Cultura
6 marzo, 2026Articoli correlati
Maschile e femminile, passato e presente, Sofocle e il nazismo. Latini trasforma il testo di Anouilh in un esame di coscienza collettivo
Ha debuttato l’estate scorsa al Teatro Ostia antica Festival ideato dal Teatro di Roma, poi è tornato nella capitale durante la stagione del Vascello e ora prosegue la sua tournée in giro per l’Italia. Parliamo di “Antigone”, spettacolo diretto da Roberto Latini, che fa subito una scelta di campo. Non affronta, infatti, la tragedia scritta da Sofocle, ma la riscrittura, pubblicata nel 1943, di Jean Anouilh (traduzione di Andrea Rodighiero). Il testo resta fedele alla struttura sofoclea, ma essendo composto durante l’occupazione nazista della Francia risulta fortemente influenzato dal contesto storico. Latini immerge i personaggi nel nostro presente, come sottolineato dagli abiti moderni (di Gianluca Sbicca) e dalla scenografia che è scarna ma dai dettagli eloquenti, come le vecchie tv o le strisce pedonali (scene di Gregorio Zurla).
Nello stesso tempo però il regista sceglie di utilizzare le maschere (di grande effetto) mantenendo un legame con l’antica tragedia. D’altra parte il fulcro resta ben saldo: essere fedeli alla legge o trasgredirle? Agire o non agire? Questioni esistenziali che qui vede contrapporsi Antigone, decisa a dare sepoltura al fratello Polinice, e il re Creonte, che l’ha vietata con un decreto. È lo stesso Latini a incarnare la ribelle Antigone, mentre Francesca Mazza è un Creonte più umano. Il femminile e il maschile sono invertiti, ma poco importa. L’intuizione del regista è giusta: Antigone/Creonte sono di tutti/e e in tutti/e, sono l’uno il riflesso dell’altro e insieme sono il riflesso delle nostre vite allo specchio, l’eco delle tante voci che parlano in noi. Qualcosa in più sull’eroina greca ce lo dice la nutrice (Manuela Kustermann), ma anche la sorella Ismene (Silvia Battaglio), e il mite promesso sposo Emone (Ilaria Drago), e così la nostra Antigone appare più sfaccettata. Nonostante domini il nero (luci Max Mugnai) e una parziale staticità dei personaggi, lo spettacolo acquista dinamicità e luce grazie alle voci di questo splendido cast, capace di sussurrare alla nostra coscienza.
ANTIGONE
regia di Roberto Latini
Colleferro (28/2), Viterbo (15/3), Milano (17-22/3)
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