Innovazione
13 febbraio, 2026La ricorrenza degli innamorati arriva puntuale, e mentre fiorai e ristoranti si preparano al “picco di romanticismo”, i numeri raccontano una realtà diversa, in cui il desiderio ha assunto forme più fluide e meno tradizionali
I giovani sono distanti dall’intimità, distratti dai social e schiacciati dall’ansia. Questa è la vulgata comune degli ultimi anni, in cui i social e la vita digitale sembrano aver spostato l’attenzione verso il digitale. Il rapporto Censis 2025 racconta una realtà in cui la dimensione virtuale non sostituisce quella fisica: una parte non marginale degli intervistati ammette esperienze di gruppo, mentre quasi un terzo utilizza ambienti digitali per cercare piacere o contatti.
I due ambiti, fisico e virtuale, si affiancano: piattaforme come YouPorn sono ormai normalizzate nell’immaginario collettivo, così come l’autoerotismo e la sperimentazione individuale. L’idea che l’abbondanza di offerta produca saturazione va rivista: la sessualità appare sganciata dal mito dell’anima gemella e più connessa alla ricerca di benessere personale. Altro elemento che emerge dalla ricerca è il cambiamento nelle dinamiche di genere: le donne raccontano di una maggiore intraprendenza rispetto ai coetanei maschi, più esitanti. L’iniziativa al femminile non è più un’eccezione, ma una pratica diffusa, uno spostamento che ridisegna il corteggiamento e rende meno prevedibili le traiettorie sentimentali. L’amore è eterno finché dura, e il piacere non è più necessariamente subordinato a una promessa imperitura. La distinzione tra sentimento e sessualità è più consapevole e l’attesa del “principe azzurro” perde centralità. In questo scenario, San Valentino diventa meno celebrazione dell’idillio e più fotografia di relazioni plurali, talvolta brevi, spesso ibride.
Se la vita intima resta vivace, è il linguaggio con cui si costruiscono i legami a mutare profondamente. Le app di incontri occupano un ruolo centrale, soprattutto tra i più giovani. App come Tinder o Hinge intercettano milioni di utenti e ne orientano le modalità di approccio, e nel 2026 gli utenti chiedono intenzioni esplicite fin dal primo messaggio, meno ambiguità e meno giochi strategici. L’onestà emotiva diventa un criterio di attrazione, insieme alla compatibilità sui valori personali. Non si tratta solo di estetica: opinioni, sensibilità sociale e visione del mondo incidono sulla scelta del match. L’universo delle app, tuttavia, non è privo di contraddizioni. La platea maschile supera nettamente quella femminile su molte piattaforme, generando un ambiente competitivo e dinamiche selettive molto marcate. Le donne tendono a scartare la maggior parte dei profili visualizzati, mentre gli uomini manifestano maggiore disponibilità allo swipe positivo.
Gli amori nati online
Una percentuale molto significativa racconta esperienze entusiaste nate proprio da una chat: un quinto delle relazioni stabili tra gli under 29 prende avvio su un’app, e tra le coppie Lgbqia+ una su quattro si forma nello spazio digitale. L’incontro mediato dallo schermo non è più un ripiego, ma un canale ordinario.
Accanto alle opportunità, emergono ombre. Il pericolo dello “skam” è però in aguato, e di incontri propongono tutorial e consigli per “evitare di restare vittima di ricatti sessuali”. Più della metà delle giovani donne dichiara, inoltre, di aver ricevuto contenuti espliciti non richiesti. Il problema non riguarda solo la tecnologia, ma le modalità relazionali. La cortesia, in un contesto dominato dall’anonimato relativo, diventa un discrimine decisivo. Un fenomeno nuovo viene condificato come “swipe fatigue”: la ripetitività del meccanismo di “scorrere” proposte può generare saturazione emotiva. Nonostante ciò, il numero globale di utenti delle app di incontri continua a crescere, superando i 350 milioni a livello globale.
L’uso resta in gran parte gratuito, e il successo non sembra dipendere dall’abbonamento premium quanto dalla qualità del profilo e dall’interazione autentica. In questo quadro, la festa degli innamorati appare meno come apoteosi del sentimento e più come cartina di tornasole di una trasformazione profonda. Gli italiani non hanno smesso di desiderare: hanno smesso di raccontarlo secondo schemi tradizionali. La sessualità convive con il virtuale, l’amore con l’algoritmo, l’intimità con la condivisione pubblica. San Valentino 2026 non celebra la fine del romanticismo, ma la sua metamorfosi. Tra schermi luminosi e incontri reali, il cuore continua a battere, al ritto dello swipe.
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