Innovazione
18 febbraio, 2026Articoli correlati
They Want You. “Il tuo talento al servizio dell’Italia” è il nome della campagna di reclutamento avviata dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica
L’Intelligence italiana a caccia di talenti, professionisti qualificati da integrare nelle strutture dedicate alla protezione dello Stato.
La crescente instabilità degli scenari geopolitici internazionali e le costanti e numerose minacce agli asset strategici del Paese sono forse alla base di questa “job opportunity”. Il piano militare e politico, ma anche gli equilibri economici del Paese richiedono una maggiore garanzia di resilienza, e la capacità di difenderne gli asset strategici. C’è tempo fino al 20 marzo per candidarsi.
Non è la prima volta che viene aperto un bando pubblico per la ricerca di Cyberspecialisti: nel 2025 era stata la volta dell'Agenzia per la cyber security nazionale. Ma è per certo la prima volta che l’intelligence nazionale si rivolge a questo tipo di specialisti. Tra i profili ricercati per rafforzare la “difesa Nazionale” figurano gli specialisti nel calcolo ad alte prestazioni - un ambito cruciale per gestire simulazioni avanzate e applicazioni legate all’intelligenza artificiale - esperti provenienti da discipline tecnico scientifiche capaci di progettare infrastrutture informatiche complesse, ottimizzare sistemi computazionali e sviluppare software parallelo destinato ad ambienti di ricerca avanzata.
Crittografia e quanti
Altra area chiave del Bando è quella della sicurezza delle comunicazioni e la protezione delle informazioni sensibili. Necessaria è la preparazione specifica nella progettazione di algoritmi crittografici, nella valutazione di sistemi di cifratura e nello sviluppo di applicazioni per l’analisi e la decodifica dei dati.
Particolare attenzione è riservata alle tecnologie emergenti, come il calcolo quantistico e le nuove architetture di processori, che stanno ridefinendo i confini della sicurezza digitale e della protezione delle informazioni strategiche.
Multidisciplinarietà
Il tema della sicurezza nazionale è olistico, deve essere necessariamente affrontato da team che hanno competenze multidisciplinari. E questo si rispecchia nelle figure ricercate dall’Intelligence: analisi dei dati dell'intelligenza artificiale, crittografia, ma anche profili legati all'intelligence, agli aspetti legati alle scienze politiche, gestione della sicurezza e quindi anche aspetti di natura economica.
Il bando si rivolge sia anche a diplomati con formazione tecnico-scientifica, oltre che a laureati con competenze in sicurezza informatica e ingegneria. Le capacità richieste comprendono l’analisi di malware, la verifica delle vulnerabilità, la gestione delle indagini digitali e l’interpretazione dei dati provenienti da sistemi e reti. L’obiettivo è rafforzare la capacità di prevenire e neutralizzare minacce che possono compromettere sistemi pubblici, infrastrutture critiche e informazioni sensibili.
Facciamogli vedere
Giorgio Pescapè è professore ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni all’Università di Napoli Federico II, e dal suo profilo Linkedin ha condiviso il bando e lanciato un appello ai “suoi ragazzi”: facciamo vedere quello che abbiamo imparato.
“Noi oggi e noi abbiamo la laurea triennale in ingegneria informatica 800 studenti - racconta il professore a L’Espresso - e 250 alla magistrale e di questi più della metà sceglie il curriculum di cyber security”. Fino a poco tempo fa questi erano profili molto richiesti nel settore privato. È un profilo trasversale a tutti i settori: quello della finanza, della salute, delle infrastrutture.
Ma con lo scenario geopolitico attuale, ci racconta Pescapè: “i Paesi hanno hanno compreso come in realtà la possibilità di potersi dotare di figure professionali con competenze avanzate in ambito tecnologico ma in particolare in ambito cyber security è un fattore strategico”.
Il vero tema, aggiunge il professore, è capire se questo bando riuscirà ad interessare i migliori, e potrebbe essere una questione di stipendi: “perché resta ancora un divario enorme tra quella che è la retribuzione del privato e quella del pubblico”, senza considerare che l’Italia è comunque indietro per valore delle retribuzioni di questi profili super specializzati, rispetto agli altri Paesi, anche nel privato.
A numero aperto
Il bando non indica il numero di posti disponibili. “Forse perché è una call aperta”, fa notare Antonio Pescapè, che quando gli chiediamo quali potrebbero essere gli ambiti in cui queste risorse saranno effettivamente impiegate, usa una sorta di metafora: “i servizi critici di un Paese sono quelli che tengono in vita le persone”.
E di recente ci sono stati diversi attacchi informatici anche a danno degli ospedali, ma anche “approvvigionamenti energetici e in generale le Utilities, acqua gas e luce. Mettere in ginocchio un Paese significa bloccargli i sistemi di trasporto, le infrastrutture di comunicazione, bloccare le banche e tutti i sistemi della finanza”.
Oggi c'è una enorme attenzione a proteggere questo tipo di sistemi, dice Pescapè: “quello che si chiama di perimetro critico cioè quello che tiene dentro tutta una serie di servizi critici per il Paese, che che vengono monitorati, osservati e che vanno difesi.”
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