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17 febbraio, 2026Articoli correlati
Il segretario di Stato della Santa Sede ha parlato di "punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni" sul Board of Peace. L’Italia intanto ha aderito a un documento dell’Onu che condanna “la presenza illegale” di Israele in Cisgiordania
Il Vaticano si sfila dal Board of Peace di Donald Trump. E guarda con cautela alla scelta italiana di esserci come Paese osservatore. “Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace”, ha dichiarato il segretario di Stato Pietro Parolin, parlando di “punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni”. La Santa Sede, pur riconoscendo l’importanza di “tentare una risposta alla crisi”, ritiene che restino “criticità che andrebbero risolte”.
La presa di distanza arriva mentre il Parlamento italiano, appunto, ha approvato la partecipazione come osservatore alla prima riunione dell’organismo promosso dall’amministrazione Trump. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rivendicato la scelta come coerente con l’obiettivo dei “due Stati”, ma le opposizioni hanno contestato la decisione e il gruppo dei Socialisti europei ha chiesto alla Commissione Ue di chiarire mandato e portata della propria presenza.
Sul dossier mediorientale, intanto, l’Italia ha aderito a un documento dell’Onu che condanna “le decisioni e le misure unilaterali israeliane volte ad espandere la presenza illegale” in Cisgiordania, chiedendone la revoca. Un doppio binario diplomatico, tra la partecipazione al Board e sostegno alle iniziative multilaterali dell’Onu.
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