Netanyahu incontra Orbán e attacca la Corte penale internazionale: "Organizzazione corrotta, è importante opporsi"

Il premier israeliano è andato a Budapest nonostante il mandato di arresto dell'Aja. Il portavoce del primo ministro magiaro: "La Corte è diventata un tribunale politico"

"La vostra decisione di ritirarvi dal Tribunale dell'Aja è coraggiosa. Siete i primi, ma penso non gli ultimi". Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha lodato la scelta di Viktor Orbán di ritirare l'Ungheria dalla Corte penale internazionale. "È importante opporsi a questa organizzazione corrotta" che "minaccia la democrazia". Al premier ha prontamente risposto un portavoce de L'Aja, Fadi El Abdallah, ricordando che "l'Ungheria resta obbligata a collaborare con la Cpi". Ad anticipare l'uscita dell'Ungheria dalla Corte era stato il capo dello staff del primo ministro, Gergely Gulyas, in una dichiarazione all'agenzia di stampa statale, Mti. Gulyas ha spiegato, in un post su Facebook, che "il governo avvierà oggi - 3 aprile - la procedura di ritiro, in conformità con il quadro giuridico costituzionale e internazionale".


Il governo di Budapest ha reso pubblica la decisione poco dopo l'arrivo in Ungheria di Netanyahu, su cui pende un mandato di arresto della Corte. "Netanyahu a Budapest, il luogo più sicuro d'Europa. Benvenuto in Ungheria, primo ministro!", ha scritto Orbán su X, postando un'immagine del loro incontro.


 

Stando al portavoce di Orbán, le autorità ungheresi hanno preso questa decisione in seguito a "preoccupazioni" emerse proprio in considerazione del fatto che pende un mandato d'arresto internazionale su Netanyahu: "La Corte penale è stata un'iniziativa onorevole, ma negli ultimi tempi è diventata un organismo politico, e l'incriminazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ne è l'esempio più triste". Gulyas quindi ha definito la Corte "un tribunale politico" e ha sottolineato che "Stati Uniti, Cina e Turchia non hanno mai fatto parte della Corte penale internazionale e anche il Congresso degli Stati Uniti ha deciso, con il sostegno bipartisan, di imporre sanzioni contro i giudici della Cpi". Aggiungendo: "Inoltre, tra i partner europei, il futuro cancelliere tedesco e l'attuale primo ministro polacco hanno chiarito che, nonostante i loro obblighi giuridici interni derivanti dal mandato d'arresto, ignoreranno la decisione del tribunale e accoglieranno con favore il primo ministro israeliano".

Durante la conferenza stampa congiunta, il premier magiaro ha criticato l'Unione europea: "Viene importato nell'Europa occidentale attraverso l'immigrazione clandestina'', ma ''l'élite di Bruxelles non sta fermando nulla per fermare questo processo''. L'Ungheria è un'''isola di libertà'', ha aggiunto Orbán, e ''non accetterà alcun accordo sui migranti che metta a repentaglio la sua sicurezza''. Aggiungendo, poi, che il mondo è cambiato molto dall'ultima visita di Netanyahu a Budapest di otto anni fa. ''L'antisemitismo è aumentato in Europa, ma non in Ungheria'', ha affermato. "La situazione è tale che, tra le comunità ebraiche presenti oggi in tutta Europa, quelle che vivono in Ungheria possono sentirsi più al sicuro".

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