Innovazione
28 gennaio, 2026Articoli correlati
L’Europa si prepara all’accesso alle comunicazioni satellitari sovrane. Militari e governative. Il commissario per la Difesa, Andrius Kibilius, ne ha parlato in occasione della Bruxelles Space Conference, che ogni anno a gennaio detta l’agenda dell’evoluzione del contesto Space europeo
Dopo aver stupito la platea affermando - anche con una certa nonchalance - che “ciò che faremo abbastanza presto sarà annunciare una comunicazione sullo Scudo spaziale europeo, che coprirà le nostre iniziative sulla difesa dello spazio e lo spazio per la difesa”, Adrius Kubilius è entrato nel dettaglio del programma Iris2 che permetterà alle comunicazioni europee di essere: “Sicure e criptate, utilizzando asset costruiti in Europa e gestite in Europa, sotto il controllo europeo. E questo è solo il primo passo”.
Il dato è tratto, quindi, e la sfida a Starlink è stata lanciata ufficialmente: in particolare gli scambi di dati e informazioni “classificate” non verranno più affidate ai servizi extra-europei. “Con l’avvio operativo dei primi servizi di IRIS²”, sottolinea il Commissario, “l’Unione europea compie un passo esplicito verso l’autonomia strategica nello Spazio” e apre una sfida diretta ai grandi operatori extraeuropei.
Una dipendenza che porta conseguenze politiche concrete: la condivisione di dati sulle ‘minacce’ che possono interessare un singolo Stato richiede oggi delle autorizzazioni esterne al sistema europeo, che rallentano le decisioni e limitano l’autonomia operativa. In un contesto di crescente militarizzazione dello Spazio e di interferenze elettroniche sempre più frequenti, questa asimmetria si traduce in un fattore di vulnerabilità. E la dipendenza dagli operatori “stranieri”, nel contesto attuale, assume connotazioni non solo tecnologiche ma apertamente geopolitiche.
La costellazione europea di comunicazioni satellitari sicure nasce per garantire connettività governativa, militare e per i servizi critici sotto controllo europeo. In questo scenario, il controllo delle comunicazioni orbitali diventa un elemento di sovranità paragonabile all’energia o alla difesa.
IRIS² è uno strumento di posizionamento internazionale, progettata per offrire servizi sicuri a governi, forze armate, polizie e protezione civile. Una rete europea che si fonda su un modello pubblico-privato e prevede oltre 300 satelliti distribuiti tra orbita terrestre bassa e media. Il messaggio è chiaro: l’Europa non intende più appoggiarsi in modo strutturale a sistemi controllati da attori esterni per funzioni sensibili.
“Siamo pronti anche a includere servizi commerciali in questo campo” chiarisce il Commissario europeo, “con procedure trasparenti. Anche noi stiamo costruendo le nostre capacità autonome. E nel 2029, secondo i nostri piani, saremo pronti perché parallelamente svilupperemo la nostra costellazione europea Irish2 che diventerà operativa”.
Il primo tassello concreto di questa strategia è l’entrata in funzione di GovSatcom, il programma che mette in comune le capacità satellitari già esistenti nei Paesi membri. Kubilius ne ha parlato come di un sistema pienamente operativo. GovSatcom consente oggi a tutti gli Stati dell’Unione di accedere a comunicazioni sicure e criptate costruite e gestite in Europa. Si tratta di un passaggio chiave: prima ancora di completare IRIS², l’UE crea una rete di interdipendenza interna che rafforza la coesione strategica e riduce l’esposizione a pressioni esterne.
Da qui anche la spinta verso uno Scudo Spaziale Europeo, concepito come infrastruttura difensiva e come segnale politico di maturità strategica.
Le Agenzie nazionali stanno sviluppando i propri comandi spaziali al fine di governare il proprio spazio per le capacità di difesa. In questo scenario si inserisce l’altra sorpresa firmata da Kubilius: l’annuncio di un “Comando spaziale europeo virtuale”. Il Commissario ha una sua visione: “la sfida è capire come utilizzare le risorse europee esistenti per scopi militari, anche chi gestirà questa struttura. Ecco perché proponiamo una struttura virtuale, significa che consentiremo agli Stati membri di utilizzare tali capacità e il sistema sarà sviluppato nel prossimo futuro”.
Nel discorso di indirizzo di Kubilius non poteva mancare il tema dell’accesso allo Spazio, e dei lanciatori. La sovranità nello Spazio non si esaurisce nelle comunicazioni. Anche qui, l’Europa lavora per garantirsi una sua autonomia perchè l’UE, ha sottolineato Kubilius, non può più affidarsi a lanciatori esterni e a tecnologie usa-e-getta. Serve una capacità europea di lancio riutilizzabile, rapida e flessibile, in grado di sostituire o riparare satelliti danneggiati e di garantire anche il rientro dei carichi. Questa “mobilità spaziale” rappresenta l’equivalente orbitale della mobilità militare terrestre: senza di essa, ogni costellazione resta esposta e ogni strategia incompleta.
Al Commissario Kubilius va riconosciuta anche un’altra grande dote: raccontare con precisione asettica scenari che, a ben guardare, potrebbero anche incutere un pò di timore.
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