel 1973 si veste da uomo per una versione inedita dei fratelli De Rege con Walter Chiari. E continua, tra un album e l’altro, a a sbucare dalla tv. Eppure, dall’alto di una data di nascita ferma per vezzo al secolo scorso, a un certo punto decide di mollare quei pochi freni rimasti, attaccati agli abiti di seta. E così, divina fra le divine, inanella una serie irresistibile di ospitate da cattiva ragazza. 

 

Sul palco di Sanremo scavalca in due battute la pur irresistibile Virginia Raffaele, bacia Patty Pravo come una signora Ciccone affetta da modernità e riesce a incantare anche senza cantare. Da qui è tutto in discesa. «Sono stronza e confusa», dichiara, e nel vortice di una irresistibile follia si addormenta nello studio di “Ora o mai più” e si riappropria di una libertà mai abbandonata. 

 

Per questo vederla ogni domenica nello studio di “Che tempo che fa”, fa bene al cuore degli spettatori nati vecchi che si ritrovano davanti a un gigante di giovinezza, che si fa le canne per dormire, urla all’orecchio di Gino Paoli, che lui sì che è anziano e ne viene fuori un duetto che sarebbe bello non smettesse mai. Immaginifica Ornella Vanoni, che mostra le sue analisi a Roberto Burioni, racconta le sue disavventure in un diario e amoreggia con Elodie, due generazioni in un confronto alla pari. E poi volteggia da seduta, perché non c’è bisogno di stare in piedi per volare alto, e dà voce alle donne che come lei, non hanno mai voluto stare zitte. 

 

«Abbiamo taciuto per millenni, poi abbiamo smesso. E a me zitta non me l’ha mai detto nessuno». Così, di fronte a un personaggio capace di ridere di sé e degli altri, tra saggezza e nonsense spesso nella stessa frase, viene da chiedersi se non sarebbe ora di lasciarle campo libero, in una pagina bianca, tutta da scrivere. Senza fine.

 

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DA GUARDARE 
È tornata la seconda stagione di “Casa a prima vista” su Real Time, ovvero tre supereroi travestiti da agenti immobiliari che riescono a trovare le abitazioni adatte ai concorrenti che la cercano. Una sorta di miracolo in formato piccolo schermo e si sa che i miracoli sono rari e come tali vanno premiati. 

 

MA ANCHE NO
Per chiudere l’anno in bellezza e riempire il buco lasciato da “Tu sì que Vales”, a Canale 5 è venuta un’ideona. Stando alle indiscrezioni, potrebbe lasciare la serata di Capodanno nelle mani di Alfonso Signorini e del suo Grande Fratello. Con trenino annesso dei concorrenti della Casa. Quando si dice cominciare bene.

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