Panetta: "I dazi e le tensioni geopolitiche frenano l'economia. Serve cautela sul taglio dei tassi"

Il governatore di Bankitalia: "L'incertezza resta elevata. L'Ue risente in modo particolare di queste dinamiche a causa della sua forte esposizione al commercio estero"

Dazi, inflazione, politica monetaria della Bce, euro digitale. Tanti i temi affrontati dal governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, durante l’Assemblea ordinaria dei partecipanti al capitale in occasione della relazione sul bilancio 2024, approvato dai soci. “L’incertezza a livello globale resta elevata, alimentata dalle persistenti tensioni geopolitiche e commerciali. Questo contesto - ha avvisato il numero uno di Palazzo Koch - penalizza gli scambi internazionali e accentua la frammentazione dell’economia mondiale, contribuendo al rallentamento dell’attività produttiva”. L’economia, ha aggiunto, “già segnata dalla stagnazione del settore manifatturiero, risente in modo particolare di queste dinamiche a causa della sua forte esposizione al commercio estero”. L’intervento di Panetta è arrivato alla vigilia di quello che Donald Trump ha rinominato “giorno della liberazione”, il 2 aprile, quando entreranno in vigore i dazi reciproci nei confronti di qualsiasi partner commerciali che applica tariffe su prodotti statunitensi. Ma, come riporta il Wall Street Journal, il dibattito è ancora in corso e ruota attorno all’ipotesi di optare per dazi universali del 20 per cento.

Tensioni geopolitiche

“Le decisioni di politica monetaria - ha sottolineato Panetta - dovranno bilanciare due fattori. Da un lato, la debolezza dell’economia europea e le tensioni geopolitiche stanno frenando consumi e investimenti, contribuendo a contenere l’inflazione. Dall’altro lato l’aumento dell’incertezza, dovuto soprattutto agli annunci, talora contraddittori, sulle politiche commerciali degli Stati Uniti, impone cautela nel percorso di diminuzione dei tassi ufficiali”. Guardando al futuro, e sempre rimanendo nel solco delle riflessioni sulla politica monetaria, secondo il governatore di Bankitalia “la lotta all’inflazione non può dirsi conclusa. Sarà essenziale monitorare con attenzione tutti i fattori che potrebbero ostacolare il ritorno all’obiettivo del 2 per cento”.

Il bilancio 

Ma nel suo intervento Panetta si è contentato soprattutto sul bilancio di Bankitalia, che lo scorso anno ha registrato una perdita lorda di 7,3 miliardi di euro, rispetto ai 7,1 del 2023. A pesare sui conti in rosso la politica la stretta monetaria operata dalla Bce: “Nel 2024, sebbene i tassi ufficiali siano gradualmente diminuiti, il loro livello medio è rimasto superiore a quello dell’anno precedente. Di conseguenza - ha sottolineato il governatore - il conto economico ha continuato a risentire sia del valore negativo del margine di interesse per 4,2 miliardi, sia del risultato netto della ridistribuzione del reddito monetario, pari a meno 1,9 miliardi”. Ma come già avvenuto per il 2023, Bankitalia è riuscita ad assorbire queste perdite grazie al ricorso del “fondo rischi” e in parte con un recupero fiscale, riuscendo ad arrivare a un netto positivo di 800 milioni di euro, con un utile per le casso dello Stato di 644 milioni (29 in più rispetto allo scorso anno), che arriva a 14,4 miliardi in cinque anni (ai quali si aggiungono 3,36 miliardi versati a titolo di imposte correnti, ai fini Ires e Irap). L’aspettativa, per Panetta, è “un ritorno a un utile lordo dal 2025”.

Euro digitale

Il governatore di Bankitalia ha parlato anche di euro digitale, un progetto “volto a salvaguardare la sovranità monetaria nell’area euro e a generare benefici per famiglie e imprese” che “potrà contribuire alla solidità di bilancio delle banche centrali, preservando il signoreggio. Questo aspetto assumerebbe un'importanza ancora maggiore qualora la crescita delle banconote in circolazione dovesse rallentare, in conseguenza della diffusione di mezzi di pagamento digitali privati”.

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