La perdita, la malattia, la cura. I romanzi, i memoir, i diari, la non-fiction, i libri sempre più a cavallo tra i generi, candidati al Premio Strega 2023, accolgono «l'onda lunga dello shock post pandemia», e trasferiscono il trauma nella letteratura dell’ultimo anno. Senza saperlo, solo immaginando l’aspetto della sua Strega nel manifesto che accompagnerà questa edizione, l’illustratrice Elisa Seitzinger ha profeticamente scelto di ispirarsi a Ecate, signora della magia e degli incantesimi, divinità che viaggia tra il mondo reale e il regno dei morti. E ora la scrittrice Melania Mazzucco, presidente del Comitato direttiva dello Strega e vincitrice lei stessa del Premio nel 2003, conferma: «Sono i toni intimi che prevalgono, le confessioni, il lutto. Centrale resta nei romanzi la famiglia, ma i genitori non sanno più proteggere, i bambini soffrono, si muore molto in queste pagine e non si nasce quasi mai».
Entra nel vivo la settantasettesima edizione del più importante premio letterario italiano. Dal sorprendente numero di candidati presentati quest’anno, il Comitato direttivo del premio, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Liquore Strega, ha individuato la dozzina che si disputerà la nuova edizione.
Otto le donne in gara, un record assoluto, già evidente tra i tanti libri proposti: 45 di autrici su 80 (rispetto ai 27 dell'anno scorso su 74 candidati): «Speriamo di aver invertito la tendenza», si augura Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci.
Questi i libri selezionati: Silvia Ballestra, La Sibilla. Vita di Joyce Lussu (Laterza), biografia narrata della partigiana e poetessa, e dei suoi temi più cari, a partire dalle urgenze di oggi: le donne, l’ecologia; Maria Grazia Calandrone, Dove non mi hai portata (Einaudi), storia di amore e morte, e di un vuoto, sull’assenza dei genitori, nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta; Andrea Canobbio, La traversata notturna (La nave di Teseo), un'esplorazione familiare, tra ricordi e segni di una Torino in piena ricostruzione, e di un padre ingegnere che cade in depressione; Ada D'Adamo, Come d'aria (Elliot), intorno al rapporto intensissimo di una madre con una figlia con grande disabilità; Gian Marco Griffi, Ferrovie del Messico (Laurana Editore), l’avventura di un milite della Guardia nazionale repubblicana di Asti, chiamato a disegnare una mappa ferroviaria del Messico; Vincenzo Latronico, Le perfezioni (Bompiani), storia di come i social abbiano cambiato le relazioni e il panorama interiore attraverso una coppia, a Berlino; Romana Petri, Rubare la notte (Mondadori), biografia romanzata di un personaggio noto soprattutto per il Piccolo Principe, ma inventore del coraggio di compiere il proprio dovere; Rosella Postorino, Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli), il viaggio di tre ragazzini da Sarajevo all'Italia nel 1982, per sfuggire alla guerra, salvarsi la pelle, perdendo tutto; Igiaba Scego, Cassandra a Mogadiscio (Bompiani), a partire da una festa di Capodanno, dalle memorie familiari e dallo scoppio della guerra, un dialogo tra Italia e Somalia; Andrea Tarabbia, Il continente bianco (Bollati Boringhieri), il propagarsi del neonafascismo raccontato riallacciando le fila dell’interrotto romanzo L’odore del Sangue di Parise; Maddalena Vaglio Tanet, Tornare dal bosco (Marsilio), tra senso di colpa e di lutto, la storia di una maestra che nel 1970 scompare, sconvolta da una notizia che riguarda un’alunna; Carmen Verde, Una minima infelicità (Neri Pozza), il racconto di una donna destinata a restare fisicamente piccolissima, all’ombra di una madre bellissima e infelice.
«Un Premio che nei suoi libri candidati rispecchia la società italiana», sottolinea Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci. Migrazioni, expat, guerre civili, i conti in sospeso con il colonialismo. E un paesaggio italiano in profondo cambiamento, con una cultura dell’Italia rurale in estinzione. «Un Paese ferito, ammalato. Con un segno positivo però: la fiducia nella letteratura che mai come in questi tempi incerti si propone come medicina e cura», aggiunge Mazzucco.
L’appuntamento è ora a Benevento, il 7 giugno, per la proclamazione della cinquina dei finalisti. Prima, il 21 maggio, sarà proclamato il Premio Strega europeo che festeggia quest’anno 10 anni. Ecco i nuovi cinque candidati in gara, già vincitori di importanti premi nei Paesi di provenienza: Emmanuel Carrère, V13 (Adelphi) tradotto da Francesco Bergamasco, il processo del venerdi 13, cronaca in presa diretta del processo per la strage del Bataclan; Esther Kinsky, Rombo (Iperborea) tradotto da Silvia Albesano, il rombo che dà il via al terremoto del Friuli del 1976 e che l'autrice esplora nelle conseguenze traumatiche sulla popolazione; Andrei Kurkov, L'orecchio di Kiev (Marsilio), tradotto da Claudia Zonghetti, autore ucraino di lingua russa, romanzo storico ambientato nella Kiev del 1919, in piena rivoluzione bolscevica; Johanne Lykke Holm, Strega (NN Editore), tradotto da Andrea Stringhetti, moderna fiaba gotica ambientata in una località delle Alpi, storia dark di sottomissione e resistenza; Burhan Sönmez, Pietra e ombra (Nottetempo), tradotto da Nicola Verderame, romanzo che incastra voci e destini di persone comuni nella vita di uno scalpellino turco.