I 70 anni de L'Espresso
22 settembre, 2025Il ruolo di mediazione di Romano Prodi nella sua coalizione veniva spesso visto come un segno di debolezza, di eccessiva bontà, poco utile in vista del voto. L’Espresso, però, provò a scavare più a fondo nelle intenzioni del Professore
Il 24 marzo 1995, due giorni dopo la prima conferenza di Romano Prodi come candidato premier dello schieramento progressista di centrosinistra, L’Espresso dedicò al leader del neonato Ulivo una copertina d’impatto, seppur ironica. Un “San Romano dei miracoli” è infatti protagonista del dossier di Giampaolo Pansa, attraverso cui il giornale analizza la posizione politica di Prodi, considerato da tanti troppo buono per vincere. Caratteristica essenziale della coalizione dell’Ulivo, infatti, era la capacità di compromesso, un principio di unità in grado di estendere la sinistra anche ai cristiani moderati di centro e alle forze riformiste. L’obiettivo era evitare una nuova, pesante, sconfitta da parte della destra. L’unità a tutti i costi e la ricerca di un linguaggio spesso neutrale segnò per Prodi anche una certa difficoltà nel costruire un’identità forte, tanto da essere “accusato” spesso di debolezza politica. Prodi cioè aveva assunto il compito di tenere in equilibrio forze ideologiche distanti, dovendo di conseguenza operare con cautela, lentezza e compromessi. Si presentava come unico punto di intersezione fra partiti molto diversi tra loro, motivati prima di tutto dalla campagna elettorale e dalla successiva vittoria alle politiche del 1996. L’esperimento dell’Ulivo, che per la prima volta riuniva tutte le forze della sinistra (tranne Rifondazione comunista) in un unico blocco, ebbe dunque successo: il governo Prodi I venne poi composto da ulivisti e indipendenti, con l’appoggio esterno di Rifondazione comunista.
Abbiamo raccolto una selezione delle copertine più iconiche, suddivise per decennio. Scorretele, sarà come passeggiare nel tempo. E votate quelle che, secondo voi, sono le migliori. Ogni mese, sbloccheremo un nuovo decennio, fino ad arrivare ai giorni nostri. Le copertine più apprezzate diventeranno le protagoniste di una mostra dedicata ai 70 anni de L'Espresso.
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