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23 febbraio, 2026L'ufficializzazione del prestito è prevista per domani, martedì 24 febbraio, a quattro anni esatti dall'invasione russa. Budapest, però, vuole bloccarla
"Ti invito fortemente a conformarti alla decisione presa al Consiglio europeo di dicembre". Inizia con queste parole la lettera che il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha inviato al premier ungherese Viktor Orbán in merito al prestito di 90 miliardi che il Parlamento europeo ha deliberato di destinare a Kiev. Dopo l'approvazione, Orbán aveva annunciato al Paese il proprio veto, strategicamente inserito nella dialettica nazionalista dell'attuale campagna elettorale.
L'ufficializzazione del prestito è prevista per domani, martedì 24 febbraio, a quattro anni esatti dall'invasione russa. Budapest, però, non ci sta. Per questo, Costa ha intimato a Orbán di invertire la rotta, sottolineando come "una decisione presa dal Consiglio europeo vada rispettata" e spiegando che "violando questo principio si viola il principio della sincera cooperazione".
Il timore del premier ungherese riguarda il ritardo nelle riparazioni dell’oleodotto Druzhba - di cui secondo Orbán sarebbe responsabile lo stesso Zelensky - che collega la Russia all’Europa. Per questo, l’Ungheria e la Slovacchia rischierebbero così di restare a secco. L'Unione europea ha assicurato di aver preso in carico la questione, sottolineando che la sicurezza energetica dei membri Ue è una priorità. Sempre domani è prevista la visita della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a Kiev per ribadire il sostegno dell’Ue a Zelensky.
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