Un bambino solo, smarrito nel deserto del Sahara, vaga al confine tra Libia e Ciad. Avrebbe cinque anni e i suoi genitori non risulterebbero rintracciabili. Secondo alcune testimonianze, sarebbe stato tratto in salvo e affidato alla polizia libica di Kufra. L'ong Mediterranea Saving Humans ha ricondiviso il video della scena, commentando: “Il bambino non ha commesso alcun crimine. La sua unica colpa è di essere nato con la pelle nera nel posto sbagliato, nel momento sbagliato”. Quel tratto del deserto del Sahara è noto per episodi di respingimenti e abbandoni di migranti che cercano di attraversare la Libia.
Mediterranea avanza alcune ipotesi sul destino dei genitori del bambino: "Potrebbero essere crollati esausti dietro di lui, disidratati, oppure cacciati o scomparsi durante gli ultimi rastrellamenti di massa ed espulsioni di neri africani da parte delle milizie in Libia. Forse sono stati arrestati o uccisi e gettati nelle fosse comuni di Gharyan e Sikka. O forse sono stati lasciati morire, come tanti altri, nella terra di nessuno che l’Europa paga per mantenere invisibile”. E conclude con un'accusa all'Unione europea: "Questo bambino, con la sua storia, rappresenta il crollo di ogni pilastro morale che la Libia e l’Europa sostengono di rispettare. Non si tratta di un incidente. È discriminazione razziale, istituzionalizzata e finanziata dalla stessa Europa che vorrebbe dare al mondo lezioni sui diritti umani".