Cultura
6 marzo, 2026Articoli correlati
Fin dall’esordio con “Born to die” ha infranto i codici del mercato. E ogni suo singolo è una gemma. Aspettando l’album che forse verrà
C’è un’aria di impalpabile mistero che aleggia intorno alle gesta di Lana Del Rey. Che fosse una aliena rispetto alla inelegante e fanfarona forma produttiva della scena degli ultimi anni fu chiaro fin dal suo esordio, nel lontano 2012, anche se non era propriamente un esordio, perché di cose ne aveva già macinate, ma fu il momento in cui il mondo si accorse di questa voce sublime e antiretorica, sobria, sottile, elegantissima, grazie al disco intitolato “Born to die”.
Lana Del Rey era lo pseudonimo di Elizabeth Woolridge Grant, ragazza cresciuta con ambizioni d’arte, una laurea in metafisica e la capacità di incantare con pochi cenni di voce, in modalità understatement, senza mai strafare. La sua musica ha generato un piccolo grande culto, un’aura da musa per una nuova generazione di artiste in cerca di spazio e rispetto, e soprattutto ha mantenuto una sorprendente coerenza. Una delle ragioni del suo fascino è nel non rispettare regole ed è quello che sta continuando a fare anche in questi mesi. Il nuovo singolo, ma è perfino difficile definirlo tale, si intitola “White feather hawk tail deer hunter”, apre con alcune note campionate da un vecchissimo standard, una versione di “Laura” (che ebbe anche una versione italiana che recitava «Laura, dagli occhi di un angelo...») incisa da Ella Fitzgerald, per poi entrare in un mondo fantastico e straniato, cantato come un’attrice che interpreta il ruolo di una donna smaliziata e ironica, irriducibilmente enigmatica. Ma non si capisce molto bene dove collocarlo questo pezzo, considerando che da mesi e mesi lei ha annunciato un disco in uscita, per poi cambiare idea, rimandare e perfino cambiare titoli già annunciati.
Doveva chiamarsi “Lasso”, poi “The right person will stay”, ora dovrebbe intitolarsi “Stove”, ma chissà se non cambierà ancora idea. Nel frattempo l’importante è non rispettare usi e costumi consolidati nel mondo della produzione musicale. Per ogni cento artisti tremebondi e allineati al sistema, c’è una Lana Del Rey che segue unicamente il suo istinto d’artista. Quasi un anno fa era uscita coi singoli “Henry, come on” e “Bluebird”, e sembravano l’annuncio di un imminente album, cosa che non è successa. Ora dovremmo finalmente esserci, chissà, ma intanto ci godiamo questa maliziosa “White feather hawk tail deer hunter” che gioca di sottile ambiguità intorno a una figura di donna che sembra tradizionalista ma non lo è. È Lana Del Rey, che nessuno per fortuna riesce a ben classificare, e per questo continuiamo ad amarla e aspettiamo con pazienza il nuovo disco che forse, se non cambia ancora una volta idea, uscirà tra breve.
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